Claudio Tamburrino

Facebook e Internet.org debuttano in Zambia

I clienti dell'operatore Airtel potranno accedere gratuitamente a una serie di siti e servizi. Tra cui, naturalmente, non possono mancare Facebook e la sua messaggistica

Roma - Facebook ha fatto esordire in Zambia Internet.org, il progetto cui stava lavorando ormai da un anno.

"Oltre l'85 per cento della popolazione mondiale - dice il social network - vive in aeree raggiunte dalle connessioni mobile, ma solo il 30 per cento della popolazione totale accede ad Internet": un problema di accessibilità, ma anche di consapevolezza. Internet.org vuole intervenire in particolare su quest'ultima ragione del digital divide, e vuole farlo fornendo una serie di servizi basilari che dimostrino l'importanza dell'adozione e dell'utilizzo di Internet.

Nel dettaglio, la nuova applicazione offre l'accesso ad Accuweather, Wikipedia, un aggregatore di notizie locali, un sito di offerte di lavoro (tramite il collegamento con il portare Go Zambia Jobs) ed altri dedicati ad informazioni mediche e sociali (come kokoliko e WRAPP, Women's Rights App). Inoltre, garantirà naturalmente l'accesso a Facebook e Messenger.
L'applicazione esordirà per il momento in Zambia, dove sarà messo a disposizione gratuita degli abbonati Airtel. In pratica i clienti di questo operatore avranno connessione gratuita per accedere ai servizi offerti da Internet.org: per qualcuno una grande opportunità per lo Zambia, per altri un piccolo assaggio di Internet a più velocità che ignora il principio della net neutrality, minaccia incombente sulla libertà e la competizione online.

È proprio da questo punto di vista che non stupisce il fatto che nell'app non sembra esservi pubblicità a remunerare lo sforzo profuso nell'offerta: una delle questioni che era stata dibattuta nei mesi scorsi.

Claudio Tamburrino
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1 Commenti alla Notizia Facebook e Internet.org debuttano in Zambia
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  • Lo Zuck è proprio un benefattore dell'umanità, insieme a Google con le sue mongol fiere.
    Adesso mi sento più tranquillo e non penso più che siano spacciatori di internet che creano dipendenza dandolo via gratis, per poi farsi pagare profumatamente una volta che i soggetti si saranno resi dipendenti.
    Chiedo scusa: Andreotti, che a pensar male era un campione, mi aveva contaminato.
    non+autenticato