Gaia Bottà

Microsoft, ispezioni cinesi

Quattro sedi del colosso statunitense sono state ispezionate dalle autorità cinesi: restano ancora avvolte nell'ombra le motivazioni dell'operazione

Roma - Le autorità cinesi hanno avuto accesso agli uffici di Pechino, Shanghai, Canton e Chengdu: Microsoft sarebbe sotto indagine in Cina, anche se il motivo dei sospetti del governo resta per ora ignoto.

A confermare le ispezioni è la stessa Microsoft attraverso un portavoce locale: "Il nostro intento è creare prodotti che garantiscano le funzioni, la sicurezza e l'affidabilità che gli utenti desiderano - ha spiegato Microsoft a Reuters - e siamo felici di rispondere alle domande del governo".

Si affollano per ora le speculazioni riguardo al motivo dell'intervento delle autorità. La Cina, a seguito delle rivelazioni emerse con il Datagate, ha inasprito le diffidenze nei confronti delle aziende statunitensi, restituendo la sfiducia nutrita dagli Ststes nei confronti dei prodotti cinesi, sospettati di veicolare strumenti di spionaggio. Pechino ha inoltre recentemente annunciato di voler interrompere la fornitura delle più recenti versioni dei sistemi operativi Microsoft sulle macchine della pubblica amministrazione locale.
Fonti locali, invece, suggeriscono si tratti di un'operazione a sfondo antitrust, simile a quella che ha colpito Qualcomm. (G.B.)
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