Privacy, mozioni e un mare di parole

Spam, localizzazione tramite cellulare, test genetici, dati sul traffico telefonico. C'è un po' di tutto nella mozione approvata ieri dalla Camera dei Deputati. C'è chi spera che influenzi il decreto sulla data retention

Privacy, mozioni e un mare di paroleRoma - A poche settimane dall'improvvisa introduzione del criticatissimo decreto governativo sulla data retention, la Camera dei Deputati ha ieri "risposto" approvando all'unanimità una mozione presentata dal diessino Pietro Folena e che, pur non prendendo di petto quel decreto, ribadisce il diritto dei cittadini ad una maggiore tutela della propria privacy.

La mozione trae spunto dalla relazione annuale del Garante per affrontare tutti i problemi che sono sul tappeto e che non vengono risolti, ma semmai acuiti, dai provvedimenti governativi che hanno stravolto il Codice sui dati personali entrato in vigore il primo gennaio. Inoltre si parla delle nuove misure americane che prevedono una sorta di "schedatura" per tutti i viaggiatori in arrivo sul territorio americano.

Lo stesso Folena ha descritto l'approvazione come "un atto di grande valore" anche perché si è stabilito che "le esigenze derivanti dalla lotta al terrorismo non possono andare ad inficiare i diritti della generalità dei cittadini". Sulle informazioni sui passeggeri in arrivo negli USA Folena ha detto che ora l'Italia "è impegnata formalmente a lavorare ad una convenzione internazionale sul trattamento dei dati sensibili".
Soddisfazione per l'approvazione della mozione è giunta anche dal senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, tra i primi critici del decreto governativo, secondo cui si tratta della "prima importante risposta del parlamento alle pressioni di QuintoStato che è stato promotore della petizione contro il provvedimento del Governo".

Ma ecco il testo della mozione che impegna il Governo.

La Camera, premesso che:
si deve prendere atto della Relazione annuale del 2002 sullo stato di attuazione della legge n. 675 del 1996, in materia di "Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali", presentata dal Garante per la protezione dei dati personali;
si assiste da qualche anno ad un preoccupante incremento del fenomeno dello spamming (posta elettronica indesiderata), che negli Stati Uniti ha già superato il 40 per cento dell'intero traffico su internet ed è costato all'economia americana quasi 9 miliardi di dollari nel corso del 2002;
il progresso delle biotecnologie, in particolare la possibilità di decifrare il genoma umano, pongono il legislatore di fronte alla necessità di regolamentare tale materia, al fine di tutelare gli aspetti concernenti la tutela della riservatezza, ad esempio rispetto a malattie o predisposizioni a particolari patologie, in modo da evitare qualsiasi discriminazione in base al codice genetico degli individui;
si sta diffondendo sulla rete internet l'acquisto di test genetici, in particolare per la determinazione della paternità, che possono divenire elemento di turbativa delle relazioni familiari;
nella relazione il Garante sollecita il Governo a depositare gli strumenti attuativi della Convenzione europea di biomedicina, ratificata con la legge n. 145 del 2001;
è oramai possibile, tramite i telefoni cellulari, localizzare un individuo con un errore di pochi metri, il che mette in pericolo il diritto di ciascuno a non essere localizzato: a tal fine il Garante sottolinea la necessità di vincolare la conservazione dei dati di traffico della telefonia mobile, così come quelli della navigazione sulla rete internet;
la recente vicenda della trasmissione dei dati dai passeggeri dei voli internazionali al Governo degli Stati Uniti ha messo in evidenza la passività dell'Unione europea e degli Stati membri, al punto che i Garanti dei Paesi dell'Unione europea hanno dovuto sollevare il caso con un significativo clamore, al fine di evitare i potenziali pericoli per la privacy dei cittadini europei;
il Garante ha, inoltre, sottolineato la necessità di una convenzione internazionale per la tutela dei dati sensibili;
il Garante ha sottolineato come il crescente carico dell'autorità e la contemporanea riduzione degli stanziamenti mettono a rischio l'efficienza dell'azione del Garante stesso;
sono da tenere in considerazione gli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, approvata a Nizza il 7 dicembre 2000, nonché il decreto legislativo n. 196 del 2003, recante il codice in materia di protezione dei dati personali;
si deve tener conto della risoluzione del Parlamento europeo del 13 maggio 2003 sulla trasmissione dei dati personali da parte delle compagnie aeree in occasione dei voli transoceanici;

impegna il Governo:
ad adottare un'iniziativa volta a favorire una riforma della disciplina vigente che miri a rafforzare la tutela della privacy sulla rete internet, con particolare riguardo alla gestione degli indirizzi di posta elettronica, allo spamming, alla conservazione dei dati riguardanti il traffico in entrata e uscita del singolo utente, che rimuova tutte le norme potenzialmente lesive dei diritti di riservatezza previsti dalle leggi nazionali e dalla normativa europea in materia, nonché dall'articolo 15 della Costituzione;
a dare seguito all'attuazione della Convenzione sulla biomedicina di cui in premessa;
a promuovere, in sede di Unione europea, l'attribuzione al Garante europeo di poteri di vigilanza più stringenti sul modello della Banca centrale europea;
a promuovere, in sede Onu, una convenzione internazionale per la tutela dei dati sensibili;
ad individuare gli strumenti normativi più idonei per regolamentare in modo più efficace il trattamento dei dati di traffico della telefonia mobile, al fine di tutelare il diritto degli individui, nonché di quelli relativi all'ubicazione, in particolare al fine di garantire il diritto dei cittadini a non essere localizzati;
in relazione alla trasmissione dei dati dei passeggeri di voli diretti verso gli Stati Uniti, ad agire in sede bilaterale ed europea al fine di assicurare la più efficace tutela della privacy dei cittadini italiani; ad individuare risorse maggiori per l'attività del Garante per la protezione dei dati personali.

(1-00215) - Folena, Fumagalli, Crucianelli, Leoni, Lolli, Panattoni, Magnolfi, Mussi, Sasso, Chiaromonte, Grillini, Montecchi, Duca, Tocci, Preda, Pistone, Ottone, Maccanico, Angioni, Pappaterra, Cusumano, Ostillio, Lion, Mascia, Cento, Melandri, Trupia, Grandi, Benvenuto, Sciacca, Zunino, Bova, Ranieri, Giulietti, Armando Cossutta, Di Serio D'Antona, Motta, Pinotti, Sandi, Vernetti, Siniscalchi, Grignaffini, Nigra, Rotundo, Crisci, Fanfani, Borrelli, Mariotti, Rossiello, Cima, Cennamo, Gasperoni, Martella, Marone, Calzolaio, Intini, Annunziata, Bonito, Gambini, Squeglia, Cazzaro, Capitelli, Adduce, Zanotti, Maurandi, Diana, Mosella, Tanoni, Nesi, Albertini, Rocchi, Realacci, Ruzzante, Boato, Giacco, Giovanni Bianchi, Carbonella, Villari".
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