Claudio Tamburrino

UK, politici contro l'oblio

La Camera dei Lord britannica esprime seri dubbi sul concetto di diritto all'oblio e sulla sua applicazione attraverso l'obbligo di rimozione imposto ai motori di ricerca. Google nel mentre, chiede consiglio ai cittadini della Rete

Roma - L'House of Lords, la camera alta del parlamento britannico, ha definito irragionevole l'attuale evoluzione europea del concetto di "diritto all'oblio".

Con questo termine si intende, in generale, quella delicata applicazione del diritto alla privacy che riconosce il diritto a veder "dimenticati" alcuni episodi che secondo il diretto interessato dovrebbero rimanere sepolti nel passato, in un pericoloso equilibrio tra diritto alla cronaca e quello alla privacy. Determinante, nella sua applicazione, la decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che ha stabilito l'obbligo da parte degli operatori dei motori di ricerca di raccogliere segnalazioni da parte dei cittadini e di provvedere alla rimozione di alcuni link che li riguardano: Google ha iniziato a giugno a rimuovere alcuni risultati da quelli offerti dal suo motore di ricerca; Bing ha provveduto ad adeguarsi a metà luglio.

I Lord del Parlamento britannico, al momento 92 sono ancora poltrone ereditarie e 709 sono nominati a vita, che recentemente si sono fatti sentire in difesa di tradizioni come la caccia alla volpe, hanno capito tuttavia che tale decisione delle istituzioni europee dà origine a più di un problema. Anzi, tutta l'impostazione della questione, sarebbe non solo irragionevole, ma anche non funzionante.
I Lord sono intervenuti sulla questione con il lavoro di una commissione dedicata specificatamente allo studio di tale argomento: secondo le loro conclusioni non solo non ha senso riconoscere il diritto di vedere rimossa un'informazione su di una persona solo perché considerata scomoda, ma il fatto che in conseguenza di ciò sia imposto ai motori di ricerca un obbligo positivo di ricevere ed eventualmente rimuovere alcuni link, qualora ritengono (soggettivamente, a quanto pare) prevalere le ragioni del diritto alla privacy piuttosto che quelle del diritto all'informazione, crea più danni che altro.

Le loro conclusioni si basano su dati raccolti attraverso le interviste ad esperti del settore, del ministero della Giustizia, dell'Information Commissioner's Office e di Google.

A presiedere la commissione è la baronessa Prashar, che ha sottolineato come sia troppa la pressione sui motori di ricerca sia eticamente, un ente privato chiamato a fare da giudice influendo sul diritto all'informazione, sia dal punto di vista della struttura di cui devono dotarsi per valutare le richieste.

Non si tratta, infatti, solo una questione di opportunità e di merito, ma anche una questione di possibilità e competizione: se Google può provvedere, con i suoi mezzi, alla ricezione e all'analisi delle richieste, sottolineano i Lord, cosa ne sarà dei piccoli operatori che non hanno le stesse risorse di Mountain View?

I Tribunali britannici, peraltro, avevano già avuto modo di dire - intervenendo sulla denuncia contro Google depositata dall'ex vertice della F1 Max Mosley per l'indicizzazione di alcune foto che lo ritraggono in posizioni compromettenti - che chiedere la rimozione di un contenuto da Internet è praticamente impossibile e può scatenare l'effetto contrario.
Dubbi sull'intera faccenda, d'altra parte, sono stati sollevati sia da Google, che ha istituito un consiglio ad hoc per studiare meglio la questione e per cui adesso chiede commenti ed interventi da parte degli interessati, sia il gruppo dei Garanti europei della privacy che ancora devono capire come intendono procedere i motori di ricerca.

Claudio Tamburrino
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20 Commenti alla Notizia UK, politici contro l'oblio
Ordina
  • Le differenze... i nostri sono felicissimi della nuova legge cosi possono nascondere tutti i loro crimini e presentarsi come cittadini modello...
    Che P.D.M.
  • > Le differenze... i nostri sono felicissimi della
    > nuova legge cosi possono nascondere tutti i loro
    > crimini e presentarsi come cittadini
    > modello...

    No, la sentenza esclude i personaggi pubblici da questa misura.
    E gli italiani non hanno alcun bisogno di un rimedio del genere, dimenticano benissimo da soli, anche se con Google sarebbe un attimo controllare:

    1° fatto: http://archiviostorico.corriere.it/2001/giugno/01/...

    2° fatto: http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/La-storia-di...

    Ci sarebbe un 3° fatto, di pochi mesi fa, ma quello forse è un bene se è già stato dimenticato, il link non lo metto.Deluso

    Non c'è peggior smemorato di chi non vuol ricordare. Inutile prendersela con le sentenze della Corte europea del Lussemburgo, è un fatto genetico degli italiani.
  • I motori di ricerca non dovrebbero comportarsi come tagliole assolute nei confronti della notizia scomoda che riguarda un soggetto.
    ╚ un interesse della maggioranza che contrasta nettamente con l'interesse del singolo o dei singoli: e l'interesse della maggioranza ha la prevalenza.

