Claudio Tamburrino

Silk Road, sequestro illegale?

I legali di Dread Pirate Roberts contestano la modalitÓ di acquisizione delle prove: le autoritÓ potrebbero non aver agito sulla base di regolari mandati

Roma - Gli avvocati di Ross William Ulbricht, fondatore della piattaforma di scambio del deep web Silk Road, hanno chiesto la scarcerazione del loro assistito per violazione, da parte delle autorità, del Quarto Emendamento della Costituzione USA, che protegge i cittadini da "perquisizioni, arresti e confische irragionevoli".

Secondo i legali di Ulbricht, noto come Dread Pirate Roberts, le indagini su Silk Road, che comprendono perquisizioni e sequestri di informazioni digitali, dovrebbero essere "considerate inammissibili".

Infatti, secondo la difesa del programmatore accusato di spaccio di sostanze stupefacenti e riciclaggio di denaro sporco, le prime infiltrazioni delle autorità nei server di Silk Road sarebbero state effettuate senza le necessarie tutele legali: anzi vi sarebbe un vero e proprio mistero circa le modalità con cui sono state autorizzate.
Dal momento che tutti i successivi mandati ottenuti dalle forze dell'ordine per perquisire server, indirizzi IP, indirizzi email, pen drive, un laptop e la residenza di Ulbricht sono derivati da queste prime incursioni non giustificate, tutte le prove ottenute in questo modo non dovrebbero essere prese in considerazione.

Tra gli elementi ottenuti dal sequestro dei server legati a Ulbricht figurano 9.656 Bitcoin, al cambio attuale circa 20 milioni di dollari: mentre Ulbricht resta in carcere, il mese scorso i Marshall USA chiuso l'asta per rivenderli.

Claudio Tamburrino
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