Internet schiaccia la Tv

Uno studio internazionale non lascia dubbi: chi usa la rete tende a snobbare lo schermo televisivo e ad interagire maggiormente nel mondo reale. In Italia poche le donne che si connettono. Alta la fiducia per le news online

Roma - Molti libri, molto tempo con amici e parenti, molto tempo online e molti diversi interessi: questo il profilo dell'utente medio della rete così come viene descritto dall'ultimo rapporto redatto dal World Internet Project, autorevole consesso di ricercatori di molti diversi paesi coordinati dalla UCLA, l'Università di Los Angeles.

Prendendo in esame i dati raccolti in 14 diversi paesi (Italia, USA, UK, Germania, Spagna, Ungheria, Svezia, Giappone, Corea del Sud, Singapore, Macao, Taiwan, Cina e Cile), lo studio ha anche rilevato come l'uso della televisione sia una pratica in rapido declino per chi frequenta spesso internet.

Rispetto a chi non utilizza internet, inoltre, l'utente della rete ha maggiori predisposizioni a interagire socialmente. "L'uso di Internet - ha spiegato ai reporter il direttore del Center for Communication Policy della UCLA, Jeffrey Cole - sta riducendo in giro per il mondo l'uso della televisione pur avendo un impatto ridotto sugli aspetti positivi del vivere sociale". Sono gli utenti cinesi quelli che usano più di tutti internet per interagire con gli altri utenti sui temi di loro interesse, da quelli politici a quelli religiosi.
Uno degli aspetti più interessanti del rapporto è senza dubbio quello legato all'affidabilità che viene attribuita alle informazioni che circolano in internet. "La maggioranza degli utenti - ha spiegato Cole alla Reuters - ritiene credibili le informazioni trovate online". In particolare, più di metà degli utenti ritiene affidabile la maggior parte se non tutta l'informazione individuata in rete e laddove, in Corea del Sud, si registrano i massimi livelli di fiducia, in Svezia, invece, si hanno le vette dello scetticismo.

L'ultimo rapporto del World Internet Project evidenzia anche come sono più numerosi gli uomini delle donne nell'utenza internet, con grandi cambiamenti da un paese all'altro. In Italia il gap è il maggiore, in quanto delle donne italiane solo il 21,5 per cento usa internet contro il 41,7 per cento degli uomini.

Per quanto riguarda il digital divide le cose vanno migliorando, sebbene ancora ampi strati della popolazione non abbiano accesso alle tecnologie digitali o ad internet. I paesi in cui maggiore è l'uso della rete da parte delle fasce povere sono la Svezia, gli Stati Uniti e la Corea del Sud.
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27 Commenti alla Notizia Internet schiaccia la Tv
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  • ma vi siete mai accorti che in certe situazioni impera un silenzio surreale?
    parlo di situazioni dove la centralità di una persona e il relativo dialogo di questa dovrebbe essere sì predominante sul resto... ma a volte "predomina" troppo...le persone a furia di guardare la tv perdono il senso dell'interattività.. e credono che il loro unico potere sia "cambiare canale", al ché trovandosi senza telecomando, rimangono spiazzati, e spesso rimangono a sorbirsi cose non di loro interesse.

    esempi:

    a scuola.
    Il nostro ex. prof. di elettronica (fortunatamente se ne è andato) era solito riempire di lavagne di formule senza premurarsi di creare alcuna interazione con la sua classe. Dopo 4 o 5 lavagne chiedeva: "avete capito?". SILENZIO GLACIALE.
    Qualcuno accennava movimenti di testa. Nessuno realmente credeva si potesse/dovesse interagire con il prof.


    concerti.
    ho visto un concerto delle the uhu's, tempo addietro, che per la loro peculiarità può essere un genere che reca problemi intestinali e cura la stitichezza. Ho scoperto questo dopo, leggendo il blog di un membro del gruppo, dov'è venuta a sapere che alcune persone le disprezzavano alla grande. E l'unico segno del disprezzo è stato rimanere immobili, non ballare.
    Mi domando perché non gli abbia urlato "fate schifo! sembrate delle bambinette sceme alle elementari che vogliono giocare a Gem and the holograms!"


    infine teatro.
    non so chi di voi ha visto "il signor Rossi e la costituzione" di Paolo Rossi. Spesso costui si diletta nel prendere in giro queste storture, che effettivamente prima di lui non mi ero mai soffermato a valutare.
    Paolo Rossi chiede alla platea se c'è qualcuno in contratto Co.Co.Co. Silenzio. Lo richiede. Timidamente una mano si alza. e poi bonariamente ci bacchetta:
    "Guardate che non sono la televisione! potete interagire con me!"


    detto questo, non posso che essere felice del declino della tv. Ne ho abbastanza delle persone che negli spettacoli di varietà fanno finta di divertirsi ripetendo copioni imparati a memoria, sforzandosi di non mostrarsi disgustate per le cacchiate e i sorrisi falsi alle quali devono attenersi per lavoro.

    avvelenato interattivo
  • "Rispetto a chi non utilizza internet, inoltre, l'utente della rete ha maggiori predisposizioni a interagire socialmente."