    Per equilibrare i motori di ricerca debbono ispirarsi al mondo reale, e cioè a chi in primis detiene la "notizia incriminata"; generalmente la stampa (scritta e non).
    Se si cercano notizie su una persona (o un reato o altro che lo riguarda), cosa accade nel mondo reale? Ci si deve mettere a fare ricerche tra le sedi dei giornali, delle TV .... e la ricerca diventa più difficile man mano che passa il tempo dal "fattaccio".
    Ecco i motori di ricerca dovrebebro semplicemente implementare algoritmi i quali se trascorso un determinato periodo di tempo dall'evento segnalato dall'interessato iniziano a rendere più ostacolata la ricerca (postando i link dopo la prima pagine, poi dopo le prime ....; oppure restituendo i link solo con maggiori dettagli in input di ricerca ...) ovviamente dividendo la difficoltà anche in base al livello del "fattaccio". Se ad esempio sono fatti di corna seppur famose, è chiaro che devono avere un basso interesse per la maggioranza e la difficoltà di arrivare ai link della notizia deve essere maggiore a parità di periodo trascorso di (ad esempio) un fatto di furto od omicidio.
    Ovviamente man mano, indipendentemente dal livello di interesse sulla notizia, con il trascorrere del tempo la difficoltà di reperire i link della notizia deve aumentare. Fino ad arrivare ad un livello max oltre il quale non andare: alla fine cmq seppur con tutte le difficoltà del mondo la collettività ha il diritto (diritto superiore alla privacy dell'individuo) di conoscere la notizia.

    Trovo quindi assurdo che la corte UE, nella sentenza abbia attribbuito al motore di ricerca un obbligo diverso da quello dei giornali o altri contenitori della notizia (obbligo che poi in particolare la stampa non ha, nemmeno minimo: si possono sempre ricercare nelle sedi dei giornali tra le vecchie stampe le notizie anche quelle passate e scomode su una persona). In sostanza un organo di notizie/stampa può permettere la ricerca, anche ONLINE (magari al max. può obbligare a registrarsi ed identificarsi sul proprio network) di notizie passate e scomode, ma un motore di ricerca è obbligato eventualmente a non linkarle!!
  • > I motori di ricerca non dovrebbero comportarsi
    > come tagliole assolute nei confronti della
    > notizia scomoda che riguarda un
    > soggetto.
    > È un interesse della maggioranza che contrasta
    > nettamente con l'interesse del singolo o dei
    > singoli: e l'interesse della maggioranza ha la
    > prevalenza.

    Questa diritto dell'interesse della maggioranza, come lo chiami tu, non è codificato da nessuna parte.
    Parliamo di privati cittadini, è chiaro. Con i personaggi pubblici è diverso.


    > Per equilibrare i motori di ricerca debbono
    > ispirarsi al mondo reale, e cioè a chi in primis
    > detiene la "notizia incriminata"; generalmente la
    > stampa (scritta e
    > non).
    > Se si cercano notizie su una persona (o un reato
    > o altro che lo riguarda), cosa accade nel mondo
    > reale? Ci si deve mettere a fare ricerche tra le
    > sedi dei giornali, delle TV .... e la ricerca
    > diventa più difficile man mano che passa il tempo
    > dal
    > "fattaccio".
    > Ecco i motori di ricerca dovrebebro semplicemente
    > implementare algoritmi i quali se trascorso un
    > determinato periodo di tempo dall'evento
    > segnalato dall'interessato iniziano a rendere più
    > ostacolata la ricerca (postando i link dopo la
    > prima pagine, poi dopo le prime ....; oppure
    > restituendo i link solo con maggiori dettagli in
    > input di ricerca ...) ovviamente dividendo la
    > difficoltà anche in base al livello del
    > "fattaccio".

    Vuoi complicare la vita ai motori di ricerca. A quel punto credo che, a malincuore, preferiranno omettere la notizia dai risultati, piuttosto che rendere la trafila così complessa per milioni e milioni di notizie, col rischio di sbagliare, perché non tutte le notizie riportate di seconda mano indicano anche la data del fatto.



    > Se ad esempio sono fatti di corna
    > seppur famose, è chiaro che devono avere un basso
    > interesse per la maggioranza e la difficoltà di
    > arrivare ai link della notizia deve essere
    > maggiore a parità di periodo trascorso di (ad
    > esempio) un fatto di furto od
    > omicidio.
    > Ovviamente man mano, indipendentemente dal
    > livello di interesse sulla notizia, con il
    > trascorrere del tempo la difficoltà di reperire i
    > link della notizia deve aumentare. Fino ad
    > arrivare ad un livello max oltre il quale non
    > andare: alla fine cmq seppur con tutte le
    > difficoltà del mondo la collettività ha il
    > diritto (diritto superiore alla privacy
    > dell'individuo) di conoscere la
    > notizia.

