Luca Annunziata

Finalmente Broadwell, alias Intel Core M

Intel è pronta a parlare della sua nuova tecnologia a 14nm. Che arriva in ritardo di parecchi mesi. Ma sulla quale in molti ripongono parecchie speranze per PC e tablet a basso consumo

Roma - Meglio tardi che mai, ma l'attesa per la quinta generazione dei processori Core di Intel è stata davvero lunga: avrebbero dovuto inondare il mercato già dalla primavera, alla fine faranno capolino sugli scaffali solo a Natale. Non tutti i problemi sono stati risolti, per alcuni ci sarà da aspettare ancora il 2015, ma almeno si farà in tempo a lanciare Broadwell nel 2014: una boccata d'ossigeno per il mercato dei personal computer, e una buona occasione per tentare di creare una generazione di tablet x86 capace di tenere testa (almeno sulla carta) alla concorrenza ARM. Senza contare che in questa operazione Intel è anche riuscita a tenere sotto controllo i costi, e questo dovrebbe pure garantire un significativo vantaggio competitivo.

Si tratterà comunque di un debutto in tono minore rispetto a quello di Haswell, il predecessore a 22nm attualmente in commercio (Core di quarta generazione): come detto poc'anzi, la produzione di massa della nuova architettura si è rivelata più complessa del previsto e sebbene i chip sfornati oggi dalle fab Intel siano di buona qualità non ci sono i margini per produrre lotti capaci di rifornire adeguatamente e con varietà di scelta i partner OEM. Per ora Santa Clara si concentrerà sui Core M, i processori destinati a equipaggiare una categoria ben precisa di prodotti: ovvero i tablet e i convertibili x86, disegnati per essere privi di ventole e con autonomie in linea con l'attuale offerta basata su chip della concorrenza, e Intel ha anche pronti i suoi prototipi incarnati da ultrabook spessi meno di 8mm. Volendo si potrà anche conservare il design precedente per le nuove macchine: solo cambiando il processore si otterrà un miglioramento significativo dell'autonomia.

Tutto merito del nuovo processo produttivo da 14 nanometri: il package in cui è inserita la CPU è più piccolo, la densità dei transistor cresciuta, le prestazioni energetiche sia sotto il profilo elettrico che per quanto attiene il calore prodotto dal chip risultano ridotte in modo sensibile. Intel dice di essere in grado di trarre il doppio delle performance a parità di watt. Merito anche della tecnologia tri-gate (FinFET) che è stata migliorata in questa architettura: le strutture tridimensionali dei transistor sono più compatte e definite che in Haswell, e sono la chiave per garantire in questa generazione il rispetto della cosiddetta Legge di Moore. Il passo successivo arriverà con la fase "tock" del ciclo biennale di Intel (Broadwell è il "tick", ovvero l'introduzione di una nuova architettura che poi andrà perfezionata), il cui nome in codice è già noto: Skylake sarà disponibile dal 2015, non c'è ancora una data precisa, a cui poi dovrebbe seguire l'ulteriore miniaturizzazione a 10nm dopo il 2016 (ma è davvero troppo presto per parlarne ora).
Informazioni specifiche sui modelli che saranno immessi in commercio Intel non ne offre (probabile che all'IFA di Berlino ci saranno indicazioni in merito), in compenso ne approfitta per chiarire che ovviamente anche il comparto grafico è stato migliorato, con circa il 20 per cento in più di potenza elaborativa a disposizione. Anche per Broadwell, come per Haswell, ci saranno diversi allestimenti del comparto grafico con potenze variabili: l'integrazione tra CPU e GPU è cresciuta, inoltre, per migliorare anche il contributo della seconda nell'ottimizzazione dei consumi energetici. Ovviamente il proprio contributo lo offrirà anche il chipset (giunto in questo caso alla nona generazione): tutto assieme, un design migliorato di CPU, GPU, chipset, alimentazione e ogni altra parte dei nuovi prodotti dovrebbero garantire a Intel quel passo in avanti che dovrebbe riaprire (nelle sue speranze) la partita con ARM. Ora non resta che aspettare per vedere quale sarà il primo marchio che adotterà Broadwell.

