Gaia Bottà

Italia, Mail.ru torna accessibile

Trasparenza e collaborazione possono scongiurare l'impiego i provvedimenti inibitori: il colossale network russo avrebbe rimosso i link fin dal principio, se solo la violazione del copyright fosse stata segnalata

Roma - Era stato incluso nella lunga lista di siti per cui il Tribunale di Roma aveva disposto l'inibizione, mediata dall'intervento dei fornitori di connettività italiani: Eyemoon Pictures, distributore per l'Italia di "The Congress" e di "Prossima fermata Fruitvale Station", aveva individuato e denunciato la presenza di materiale non autorizzato anche su Mail.ru, il network più visitato da parte degli utenti russi, crocevia di nuerosi servizi perfettamente legali. Il dominio è ora tornato disponibile per i cittadini della Rete dello Stivale: è bastato collaborare con le forze dell'ordine per fare chiarezza e revocare il blocco.

L'Operazione Eyemoon, condotta nel mese di luglio, aveva coinvolto 24 domini, fra vecchie conoscenze dell'antipirateria italiana riemerse con nuovi TLD e grossi nomi della Rete, coinvolti inaspettatamente. Insieme al servizio di hosting Mega, nuova incarnazione del fu Megaupload, era toccato anche a Mail.ru, sconfinato network russo: un destino analogo a quello toccato nel novembre 2013 al social network vkontakte.ru, messo sotto sequestro per la presenza di un film di Checco Zalone. Fin dai giorni successivi al sequestro, Mail.ru aveva lamentato la mancata trasparenza della procedura italiana: nessuna intenzione da parte del detentore dei diritti di risolvere la questione per via stragiudiziale, con una richiesta di rimozione che il servizio avrebbe accolto; nessun avvertimento o notifica da parte delle autorità italiane, che hanno disposto di agire sull'intero dominio, senza localizzare il server su cui è avvenuta la pubblicazione illegale del file da parte degli utenti.

"Riteniamo che tale situazione danneggi gli interessi dei nostri utenti - denunciava Mail.ru nei giorni scorsi, alla ricerca di un canale di comunicazione con le autorità italiane - e illustri chiaramente che la legislazione nazionale di alcuni Paesi in tale ambito non tiene conto della specificità del lavoro delle società internet e non prevede una procedura chiara e trasparente per la risoluzione di questo genere di conflitti". Il canale di comunicazione, però è stato aperto, e Mail.ru si è riconquistato l'accessibilità a favore degli utenti italiani che non avessero schivato i filtri adottando DNS diversi da quelli impostati dai propri fornitori di connettività.
Gli ISP italiani stanno progressivamente recependo il provvedimento di sblocco dei server. "I nostri legali - spiega Mail.ru a Punto Informatico - si sono messi in contatto con i rappresentanti delle forze dell'ordine, insieme ai quali hanno individuato i servizi che ospitavano il contenuto in questione, lo hanno cancellato e hanno presentato le prove alla Polizia". Ad essere stati eliminati sono alcuni video e link pubblici caricati dagli utenti sul social network Moj Mir e sul servizio di archiviazione cloud Oblako: "è bastato a sbloccare i nostri servizi", spiegano i rappresentanti del colosso russo, che sottolineano altresì di essere "convinti che occorra al più presto dare il via a un dialogo attivo di elaborazione delle procedure extragiudiziali internazionali per la risoluzione di divergenze tra i titolari dei diritti e i fornitori di servizi internet per tutelare gli interessi degli utenti di tutto il mondo."

Nel frattempo, anche Mega parrebbe tornato raggiungibile per alcuni utenti italiani, insieme ad altri siti della lista stilata dal Tribunale di Roma quali video.tt e uploadable.ch, anche se non è chiara la motivazione di questo parziale ritorno all'accessibilità.

Gaia Bottà
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