    No, secondo la giurispridenza europea prevale la privacy.
    Da lì non si esce.



    > Trovo quindi assurdo che la corte UE, nella
    > sentenza abbia attribbuito al motore di ricerca
    > un obbligo diverso da quello dei giornali o altri
    > contenitori della notizia (obbligo che poi in
    > particolare la stampa non ha, nemmeno minimo: si
    > possono sempre ricercare nelle sedi dei giornali
    > tra le vecchie stampe le notizie anche quelle
    > passate e scomode su una persona).

    Si può, ma non lo fa nessuno.
    In compenso di scrivere il nome "Pinco Pallino" su Google e vedere che cosa salta fuori sono capaci tutti. È la facilità generale dell'accesso alla notizia che viola la privacy, non la presenza della notizia negli archivi privati.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > I motori di ricerca non dovrebbero
    > comportarsi
    > > come tagliole assolute nei confronti della
    > > notizia scomoda che riguarda un
    > > soggetto.
    > > È un interesse della maggioranza che
    > contrasta
    > > nettamente con l'interesse del singolo o dei
    > > singoli: e l'interesse della maggioranza ha
    > la
    > > prevalenza.
    >
    > Questa diritto dell'interesse della maggioranza,
    > come lo chiami tu, non è codificato da nessuna
    > parte.

    Non c'e' alcun bisogno di codificare l'ovvio.
    Mi citeresti l'articolo di legge che norma il quotidiano sorgere del sole?

    > Parliamo di privati cittadini, è chiaro. Con i
    > personaggi pubblici è diverso.

    No. La legge e' uguale per tutti.


    >
    > Vuoi complicare la vita ai motori di ricerca. A
    > quel punto credo che, a malincuore, preferiranno
    > omettere la notizia dai risultati, piuttosto che
    > rendere la trafila così complessa per milioni e
    > milioni di notizie, col rischio di sbagliare,
    > perché non tutte le notizie riportate di seconda
    > mano indicano anche la data del fatto.

    No, voglio che il motore di ricerca faccia il suo mestiere e mi restituisca tutte le pagine che contengono le chiavi di ricerca che ho inserito.

    > No, secondo la giurispridenza europea prevale la
    > privacy.
    > Da lì non si esce.

    Si esce, si esce.
    E' dai tempi di Mose' che le leggi non si scolpiscono piu' nella pietra.
    La tecnologia costringera' la legge ad adeguarsi.

    > si
    > > possono sempre ricercare nelle sedi dei
    > giornali
    > > tra le vecchie stampe le notizie anche quelle
    > > passate e scomode su una persona).
    >
    > Si può, ma non lo fa nessuno.

    Oggi si puo', e la gente comincia a farlo.

    > In compenso di scrivere il nome "Pinco Pallino"
    > su Google e vedere che cosa salta fuori sono
    > capaci tutti. È la facilità generale
    > dell'accesso alla notizia che viola la privacy,
    > non la presenza della notizia negli archivi
    > privati.

    Non sono archivi privati!

    La tecnologia consente ai miopi di vedere, ai sordi di sentire, e a quelli con poca memoria di ricordare tutto.
  • > > > I motori di ricerca non dovrebbero
    > > comportarsi
    > > > come tagliole assolute nei confronti
    > della
    > > > notizia scomoda che riguarda un
    > > > soggetto.
    > > > È un interesse della maggioranza
    > che
    > > contrasta
    > > > nettamente con l'interesse del singolo
    > o
    > dei
    > > > singoli: e l'interesse della
    > maggioranza
    > ha
    > > la
    > > > prevalenza.
    > >
    > > Questa diritto dell'interesse della
    > maggioranza,
    > > come lo chiami tu, non è codificato da
    > nessuna
    > > parte.
    >
    > Non c'e' alcun bisogno di codificare l'ovvio.

    I diritti non sono ovvi. Mai.
    O esistono, o non esistono. A parte nella testa di qualche commentatore, va da sé.


    > Mi citeresti l'articolo di legge che norma il
    > quotidiano sorgere del
    > sole?

    È una legge astronomica, non umana.


    > > Parliamo di privati cittadini, è chiaro. Con
    > i
    > > personaggi pubblici è diverso.
    >
    > No. La legge e' uguale per tutti.

    Per quanto riguarda la privacy non è così. Non da oggi.


