Claudio Tamburrino

Assinform, la nuvola porta schiarite

Per il 2014 ci si attende il ritorno degli investimenti. Ma digitalizzazione e innovazione passano per la capacità di fare rete

Assinform, la nuvola porta schiariteRoma - L'Associazione Italiana per l'Information Technology (Assinform) ha presentato il quarantacinquesimo rapporto annuale sugli investimenti ICT.

Secondo i numeri raccolti in collaborazione con NetConsulting entro il 2014 si concretizzerà l'inversione di tendenza che finora aveva dettato una vera e propria emorragia di investimenti: si passerà così dal meno 4,4 per cento segnato a fine 2013, ad un più 0,6 per cento.

A crescere sono in particolare il cloud e l'ecommerce: il primo, pur rappresentando un mercato ancora nascente (poco più di 750 milioni nel 2013) segna una crescita del 32,2 per cento. L'ecommerce, invece, dopo gli 11,3 milioni del 2013 (più 18 per cento), ne promette 13,2 per il 2014 (più 17 per cento).
A migliorare, poi, è in particolare la capacità italiana di attrarre gli investimenti legati alla programmazione europea: il 17 per cento delle domande di finanziamento innovativo UE sono ora appannaggio delle Piccole e medie imprese italiane. Questo sembra essere un indizio di una nuova realtà, caratterizzata in italiana dall'esistenza di un ecosistema per le startup.

"Il miglior modo di disegnare il futuro - ha dichiarato il Presidente Agostino Santoni - è crearlo, ora è il momento di impegnarsi investendo sull'innovazione", con l'obiettivo primario di consolidare il ruolo del cloud computing e dei servizi mobile, estendere i pagamenti elettronici e ridurre il gap digitale, oltre naturalmente alla necessità di trovarsi in prima fila per quanto riguarda le nuove possibilità aperte dal cosiddetto settore dell'Internet delle Cose.

Dato che la posta in palio è grande e gli obiettivi ambiziosi, Assinform è pronta a stringere la collaborazione con istituzioni, banche ed imprese, in modo da avere un piano coordinato per la digitalizzazione.

Presente all'evento di presentazione anche Alessandra Poggiani, neo-eletto presidente di AGID, segno che questa volontà di fare fronte comune ha dall'altra parte orecchie pronte ad ascoltare.
Fare rete, d'altronde, serve per perseguire meglio alcuni obiettivi che le Pmi da sole non potrebbero ottenere: si tratta in particolare - come sottolinea Biagio De Marchis di IBM Italia - della gestione dei big data (e dell'altro lato della medaglia, la questione dell'open data).

Claudio Tamburrino
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