    Sì confermo, interagire socialmente parlando del Grande Fratello e delle ballerine dei vari quizshow.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > "Rispetto a chi non utilizza internet,
    > inoltre, l'utente della rete ha maggiori
    > predisposizioni a interagire socialmente."
    > Sì confermo, interagire socialmente
    > parlando del Grande Fratello e delle
    > ballerine dei vari quizshow.

    IO pensavo che per interagire socialmente con un'altra persona bisognasse clikkare sull' occhio...
    ma ho ricevuto un ceffoneTriste

    Dov'e' che si deve clikkare????

    internettiano incallito....alienato
  • ma da quando ho adsl guardo la tv molto di meno.
    Sarà che sono più impegnato, sarà molto che i programmi nella tv italiana fanno pena e quelli interessanti sono pochi, che i film ormai in tv sono col contagocce e molte partite sono trasmesse via decoder (sky).

    L'informazione ufficiale, i tg, poi fanno pietà.

    Quindi i meriti sono di internet ma la tv ha i suoi demeriti.


    Direi comunque che a vincere è l'informazione, in più fonti e scelta autonomamente.

    ciao
    non+autenticato
  • Beh purtroppo guardo la tv solo a cena e vedo i svariati telegiornali e sto notando che dopo il noioso bollettino di morti c'infilano anche pubblicità su film nuovi del cinema bella zozzata... altro ke spam ... è questa sarebbe informazione pubblica?
    non+autenticato
  • La televisione? E' da un bel po' che non la guardo più: solo internet e giornali. E mi sento meglio!
    non+autenticato
  • solo internet la tv fa male e i giornali sono finti...
    non+autenticato
  • Non estremizzare.
    Anche su internet se ne leggono di minchiate... e spesso sono piu' preoccupanti in quanto comodo rifugio di disadattati sociali dalle menti contorte.
    non+autenticato
  • ...e con un mercato veramente aperto e competitivo (nei fatti e non a parole), il "canone RAI" dovrebbe essere pagato dai concorrenti di RAI a RAI.

    E non è una sparata, credetemi...

    In tutti i mercati dove un ente (pubblico o meno) deve per statuto garantire "servizi minimi" che un privato non deve, il costo dei servizi minimi viene pagato dai competitor che non hanno quei costi...

    Esempio: se faccio alle 2030 di sabato in tv uno spettacolo di teatro mentre i concorrenti programmano un bel filmone, il mancato "guadagno" dal non aver fatto anch'io un filmone lo ripartisco tra tutti i concorrenti...

    Un po' come i costi che Telecom Italia carica sui concorrenti per la gestione dei servizi sociali (es. vecchietta in cima al monte che non telefona ma che vuole comunque la linea del tel...)
    non+autenticato
  • Innanzitutto alla vecchina che vuole il telefono se è la sola a volerlo e non un gruppo di persone.... il telefono non glielo allacciano alla linea, ma neppure per idea.

    In secondo luogo in tutti i paesi europei e non esiste il canone della tv e radio di stato, e costa anche di più.
    Mi spieghi come farebbe a vivere la rai senza canone tralasciando la baggianata che hai detto tu sui competitors?!

    - Scritto da: Anonimo
    > ...e con un mercato veramente aperto e
    > competitivo (nei fatti e non a parole), il
    > "canone RAI" dovrebbe essere pagato dai
    > concorrenti di RAI a RAI.
    >
    > E non è una sparata, credetemi...
    >
    > In tutti i mercati dove un ente (pubblico o
    > meno) deve per statuto garantire "servizi
    > minimi" che un privato non deve, il costo
    > dei servizi minimi viene pagato dai
    > competitor che non hanno quei costi...
    >
    > Esempio: se faccio alle 2030 di sabato in tv
    > uno spettacolo di teatro mentre i
    > concorrenti programmano un bel filmone, il
    > mancato "guadagno" dal non aver fatto
    > anch'io un filmone lo ripartisco tra tutti i
    > concorrenti...
    >
    > Un po' come i costi che Telecom Italia
    > carica sui concorrenti per la gestione dei
    > servizi sociali (es. vecchietta in cima al
    > monte che non telefona ma che vuole comunque
    > la linea del tel...)
    non+autenticato
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