    > No, voglio che il motore di ricerca faccia il suo
    > mestiere e mi restituisca tutte le pagine che
    > contengono le chiavi di ricerca che ho
    > inserito.

    L'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.
    Il parlamento europeo ha deciso in modo diverso.



    > > No, secondo la giurispridenza europea
    > prevale
    > la
    > > privacy.
    > > Da lì non si esce.
    >
    > Si esce, si esce.
    > E' dai tempi di Mose' che le leggi non si
    > scolpiscono piu' nella
    > pietra.
    > La tecnologia costringera' la legge ad adeguarsi.

    Boh... a proposito del diritto d'autore e di internet lo dicono da quando è nato Punto Informatico, forse perfino prima. Ed è nato nel 1996, e la legge è sempre lì.
    Campa cavallo che l'erba cresce...



    > > si
    > > > possono sempre ricercare nelle sedi dei
    > > giornali
    > > > tra le vecchie stampe le notizie anche
    > quelle
    > > > passate e scomode su una persona).
    > >
    > > Si può, ma non lo fa nessuno.
    >
    > Oggi si puo', e la gente comincia a farlo.

    Non ho notizia del fatto. Le sedi dei giornali sono usate per le redazioni dei giornali, non per frotte di curiosi che vogliono spulciare le vecchie annate, e la gente le ricerche le fa sulla poltrona di casa con Google, e solo lì.


    > > In compenso di scrivere il nome "Pinco
    > Pallino"
    > > su Google e vedere che cosa salta fuori sono
    > > capaci tutti. È la facilità generale
    > > dell'accesso alla notizia che viola la
    > privacy,
    > > non la presenza della notizia negli archivi
    > > privati.
    >
    > Non sono archivi privati!

    A meno che un giornale sia di proprietà dello Stato, e in alcuni, rari casi avviene, sono archivi privati, gestiti da privati.


    > La tecnologia consente ai miopi di vedere, ai
    > sordi di sentire, e a quelli con poca memoria di
    > ricordare
    > tutto.

    Mai detto il contrario.
    Ma chi la tecnologia la possiede e la gestisce deve ottemperare alle leggi in vigore. Come tutti, del resto.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > > I motori di ricerca non dovrebbero
    > > > comportarsi
    > > > > come tagliole assolute nei
    > confronti
    > > della
    > > > > notizia scomoda che riguarda un
    > > > > soggetto.
    > > > > È un interesse della
    > maggioranza
    > > che
    > > > contrasta
    > > > > nettamente con l'interesse del
    > singolo
    > > o
    > > dei
    > > > > singoli: e l'interesse della
    > > maggioranza
    > > ha
    > > > la
    > > > > prevalenza.
    > > >
    > > > Questa diritto dell'interesse della
    > > maggioranza,
    > > > come lo chiami tu, non è codificato da
    > > nessuna
    > > > parte.
    > >
    > > Non c'e' alcun bisogno di codificare l'ovvio.
    >
    > I diritti non sono ovvi. Mai.
    > O esistono, o non esistono. A parte nella testa
    > di qualche commentatore, va da sé.

    Allora in questo caso, semplicemente non esistono.

    > > Mi citeresti l'articolo di legge che norma il
    > > quotidiano sorgere del
    > > sole?
    >
    > È una legge astronomica, non umana.

    Non e' neanche una legge.
    Le leggi possono essere abrogate o violate.
    Il sole invece sorge senza bisogno di leggi o ordini.

    > > > Parliamo di privati cittadini, è
    > chiaro.
    > Con
    > > i
    > > > personaggi pubblici è diverso.
    > >
    > > No. La legge e' uguale per tutti.
    >
    > Per quanto riguarda la privacy non è così. Non da
    > oggi.
    >
    > > No, voglio che il motore di ricerca faccia
    > il
    > suo
    > > mestiere e mi restituisca tutte le pagine che
    > > contengono le chiavi di ricerca che ho
    > > inserito.
    >
    > L'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del
    > re.
    > Il parlamento europeo ha deciso in modo diverso.

    Il parlamento europeo dovra' adeguarsi all'evidenza.

    > > > No, secondo la giurispridenza europea
    > > prevale
    > > la
    > > > privacy.
    > > > Da lì non si esce.
    > >
    > > Si esce, si esce.
    > > E' dai tempi di Mose' che le leggi non si
    > > scolpiscono piu' nella
    > > pietra.
    > > La tecnologia costringera' la legge ad
    > adeguarsi.
    >
    > Boh... a proposito del diritto d'autore e di
    > internet lo dicono da quando è nato Punto
    > Informatico, forse perfino prima. Ed è nato nel
    > 1996, e la legge è sempre
    > lì.

    La legge piu' violata della storia dell'umanita', che vanta il minor numero di condannati.

    Un bel record.

    > Campa cavallo che l'erba cresce...

