Claudio Tamburrino

La Germania dice no agli editori

Respinte le richieste dei giornali tedeschi nei confronti di Google e altri player della Rete. Non ci sarebbero neanche le minime prove di un abuso o di una violazione da parte delle aziende ITC

Roma - Il regolatore tedesco ha respinto le richieste attraverso cui gli editori dei giornali locali pretendevano parte degli introiti incassati da Google e dagli altri operatori della rete.

Diversi editori di giornali e magazine tedeschi si erano riuniti per fare causa a Google, Microsoft e Yahoo, chiedendo loro l'11 per cento degli introiti generati dai sevizi che sfruttano "direttamente o indirettamente estratti di notizie o contenuti delle loro pagine". A guidare l'offensiva è VG Media, collecting society che precedentemente aveva anche cercato di contattare direttamente Google per negozioare un accordo per compensare i produttori di contenuti tedeschi.

Secondo le autorità tedesche, tuttavia, non vi sarebbe l'iniziale necessario livello di sospetto per iniziare una causa nei confronti di Google e compagnia: VG Media avrebbe insomma fallito nel delineare le ipotesi di reato che gli editori vorrebbero venisse rilevato (violazione di proprietà intellettuale o concorrenza sleale).
Agli editori non sembra andare bene neanche nella guerra ideologica (e di prezzi) dichiarata ai grandi rivenditori di ebook ed in particolare ad Amazon, che al momento tiene per esempio sotto scacco Hachette per cercare di convincerla ad abbassare le pretese sui volumi digitali in modo da poterli mettere in vetrina con un prezzo al massimo di 10 dollari. Per tenere a bada l'editore Amazon ha d'altronde dimostrato di non aver paura di costringerlo a ripicche più o meno dannose, come la rimozione dei preordini dei titoli Hachette (compresi quelli di grandi autori come Stephen King e J.K. Rowling).

Claudio Tamburrino
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