Claudio Tamburrino

Google: accordo su misura con Louis Vuitton

Chiuso lo scontro decennale che le vedeva contrapposte in materia di uso dei marchi nell'advertising: i dettagli del patto rimangono riservati

Roma - Google ha raggiunto un accordo con il gruppo LVMH che mette fine alla decennale battaglia con al centro l'utilizzo del marchio Louis Vuitton.

Lo scorso luglio il gruppo francese dei marchi Louis Vuitton, Christian Dior, Givenchy e Kenzo, aveva già raggiunto un accordo anche con eBay. Lo scontro legale con Google, invece, si trascinava ormai da una decade: al centro l'utilizzo del marchio Louis Vuitton come parola chiave sul servizio di advertising online Adwords.

In pratica, secondo il gruppo di marchi del lusso, accordare il permesso (o meglio non proibire) agli utenti del servizio di link sponsorizzati di utilizzare per la loro pubblicità anche parole e nomi registrati dai proprio concorrenti diretti costituirebbe una violazione della loro proprietà intellettuale.
In prima istanza Google era stata condannata da un tribunale francese nel 2005 ed in appello l'anno successivo per "contraffazione di marchi, concorrenza sleale e pubblicità ingannevole". Poi la Corte di Cassazione aveva deciso di demandare la questione alla giustizia europea che nel 2010 aveva ribaltato la sentenza a favore di Mountain View: il titolare del marchio, riteneva la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, non poteva invocare il diritto di esclusiva sul nome per chiedere a Google la rimozione di tutte le pubblicità che ne facevano uso anche indirettamente. E su tale direttiva si era alla fine allineata la Corte di Cassazione francese.
Quello stesso anno, peraltro, Google aveva cambiato le condizioni d'uso del suo servizio, limitando i casi nei quali è consentito a terze parti l'utilizzo di parole chiave contenenti marchi.

In realtà le due aziende non hanno rilasciato ulteriori dettagli legati circa la natura e le modalità di attuazione dell'accordo raggiunto. In un comunicato congiunto, si limitano a dire che "si impegnato a rinforzare le risorse già messe in campo per combattere la pubblicità e la vendita di prodotti contraffatti".
Pierre Godé, vice-président di LVMH, guarda all'accordo tra le due aziende in prospettiva: "Apre ad una più ampia collaborazione con i servizi informativi che potrebbe permettere ai detentori di marchi di far valere il proprio peso."

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • BusinessGoogle multato in FranciaAssociare le ricerche degli utenti a marchi registrati con fini pubblicitari è violazione di trademark. Una nuova sentenza conferma come gli spot su Google possano dare... fastidio
  • AttualitàUE: fluiscano le parole di AdWordsLa piattaforma pubblicitaria di BigG scagionata dalle accuse di violazione di trademark. Aziende come rivali possono competere su qualsiasi parola, senza incappare nelle maglie della legge europea
  • Diritto & InternetFrancia: AdWords non clonaNuova sentenza, stavolta della Corte di Cassazione francese: Google non può essere accusata di violazione di trademark concedendo agli emuli delle grandi marche di usufruire di AdWords