    Io non ho fretta.

    > > > si
    > > > > possono sempre ricercare nelle
    > sedi
    > dei
    > > > giornali
    > > > > tra le vecchie stampe le notizie
    > anche
    > > quelle
    > > > > passate e scomode su una persona).
    > > >
    > > > Si può, ma non lo fa nessuno.
    > >
    > > Oggi si puo', e la gente comincia a farlo.
    >
    > Non ho notizia del fatto. Le sedi dei giornali
    > sono usate per le redazioni dei giornali, non per
    > frotte di curiosi che vogliono spulciare le
    > vecchie annate,

    Esistono le biblioteche, che offrono libera consultazione degli archivi dei quotidiani.

    > e la gente le ricerche le fa
    > sulla poltrona di casa con Google, e solo
    > lì.

    Certo. Oggi le fa cosi'.
    Si chiama progresso tecnologico.

    > > > In compenso di scrivere il nome "Pinco
    > > Pallino"
    > > > su Google e vedere che cosa salta fuori
    > sono
    > > > capaci tutti. È la facilità
    > generale
    > > > dell'accesso alla notizia che viola la
    > > privacy,
    > > > non la presenza della notizia negli
    > archivi
    > > > privati.
    > >
    > > Non sono archivi privati!
    >
    > A meno che un giornale sia di proprietà dello
    > Stato, e in alcuni, rari casi avviene, sono
    > archivi privati, gestiti da
    > privati.

    Dovresti provare a frequentare qualche biblioteca: ce n'e' una in ogni paesello. Scopriresti cose incredibili per te, come un archivio pubblico di quotidiani a tiratura nazionale. Decine e decine di annate.

    > > La tecnologia consente ai miopi di vedere, ai
    > > sordi di sentire, e a quelli con poca
    > memoria
    > di
    > > ricordare
    > > tutto.
    >
    > Mai detto il contrario.
    > Ma chi la tecnologia la possiede e la gestisce
    > deve ottemperare alle leggi in vigore. Come
    > tutti, del resto.

    Povero illuso.
  • > > I diritti non sono ovvi. Mai.
    > > O esistono, o non esistono. A parte nella
    > testa
    > > di qualche commentatore, va da sé.
    >
    > Allora in questo caso, semplicemente non esistono.

    Infatti.
    Il diritto all'oblio invece esiste.

    > Non e' neanche una legge.
    > Le leggi possono essere abrogate o violate.
    > Il sole invece sorge senza bisogno di leggi o
    > ordini.

    Che vuoi che ti dica, in fisica si chiamano così:
    http://www.treccani.it/enciclopedia/legge-naturale/


    > > L'erba voglio non cresce nemmeno nel
    > giardino
    > del
    > > re.
    > > Il parlamento europeo ha deciso in modo
    > diverso.
    >
    > Il parlamento europeo dovra' adeguarsi
    > all'evidenza.

    Tu dovrai adeguarti all'evidenza.
    Il potere ce l'ha il parlamento europeo, e infatti Google ha dovuto istituire una commissione apposta per la gestione delle richieste.


    > > Boh... a proposito del diritto d'autore e di
    > > internet lo dicono da quando è nato Punto
    > > Informatico, forse perfino prima. Ed è nato
    > nel
    > > 1996, e la legge è sempre
    > > lì.
    >
    > La legge piu' violata della storia dell'umanita',
    > che vanta il minor numero di
    > condannati.
    >
    > Un bel record.

    Non cambiare discorso. Io dicevo solo che la legge sul diritto d'autore viene annunciata come morta minimo una volta al mese, qui su PI, e sta ancora lì dopo 18 anni.
    Forse è il caso di trarre le conseguenze di certe disinvolte affermazioni.


    > > Campa cavallo che l'erba cresce...
    >
    > Io non ho fretta.

    Qui si parla di attualità, e di immediato futuro: per le speculazioni sul giorno in cui il Sole si espanderà rendendo impossibile la vita sulla Terra ci sono altri forum.


    > > > Oggi si puo', e la gente comincia a
    > farlo.
    > >
    > > Non ho notizia del fatto. Le sedi dei
    > giornali
    > > sono usate per le redazioni dei giornali,
    > non
    > per
    > > frotte di curiosi che vogliono spulciare le
    > > vecchie annate,
    >
    > Esistono le biblioteche, che offrono libera
    > consultazione degli archivi dei
    > quotidiani.

    L'utente prima di te ha scritto questo: " si possono sempre ricercare nelle sedi dei giornali tra le vecchie stampe le notizie anche quelle passate e scomode su una persona ".

    Non si parlava di biblioteche, quindi.


    > > e la gente le ricerche le fa
    > > sulla poltrona di casa con Google, e solo
    > > lì.
    >
    > Certo. Oggi le fa cosi'.
    > Si chiama progresso tecnologico.

