Claudio Tamburrino

Copyright UE, Libro Bianco in bianco

Rinviato il rapporto di Bruxelles sul diritto d'autore. E con la scadenza del mandato dell'attuale Commissione alle porte, quel che resta sono le rimostranze e le proposte dei cittadini

Roma - Il Libro bianco sul diritto d'autore previsto dall'UE potrebbe non vedere mai le stampe: troppo poco ambizioso per alcuni, troppo difficile trovare una linea di incontro tra i diversi interessi contrastanti per altri.

Il rapporto che dovrebbe contenere la revisione del quadro normativo comunitario in materia di diritto d'autore era atteso già per luglio: tuttavia è stato rinviato ad una seconda revisione, rimandandone l'approvazione a dopo settembre. Sembra essere stata proprio Neelie Kroes, responsabile per l'agenda digitale, a guidare l'opposizione (tra cui spicca anche il commissario europeo per la ricerca Mßire Geoghegan-Quinn): sembra ritenere il testo attuale "non sufficientemente ambizioso".

Ad essere divulgato, per il momento, è quindi solo un rapporto che sintetizza i risultati principali dell'ampia consultazione pubblica alla base del libro bianco promossa tra dicembre e marzo scorsi dal titolare comunitario al mercato interno, il francese Michel Barnier.
I contributi raccolti sono oltre 9.500 e sono stati trattati da una squadra di cinquanta funzionari: si tratta di cifre da record, tra le più elevate fatte registrare da una consultazione pubblica europea.

Ciononostante, il lungo ed ambizioso lavoro potrebbe portare solo a questo risultato: ad ottobre scade anche il mandato dell'attuale Commissione e con essa potrebbe anche finire lo sforzo profuso nel Libro bianco sul diritto d'autore.

Per il momento, vale la pena scorrere le tante le questioni su cui i cittadini europei si sono espressi: dal diritto di link all'interoperabilità tra dispositivi. A quanto pare la gran parte dei consumatori europei che hanno partecipato alla consultazione ha denunciato i problemi riscontrati nel fare accesso a determinati servizi online da diversi paesi dell'Unione e le restrizioni geografiche imposte sui contenuti online: la mancanza di un approccio paneuropeo al diritto d'autore e alle relative licenze sembra insomma la principale problematica sollevata dai cittadini.

Claudio Tamburrino
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3 Commenti alla Notizia Copyright UE, Libro Bianco in bianco
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  • Come possono piacere gli editori con copyright secolari e ricarichi sui libri addirittura folli?
    La cultura non è una macchina: dopo un paio di decenni dovrebbe diventare libera da vincoli, anche perché i guadagni dell'autore, dopo vent'anni sono di solito molto bassi o addiruttura nulli.
    A questo proposito, cioè a proposito dei ricarichi degli editori, un libro venduto a 18 euro genera per l'autore un guadagno di 3 euro circa; l'intemediario guadagna il 600 percento rispetto all'autore.
    Nel caso degli ebook, del tutto privi di costi per l'editore, eccetto l'eventuale promozione, il guadagno è "solo" del 500 percento (perché all'autore vanno circa due euro).
    Ma in realtà l'editore guadagna di più perché non ha costi di stampa, immagazzinamento e spedizione, e non ha nemmeno gli invenduti.
    Questa è la tipica distorione che accade quando una ente economico prende il sopravvento sugli altri e detta le leggi del mercato.
    E poi si lamentano che gli italiani non leggono abbastanza.
    Veramente strano...
    non+autenticato
  • - Scritto da: gi.zi
    > A questo proposito, cioè a proposito dei
    > ricarichi degli editori, un libro venduto a 18
    > euro genera per l'autore un guadagno di 3 euro
    > circa; l'intemediario guadagna il 600 percento
    > rispetto all'autore.

    Ad una trasmissione radio spiegarono molto bene le ragioni del costo degli ebook. Prima di tutto spiegarono che agli autori va una percentuale del prezzo di copertina che oscilla dal 3% (fascia bassa), passando per il 10% (autori noti e consolidati) e arrivando ai picchi del 15% (categoria stephen king).

    L'85% restante della torta finisce a tanti soggetti, inclusa la stampa. Quello che sfugge alla logica comune è che anche l'attività di stampa ha un suo fatturato ed un suo profitto, idem la distribuzione. Se elimini completamente le attività di stampa e distribuzione fisica, tagli anche quei fatturati ed i relativi profitti. Da qui puoi comprendere le resistenze degli editori convenzionali e la volontà di non ridurre i prezzi quanto dovrebbero.
  • almeno si certifica cio' che si sa' da sempre... aka che gli utenti(*) la pensano all'opposto degli editori su molte questioni... (ed essendo i primi MOLTI di piu....)


    (*)dal poco che ho letto del report... questi "utenti" sono troppo un po' troppo pigri e ripiegati sui desiderata altrui... ma anche cosi', agli editori NON piacciono.
    non+autenticato