Luca Annunziata
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23 Commenti alla Notizia Finalmente Broadwell, alias Intel Core M
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  • 14,poi 10nm e ,a meno di novità eclatanti,addio miniaturizzazione spinta... siamo quasi arrivati ai limiti fisici,dopodichè ci si dovrà inventare qualcos'altro per aumentare la potenza di elaborazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > 14,poi 10nm e ,a meno di novità eclatanti,addio
    > miniaturizzazione spinta... siamo quasi arrivati
    > ai limiti fisici,dopodichè ci si dovrà inventare
    > qualcos'altro per aumentare la potenza di
    > elaborazione.

    Già tanto che ci sono arrivati. Io ricordo ancora quando dicevano che il limite fisico era intorno ai 20 nm. Poi diventati 14.
  • - Scritto da: MacGeek
    > Già tanto che ci sono arrivati. Io ricordo ancora
    > quando dicevano che il limite fisico era intorno
    > ai 20 nm. Poi diventati
    > 14.

    Beh già sotto ai 20nm già inizia ad essere qualcosa di difficilotto,si prevede che il massimo (forse) a cui si potrà arrivare siano gli 8nm e neanche si è tanto sicuri di arrivarci...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > - Scritto da: MacGeek
    > > Già tanto che ci sono arrivati. Io ricordo
    > ancora
    > > quando dicevano che il limite fisico era intorno
    > > ai 20 nm. Poi diventati
    > > 14.
    >
    > Beh già sotto ai 20nm già inizia ad essere
    > qualcosa di difficilotto,si prevede che il
    > massimo (forse) a cui si potrà arrivare siano gli
    > 8nm e neanche si è tanto sicuri di arrivarci...

    Intel ha già una linea prototipale a 8nm. Non dico che sia pronta per la produzione di massa, ma visto che già sforna chip, sarei ottimista.
  • il vero limite è quello dei 10nm, al di sotto del quale i fenomeni d'isteresi magnetica sono incontrollabili

    intel ha già sviluppato una soluzione, che sta già usando, ed è quella dei transistor finfet

    arrivati a 10 nm, invece di diminuire le dimensioni del gate, cominceranno con lo stacking dei semiconduttori e avremo processori 3D

    ibm è invece al lavoro per cercare altri tipi di materiali e altre tecniche

    hp sostiene che la soluzione sono i memristori e i link ottici
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > il vero limite è quello dei 10nm, al di sotto del
    > quale i fenomeni d'isteresi magnetica sono
    > incontrollabili

    non solo, sotto i 10 nm scatta anche il tunnelling quantistico e l'elettronica è da riscrivere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MacGeek
    > - Scritto da: Etype
    > > 14,poi 10nm e ,a meno di novità eclatanti,addio
    > > miniaturizzazione spinta... siamo quasi arrivati
    > > ai limiti fisici,dopodichè ci si dovrà inventare
    > > qualcos'altro per aumentare la potenza di
    > > elaborazione.
    >
    > Già tanto che ci sono arrivati. Io ricordo ancora
    > quando dicevano che il limite fisico era intorno
    > ai 20 nm. Poi diventati
    > 14.

    ah io ricordo invece quando dicevano che il limite era 65nm
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > 14,poi 10nm e ,a meno di novità eclatanti,addio
    > miniaturizzazione spinta... siamo quasi arrivati
    > ai limiti fisici,dopodichè ci si dovrà inventare
    > qualcos'altro per aumentare la potenza di
    > elaborazione.

    col silicio riusciranno a tirare fino a 7-8nm.
    non+autenticato
  • L'aumento di potenza di calcolo deriva sempre da un miglioramento dell'architettura, mai da una diminuzione dei nm, se non nella possibilità che tale diminuzione da di aumentare la volocità a cui lavora l'architettura stessa.

    Questi Bradwell probabilmente non saranno sostanzialmente più veloci degli haswell (anche se il nuovo design dei transistor pare essere interessante), ma consumeranno meno
    non+autenticato
  • il processo produttivo ti consente di mettere più transistor a parità di spazio e consumi

    il fatto che intel lo sfrutti invece per ridurre i consumi, è una loro scelta, non certo un obbligo o un limite del processo produttivo

    ad esempio, il vantaggio prestazionale che intel ha su arm è proprio possibile grazie ai migliori processi produttivi utilizzati
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > il processo produttivo ti consente di mettere più
    > transistor a parità di spazio e consumi

    > il fatto che intel lo sfrutti invece per ridurre
    > i consumi, è una loro scelta, non certo un
    > obbligo o un limite del processo produttivo

    intel fa entrambi: xeon a 10 o più core per i server e cpu che scaldano meno per combattere arm
    non+autenticato