    Il progresso esiste anche per le leggi e le sentenze. Credi che sia un'esclusiva della scienza e della tecnologia?


    > > > Non sono archivi privati!
    > >
    > > A meno che un giornale sia di proprietà dello
    > > Stato, e in alcuni, rari casi avviene, sono
    > > archivi privati, gestiti da
    > > privati.
    >
    > Dovresti provare a frequentare qualche
    > biblioteca: ce n'e' una in ogni paesello.
    > Scopriresti cose incredibili per te, come un
    > archivio pubblico di quotidiani a tiratura
    > nazionale. Decine e decine di
    > annate.

    Ripeto, stavamo parlando degli archivi dei giornali:
    " si possono sempre ricercare nelle sedi dei giornali tra le vecchie stampe le notizie anche quelle passate e scomode su una persona ".

    Detto questo, non ho notizia nemmeno del fatto che "oggi si puo', e la gente comincia a farlo", riguardo alle ricerche in biblioteca, anzi, nell'emeroteca pubblica, si chiama così. Solo su Google.


    > > Mai detto il contrario.
    > > Ma chi la tecnologia la possiede e la
    > gestisce
    > > deve ottemperare alle leggi in vigore. Come
    > > tutti, del resto.
    >
    > Povero illuso.

    Ti romperai le corna molte volte con questo atteggiamento.
  • se perfino i vecchi babbioni della camera dei lords, hanno capito che la corte di giustizia EU "ha partorito un aborto", FORSE c'e' ancora speranza....
    non+autenticato
  • > se perfino i vecchi babbioni della camera dei
    > lords, hanno capito che la corte di giustizia EU
    > "ha partorito un aborto", FORSE c'e' ancora
    > speranza....

    La questione non è così facilona come la metti tu. Questo è il classico argomento dell'uomo di paglia.
    In Gran Bretagna l'ostilità per le istituzioni UE monta di anno in anno, al punto che il primo ministro in carica aveva promesso un referendum sulla UE in caso fosse rieletto; poiché la possibilità di una rielezione è piuttosto bassa, il referendum per il momento non è plausibile. Per il momento, appunto.
    E l'età media dei babbioni della Camera dei Lord è 70 anni, nel 2014. Così vecchi non sono.Con la lingua fuori
  • - Scritto da: Leguleio
    > > se perfino i vecchi babbioni della camera dei
    > > lords, hanno capito che la corte di
    > giustizia
    > EU
    > > "ha partorito un aborto", FORSE c'e' ancora
    > > speranza....
    >
    > La questione non è così facilona come la metti
    > tu. Questo è il classico argomento dell'uomo di
    > paglia.
    >
    > In Gran Bretagna l'ostilità per le istituzioni UE
    > monta di anno in anno, al punto che il primo
    > ministro in carica aveva promesso un referendum
    > sulla UE in caso fosse rieletto; poiché la
    > possibilità di una rielezione è piuttosto bassa,
    > il referendum per il momento non è plausibile.
    > Per il momento,
    > appunto.
    eheheh fa piacere che ormai te li evidenzi da solo i tuoi post con la paglia. un passo avanti.

    Io non ho parlato del rapporto uk-eu e delle beghe elettorali loro, ne del peso politico della camera dei lords.

    Mi sono limitato a constatare che se perfino i vecchi babbioni (si, a 70 anni sono vecchi...) della c.d.l. inglese si lagnano, con tutto che proprio gli inglesi partoriscono sentenze rompitasche come quelle per Mosley [questo non l'ho scritto ora, ma cmq tempo fa si.. e cmq e' presente nell'articolo], allora, dopotutto, c'e' ancora speranza in questo triste mondo malato (cfr. http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4107038&m=410... per es)
    non+autenticato
  • Per fortuna esistono ancora rappresentanti dei cittadini che sanno ragionare e capiscono le cose.

    Un sincero plauso ai Lord britannici e che Iddio salvi la regina!
  • - Scritto da: panda rossa
    > Per fortuna esistono ancora rappresentanti dei
    > cittadini che sanno ragionare e capiscono le
    > cose.
    >
    > Un sincero plauso ai Lord britannici e che Iddio
    > salvi la
    > regina!

    Non tutti sono rappresentanti del popolo, ci sono ancora Lord per fatto ereditario, e tra l'altro la camera dei Lord non è elettiva. E probabilmente non cambierà una virgola, la Camera dei Lord non ha un grande potere, diversamente che in passato. È la "camera alta", ma di fatto ha meno voce in capitolo di quella bassa.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Per fortuna esistono ancora rappresentanti
    > dei
    > > cittadini che sanno ragionare e capiscono le
    > > cose.
    > >
    > > Un sincero plauso ai Lord britannici e che
    > Iddio
    > > salvi la
    > > regina!
    >
    > Non tutti sono rappresentanti del popolo, ci sono
    > ancora Lord per fatto ereditario, e tra l'altro
    > la camera dei Lord non è elettiva. E
    > probabilmente non cambierà una virgola, la Camera
    > dei Lord non ha un grande potere, diversamente
    > che in passato. È la "camera alta", ma di
    > fatto ha meno voce in capitolo di quella
    > bassa.

