ADSL veloce, la denuncia dei provider

AIIP non ci sta: bene l'ADSL più veloce ma no alle manovre che consentono a Telecom di decidere il destino di tutti. Spedita una lettera all'Autorità TLC: si distrugge la concorrenza con danni per mercato e utenti

Roma - Telecom Italia sta cercando di togliere spazio alla concorrenza utilizzando il passaggio dell'accesso ADSL base ad una maggiore ampiezza di banda come grimaldello da usare a scapito dei provider italiani. Questo il succo di una lettera di denuncia trasmessa all'Autorità TLC dall'associazione dei provider italiani AIIP.

AIIP da un lato sottolinea di apprezzare la volontà di Telecom Italia di mantenere gli stessi costi pur raddoppiando la banda per i propri clienti xDSL; dall'altro esprime tutto il proprio stupore per il metodo scelto dall'incumbent. Secondo AIIP la via prescelta è diretta contro i concorrenti di Telecom perché le offerte ADSL "a tempo" e "flat" raddoppiano di banda senza che siano rimodulate le offerte all'ingrosso, cioè quelle che i competitor di Telecom possono sfruttare per rimanere sul mercato.

"Nel caso dell'offerta di accesso ad Internet con tariffazione a tempo - si legge nella nota di AIIP - la nuova offerta wholesale prevede infatti solo l'incremento della velocità di picco (da 256/128 kbit/s a 640/256), senza alcuna variazione del prezzo per megabyte del traffico. Poiché l'offerta diretta alla clientela finale è a tempo mentre quella wholesale per gli operatori concorrenti è a quantità di dati (...) delle due, l'una: se l'utente finale scarica la stessa quantità di dati nella metà del tempo, il concorrente di Telecom Italia vede dimezzare i propri ricavi a parità di costi (rappresentati dall'offerta "wholesale" a volume di Telecom Italia, i cui ricavi wholesale restano invece invariati). Se viceversa l'utente finale mantiene inalterato il tempo di collegamento, i ricavi del concorrente di Telecom Italia restano inalterati, ma raddoppiano i suoi costi (e i ricavi wholesale di Telecom)".
Una situazione evidentemente insostenibile per gli ISP, che già si trovano in una situazione di sfavore dovendosi rapportare a Telecom sia come fornitore che come competitor, resa ancora più pesante dal fatto che anche i ritocchi sulla flat ADSL, quando si viene all'offerta wholesale per i provider, non sono secondo AIIP per nulla adeguati. "Ad un presumibile raddoppio dei consumi dell'utente finale - spiega l'associazione - corrisponde infatti una riduzione del 50% del solo prezzo wholesale della banda ATM e nessuna riduzione (o, meglio, raddoppio di banda a parità di prezzo) per tutte le altre infrastrutture di rete wholesale necessarie per fornire l'accesso ad Internet".

Non solo. "A ciò si aggiunge - continua AIIP - l'assenza di rimodulazione della velocità dei circuiti di accesso a 640 in 1280 kbit/s e di quelli a 1280 in 2048 kbit/s, nonché la mancata introduzione di una offerta a 4096 kbit/s. Infatti, senza una revisione dell'offerta wholesale che consenta la migrazione di tutti gli utenti xDSL verso la fascia superiore, l'operazione si tradurrebbe in un mero spostamento su Telecom Italia della clientela a 640 kbit/s flat dei concorrenti".

Tutto questo è dunque il cuore della lettera inviata all'Authority nella quale si evidenziano, come punti fondamentali di quella che viene giudicata una manovra anticoncorrenziale, tre elementi di base che interessano, a cascata, l'intera utenza italiana:

1. la chiusura del mercato dei servizi Internet a 256 Kbit/s, annunciandone sin dal 15 dicembre l'automatico passaggio gratuito a 640 (a scapito degli operatori che non hanno potuto pubblicizzare tempestivamente analogo upgrade);
2. una fidelizzazione dei propri clienti dei servizi Internet a 256 Kbit/s ("fascia sulla quale Telecom è stra-dominante"), che così non hanno più interesse ad acquistare i servizi 640 offerti dai concorrenti di Telecom;
3. "un'esclusione dei concorrenti dal mercato, stante la non replicabilità delle nuove offerte 640 kbit/s e l'innalzamento dei costi dei concorrenti per riprodurre le offerte 640 kbit/s a condizioni economiche competitive con quelle di Telecom".

Per tutte queste ragioni, per i gravi possibili effetti sul mercato e i danni alla libertà di scelta dell'utenza, AIIP ha chiesto non solo che Telecom predisponga un'offerta che renda possibile anche ai suoi concorrenti raddoppiare la banda ai propri clienti ma anche che in futuro le nuove offerte all'utenza di Telecom siano regolamentate prima del loro arrivo sul mercato.

Infine AIIP chiede ancora una volta la cosiddetta separazione strutturale, affinché la gestione della rete di Telecom Italia e quella dei servizi siano affidate a due società autonome. Una esigenza che nasce dalla difficoltà dei provider di competere con il proprio fornitore.
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