Gaia Bottà

Italia, inibizione per Mega e Mail.ru

In una lista di 24 domini individuati dal Tribunale di Roma, saranno bloccati perché i loro server ospitano due film in violazione del diritto d'autore. Oltre alla mole dei contenuti perfettamente leciti

Roma - L'ordine di inibizione è stato diramato ai fornitori di connettività italiani, disposto dal Tribunale di Roma: ad essere investiti sono 24 domini, fra cui spiccano mega.co.nz, erede di Megaupload, e mail.ru, fornitore di servizi email, nonché il network più visitato da parte degli utenti russi. La motivazione che risiede dietro al calare dei filtri sarebbe la violazione dei diritto d'autore legati a due film, linkati o ospitati dai siti coinvolti dal provvedimento.

Per ora in mancanza di dettagli forniti dalle autorità e dai detentori dei diritti, a darne notizia è il sempre tempestivo Marco D'Itri, dal suo Osservatorio Censura, che ospita la lista completa dei domini investiti dall'ordinanza, riportati qui di seguito:
cineblog01.net
cineblog01.tv
ddlstorage.com
divxstage.eu
easybytez.com
filminstreaming.eu
filmstream.info
firedrive.com
mail.ru
mega.co.nz
movshare.sx
nowdownload.ag
nowdownload.sx
nowvideo.sx
piratestreaming.net
primeshare.tv
putlocker.com
rapidvideo.tv
sockshare.com
uploadable.ch
uploadinc.com
video.tt
videopremium.me
youwatch.org


L'elenco è nutrito. Vi figurano vecchie conoscenze come il raccoglitore di link Cineblog01, probabile reincarnazione di altri domini sequestrati in precedenza, e il servizio di hosting Nowvideo, sequestrato per la terza volta, ad abbracciare il dominio .sx dopo l'inibizione degli accessi per i domini .ch e .co, in maniera simile a quanto deciso per Nowdownload e Movshare. La lista prescrive inoltre una doppia inibizione di ddlstorage.com, servizio di hosting abbattuto dalle indagini della Guardia di Finanza e già colpito nei giorni scorsi dall'ordine del tribunale di Cagliari.
A catturare l'attenzione sono soprattutto due nomi celebri della Rete. In primo luogo, Mega, il celeberrimo servizio di file hosting nato dalle ceneri di Megaupload: l'immaginazione corre agli utenti italiani che abbiano utilizzato il servizio per stoccarvi file personali perfettamente leciti, che insieme al sito risulteranno inaccessibili, a meno che non si ricorra a piccoli stratagemmi utili ad aggirare i blocchi. Analoga, la situazione di Mail.ru: l'intero dominio e i suoi servizi collaterali, visibilmente non orientati alla violazione del diritto d'autore, saranno inaccessibili per gli utenti italiani. Come era avvenuto per il social network russo vKontakte.ru, sequestrato perché sui suoi server ospitava un film di Checco Zalone, anche in questo caso i due file che hanno innescato l'ordine di inibizione appaiono come una goccia nell'oceano di materiale ospitato da questi servizi di natura variegata e di proporzioni sconfinate.

Gaia Bottà
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