    Sono i discendenti di coloro che hanno inventato la moderna democrazia e l'hanno messa per iscritto sulla Magna Charta, quando nel resto dell'europa c'era la barbarie e la legge del piu' forte.
  • > > > Per fortuna esistono ancora
    > rappresentanti
    > > dei
    > > > cittadini che sanno ragionare e
    > capiscono
    > le
    > > > cose.
    > > >
    > > > Un sincero plauso ai Lord britannici e
    > che
    > > Iddio
    > > > salvi la
    > > > regina!
    > >
    > > Non tutti sono rappresentanti del popolo, ci
    > sono
    > > ancora Lord per fatto ereditario, e tra
    > l'altro
    > > la camera dei Lord non è elettiva. E
    > > probabilmente non cambierà una virgola, la
    > Camera
    > > dei Lord non ha un grande potere,
    > diversamente
    > > che in passato. È la "camera alta", ma
    > di
    > > fatto ha meno voce in capitolo di quella
    > > bassa.
    >
    > Sono i discendenti di coloro che hanno inventato
    > la moderna democrazia e l'hanno messa per
    > iscritto sulla Magna Charta, quando nel resto
    > dell'europa c'era la barbarie e la legge del piu'
    > forte.

    Vabbè, se ci mettiamo a fare questi discorsi affettivi sulla storia noi italiani siamo i discendenti degli antichi romani e dell'espansione della civiltà e del concetto di cittadinanza. Andiamo, l'attualità è una cosa, la storia un'altra.
    Tra l'altro se ti limiti alla Camera dei Lord prendi anche un granchio colossale: la Gloriosa rivoluzione che ha creato il modello di monarchia costituzionale tuttora vigente, con la Camera dei comuni elettiva, era osteggiata dalla maggior parte dei Lord alla Camera alta.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Vabbè, se ci mettiamo a fare questi discorsi
    > affettivi sulla storia noi italiani siamo i
    > discendenti degli antichi romani

    No. L'italico suolo e' stato calpestato da troppi cavalli per poter illudersi che via sia ancora qualche ramo di discendenza degli antichi romani.

    > e
    > dell'espansione della civiltà e del concetto di
    > cittadinanza. Andiamo, l'attualità è una cosa, la
    > storia un'altra.

    L'attualita' e' figlia della storia.

    > Tra l'altro se ti limiti alla Camera dei Lord
    > prendi anche un granchio colossale: la Gloriosa
    > rivoluzione che ha creato il modello di monarchia
    > costituzionale tuttora vigente, con la Camera dei
    > comuni elettiva, era osteggiata dalla maggior
    > parte dei Lord alla Camera
    > alta.

    Oggi invece costoro affermano che:
    1) il diritto all'oblio non esiste
    2) la tecnologia attuale rende impossibile cancellare informazioni, quindi il legislatore deve prendere atto della propria impotenza e rassegnarsi.

    E io applaudo.
  • > > Vabbè, se ci mettiamo a fare questi discorsi
    > > affettivi sulla storia noi italiani siamo i
    > > discendenti degli antichi romani
    >
    > No. L'italico suolo e' stato calpestato da troppi
    > cavalli per poter illudersi che via sia ancora
    > qualche ramo di discendenza degli antichi
    > romani.

    Oddio, con l'immigrazione che ha avuto la Gran Bretagna, mi sa che siam lì, sai?!?
    Solo che loro non sono andati là come invasori, ma come lavoratori.


    > > e
    > > dell'espansione della civiltà e del concetto
    > di
    > > cittadinanza. Andiamo, l'attualità è una
    > cosa,
    > la
    > > storia un'altra.
    >
    > L'attualita' e' figlia della storia.

    Ma mica sempre... altrimenti uno pensa che l'afflato anticolonialista e antistatalista che esisteva nelle Tredici Colonie nel 1776 soffi ancora oggi negli Usa.


    > > Tra l'altro se ti limiti alla Camera dei Lord
    > > prendi anche un granchio colossale: la
    > Gloriosa
    > > rivoluzione che ha creato il modello di
    > monarchia
    > > costituzionale tuttora vigente, con la
    > Camera
    > dei
    > > comuni elettiva, era osteggiata dalla maggior
    > > parte dei Lord alla Camera
    > > alta.
    >
    > Oggi invece costoro affermano che:
    > 1) il diritto all'oblio non esiste
    > 2) la tecnologia attuale rende impossibile
    > cancellare informazioni, quindi il legislatore
    > deve prendere atto della propria impotenza e
    > rassegnarsi.
    >
    > E io applaudo.

