Claudio Tamburrino

Robotica e AI, come cambia il mondo

Gli esperti si dividono sugli sviluppi della tecnologia e sugli effetti che si prevede possano avere su impiego e società

Roma - Lo studio AI, Robotics, and the Future of Jobs ha cercato di fotografare il futuro dell'economia e della società in conseguenza dell'atteso sviluppo della robotica e delle intelligenze artificiali.

Si tratta dell'ultima ricerca condotta dal PEW Research Center che ha chiamato a partecipare ai suoi sondaggi 1.896 volontari, identificati come esperti nel campo della ricerca, della tecnologia e tra coloro che sono stati già protagonisti di previsioni relative al futuro di Internet. Tra di essi Vint Cerf, vicepresidente ed Internet evangelist di Google, Jonathan Grudin, principale ricercatore di Microsoft, lo scrittore John Markoff, Jari Arkko di Ericsson, l'ex funzionario UE Christopher Wilkinson, Tom Standage, digital editor dell'Economist e Mark Nall della NASA. Insieme hanno cercato di tracciare un quadro caratterizzato da una presenza sempre più diffusa della robotica e dell'intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni: il sogno e l'incubo della fantascienza, che negli ultimi anni sta diventando sempre più realtà.

Così, avendo come prospettiva l'orizzonte temporale del 2025, hanno immaginato l'influenza nella quotidianità delle macchine che si guidano da sole, delle intelligenze artificiali capaci di svolgere compiti online per le persone e dei robot. Nonché le conseguenze questi sviluppi possono avere per le industrie (da quella sanitaria a quella dei trasporti), per l'occupazione e di conseguenza per l'economia in generale.
Gli esperti, tuttavia, si sono divisi a metà su quali siano le conseguenze di tutto questo.
Secondo il 48 per cento degli intervistati questi sviluppi avranno un impatto notevole sui posti di lavoro: saranno più quelli distrutti rispetto a quelli creati e questo comporterà un aumento delle disparità sociali e la costituzione di una società polarizzata. Un'immagine tipica delle distopie della fantascienza.

Secondo il restante 52 per cento, invece, saranno di più i lavori creati: merito dell'ingegnosità umana e della naturale evoluzione che già è stata messa alla prova in seguito alle prime rivoluzioni industriali.

Entrambi i gruppi concordano, in ogni caso, nel ritenere inevitabile una trasformazione dell'attuale organizzazione sociale, nonché sulla possibilità che ad essere riscritti saranno anche gli attuali confini politici, sempre più segnati dalla trasformazione economica.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
7 Commenti alla Notizia Robotica e AI, come cambia il mondo
Ordina
  • Secondo il 48 per cento ... saranno più quelli distrutti rispetto a quelli creati ... Secondo il restante 52 per cento, invece, saranno di più i lavori creati

    E se avessero fatto le domande giuste il 100% sarebbe stato d'accordo su un punto. Il passaggio non sarà indolore.

    Non tutti i nuovi posti di lavoro saranno per quelli rimasti a spasso per i posti di lavoro distrutti. Non è neanche detto che i nuovi posti di lavoro venganno creati nello stesso paese.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > E se avessero fatto le domande giuste il 100%
    > sarebbe stato d'accordo su un punto. Il passaggio
    > non sarà
    > indolore.

    d'accordoOcchiolino

    > Non tutti i nuovi posti di lavoro saranno per
    > quelli rimasti a spasso per i posti di lavoro
    > distrutti.

    Non tutti ? io dico che saranno relativamente pochi quelli che lo potranno fare.Se per esempio fai l'operaio o il muratore e hai un acerta età cosa vuoi fare ?

    > Non è neanche detto che i nuovi posti
    > di lavoro venganno creati nello stesso
    > paese.

    su questo nno ci piove,verranno scelti i luoghi dove costa meno...
    non+autenticato
  • > > Non tutti i nuovi posti di lavoro saranno per
    > > quelli rimasti a spasso per i posti di lavoro
    > > distrutti.
    >
    > Non tutti ? io dico che saranno relativamente
    > pochi quelli che lo potranno fare.Se per esempio
    > fai l'operaio o il muratore e hai un acerta età
    > cosa vuoi fare ?

    Certo, se inizia a piagnucolare che è troppo vecchio per imparare un altro lavoro di sicuro non riuscirà a combinare niente.

    E' più un problema creato dalla mentalità retrograda italiana, lui non cerca di imparare qualcos'altro e al tempo stesso nessuno si fida di dargli un lavoro.

    La stessa mentalità che ha spinto i politici ad offrire una marea di prepensionamenti a nostre spese anche quando non ce n'era bisogno, anche quando sono costati cifre assurde.

    >
    > > Non è neanche detto che i nuovi posti
    > > di lavoro venganno creati nello stesso
    > > paese.
    >
    > su questo nno ci piove,verranno scelti i luoghi
    > dove costa
    > meno...
    O dove c'è gente con la preparazioe adatta per fare quel lavoro.
    non+autenticato
  • Interessante!

    Mi piace il fatto che il 52% sia rimasto ottimista. Probabilmente verranno rivalutate le arti e tutto ciò che riguarda la creatività e la progettazione.

    I sistemi di istruzione, invece, potrebbero subire gravi colpi, considerando che software ben pensati possono supportare l'apprendimento degli studenti, con "pazienza".

    Questi scenari, però, potrebbero essere smentiti da fenomeni fisici incontrollabili che hanno la capacità di mettere fuori uso le nostre macchine intelligenti.
  • "Secondo il 48 per cento degli intervistati questi sviluppi avranno un impatto notevole sui posti di lavoro: saranno più quelli distrutti rispetto a quelli creati e questo comporterà un aumento delle disparità sociali e la costituzione di una società polarizzata. Un'immagine tipica delle distopie della fantascienza."

    Ma dai ?

    "nonché sulla possibilità che ad essere riscritti saranno anche gli attuali confini politici, sempre più segnati dalla trasformazione economica"

    la politica ormai è il braccio del potere finanziario,è l'alta finanza a comandare...
    non+autenticato
  • Condivido pienamente!
    non+autenticato
  • - Scritto da: EnricoR
    > Condivido pienamente!

    Io no.
    non+autenticato