Gaia Bottà

USA, accuse per le app contraffatte

I responsabili di tre store non ufficiali, rivenditori di app pirata per Android, dovranno difendersi in tribunale. L'FBI promette guerra al mercato delle app clonate

Roma - Era il 2012 quando le autorità statunintensi sequestravano i tre domini applanet.net, appbucket.net e snappzmarket.com: le indagini del Dipartimento di Giustizia e dell'FBI vi avevano rinvenuto una enorme messe di app contraffatte, offerte sul mercato nero agli utenti di dispositivi Android. A quasi due anni dalla chiusura dei domini, i cittadini statunitensi che sono stati individuati quali responsabili della attività illegali dovranno difendersi dalle accuse che pendono sul loro capo.

L'operazione delle autorità statunitensi, che ha agito su server localizzati fuori dagli USA e ha determinato il sequestro dei domini gestiti da registrar americani, è giunta ora a un momento di svolta: "a conclusione dei loro tentativi di fare soldi approfittando del duro lavoro e della creatività di veri innovatori dell'ambito tecnologico - ha spiegato Leslie R. Caldwell, a capo della Criminal Division del DoJ - nei loro confronti sono state formulate le accuse di distribuzione illegale di applicazioni coperte da copyright".

Due arresti sono stati effettuati nei giorni scorsi, per fermare due membri di SnappzMarket: insieme ad un terzo individuo, sono stati accusati di aver organizzato un sistema criminale dedito alla violazione del diritto d'autore. Le accuse sono state formulate grazie anche alla collaborazione di un quarto membro del gruppo, che nel mese di aprile ha ammesso i propri misfatti e ha accettato di fornire informazioni alla giustizia.
Le accuse per i tre membri di Applanet sono analoghe: lo shop pirata avrebbe distribuito quattro milioni di app contraffatte, per ricavi che si aggirano intorno ai 17 milioni di dollari e ora i tre indivisui considerati responsabili dovranno difendersi in tribunale. Secondo le autorità, poi, sono quattro i responsabili di Appbucket, store illegale capace di raggranellare 700mila dollari con app pirata: tre soggetti hanno già ammesso la loro colpevolezza, e un quarto individuo è stato accusato.

Spetterà ora ai soggetti fermati difendersi, mentre l'FBI promette di "continuare a mettere in campo importanti risorse per investigare riguardo a questi gruppi che si occupano di pirateria e di violazioni del copyright su larga scala, come osservato in questa occasione". Il mercato della applicazioni pirata, si spiega in un recente report stilato da Trend Micro, è decisamente vasto: l'80 per cento delle app che figurano alle prime 50 posizioni del Google Play sono state clonate, disponibili su store non ufficiali di terze parti. Oltre la metà di queste applicazioni contraffatte sono addizionate di codice usato per operare con intenti malevoli ai danni degli utenti.

Gaia Bottà
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