    Erano in minoranza allora, e lo sono ora.Deluso
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Vabbè, se ci mettiamo a fare questi
    > discorsi
    > > > affettivi sulla storia noi italiani
    > siamo
    > i
    > > > discendenti degli antichi romani
    > >
    > > No. L'italico suolo e' stato calpestato da
    > troppi
    > > cavalli per poter illudersi che via sia
    > ancora
    > > qualche ramo di discendenza degli antichi
    > > romani.
    >
    > Oddio, con l'immigrazione che ha avuto la Gran
    > Bretagna, mi sa che siam lì,
    > sai?!?
    > Solo che loro non sono andati là come invasori,
    > ma come lavoratori.

    I Lord sono sempre quei Lord.

    > > > e
    > > > dell'espansione della civiltà e del
    > concetto
    > > di
    > > > cittadinanza. Andiamo, l'attualità è una
    > > cosa,
    > > la
    > > > storia un'altra.
    > >
    > > L'attualita' e' figlia della storia.
    >
    > Ma mica sempre... altrimenti uno pensa che
    > l'afflato anticolonialista e antistatalista che
    > esisteva nelle Tredici Colonie nel 1776 soffi
    > ancora oggi negli
    > Usa.

    Quindi stai dicendo che hanno ripreso a bere il te?
    A me risulta che bevano coca cola.

    > > > Tra l'altro se ti limiti alla Camera
    > dei
    > Lord
    > > > prendi anche un granchio colossale: la
    > > Gloriosa
    > > > rivoluzione che ha creato il modello di
    > > monarchia
    > > > costituzionale tuttora vigente, con la
    > > Camera
    > > dei
    > > > comuni elettiva, era osteggiata dalla
    > maggior
    > > > parte dei Lord alla Camera
    > > > alta.
    > >
    > > Oggi invece costoro affermano che:
    > > 1) il diritto all'oblio non esiste
    > > 2) la tecnologia attuale rende impossibile
    > > cancellare informazioni, quindi il
    > legislatore
    > > deve prendere atto della propria impotenza e
    > > rassegnarsi.
    > >
    > > E io applaudo.
    >
    > Erano in minoranza allora, e lo sono ora.Deluso

    Se prendono una posizione chiara che e' largamente condivisa da gran parte della popolazione, otterranno consenso e non saranno piu' in minoranza.
  • > > Oddio, con l'immigrazione che ha avuto la
    > Gran
    > > Bretagna, mi sa che siam lì,
    > > sai?!?
    > > Solo che loro non sono andati là come
    > invasori,
    > > ma come lavoratori.
    >
    > I Lord sono sempre quei Lord.

    Be' no, anche loro muoiono e la Camera si rinnova.
    E quell'assemblea legislativa non ha più i poteri che aveva alla fine del Seicento.


    > > Ma mica sempre... altrimenti uno pensa che
    > > l'afflato anticolonialista e antistatalista
    > che
    > > esisteva nelle Tredici Colonie nel 1776 soffi
    > > ancora oggi negli
    > > Usa.
    >
    > Quindi stai dicendo che hanno ripreso a bere il
    > te?
    > A me risulta che bevano coca cola.

    Ma che c'entra il tè ora?!? Quello era solo un casus belli .
    Parlo di politiche neocoloniali e di sostegno statale alle banche in difficoltà. Impensabili nel 1783, reali oggi.



    > > > Oggi invece costoro affermano che:
    > > > 1) il diritto all'oblio non esiste
    > > > 2) la tecnologia attuale rende
    > impossibile
    > > > cancellare informazioni, quindi il
    > > legislatore
    > > > deve prendere atto della propria
    > impotenza
    > e
    > > > rassegnarsi.
    > > >
    > > > E io applaudo.
    > >
    > > Erano in minoranza allora, e lo sono ora.Deluso
    >
    > Se prendono una posizione chiara che e'
    > largamente condivisa da gran parte della
    > popolazione, otterranno consenso e non saranno
    > piu' in
    > minoranza.

    La posizione chiara la prenderanno anche, e con loro gran parte della popolazione britannica: e sarà quella di votare per staccarsi dall'UE. Figurati che cosa gliene frega del diritto all'oblio, sta oltre il trecentesimo posto delle loro lagnanze.
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    Modificato dall' autore il 02 agosto 2014 09.42
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  • - Scritto da: panda rossa


    > Un sincero plauso ai Lord britannici senatori italici e che Iddio
    > salvi la
    > regina! Renzie.

    Fixed. A bocca aperta
    non+autenticato