Claudio Tamburrino

Cina, indagine antitrust su Microsoft

Pechino e Bruxelles convergono: dopo l'indagine del Vecchio Continente, Microsoft deve fare i conti con l'authority asiatica. Qualcomm invece dopo la Cina potrebbe dover fare i conti anche con la UE

Roma - La Cina ha avviato un'indagine antitrust nei confronti di Microsoft: a preoccupare le autorità di Pechino la posizione dominante di Internet Explorer e di Media Player in collegamento con il sistema operativo Windows.

Redmond non ha ancora commentato l'indagine, ma certo non è nuova a questo tipo di accuse: ha già dovuto vedersela con l'antitrust europeo per ragioni simili, finendo per essere costretta a pagare 497 milioni di euro di multa ed introdurre un ballot screen al momento del primo avvio di un PC per garantire che Internet Explorer non sia indissolubilmente legato alla scelta del sistema operativo Windows.

Sembrano pensarla in maniera simile le due authority anche nei confronti di Qualcomm: l'antitrust europea starebbe investigando ormai da quattro anni sul principale venditore mondiale di chip, che è al contempo già alle prese con l'accusa delle autorità orientali di adottare politiche di prezzo che configurano pratiche di monopolio.
Il tutto sarebbe nato dalle accuse di Icera, chipmaker che Qualcomm avrebbe ostacolato sfruttando in particolare incentivi legati ai suoi brevetti e politiche di prezzo aggressive per impedire ai suoi clienti di fare affari con la concorrenza.

Se si concretizzassero le accuse europee, si tratterebbe di un caso molto simile a quello che ha portato le autorità di Bruxelles a multare per 1,1 miliardo di euro Intel.

Claudio Tamburrino
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