Luca Annunziata

IFA2014/ Intel vuole cambiare per sempre i PC

Mooly Eden spiega a Punto Informatico come la tecnologia che Santa Clara sta sviluppando potrà cambiare il mondo dei Personal Computer. Rilanciando le speranze di un settore in stagnazione grazie al Perceptual Computing

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Berlino - Il mercato dei PC è in stagnazione, colpito ai punti vitali dall'esplosione del fenomeno mobile: un fenomeno reso inevitabile dall'aumento lineare della capacità di calcolo racchiusa in sistemi sempre più piccoli, controllabili con nuove formule di input gradualmente sempre più naturali. Prima la tastiera, poi il mouse, poi il tocco, ora anche la voce con la proliferazione degli assistenti personali: la strada verso il Perceptual Computing è stata aperta, e la crescita di nuove forme di interfaccia utente potrebbe riservare per l'industria e i consumatori anche qualche sorpresa. Come una nuova primavera dei Personal Computer.

Introdurre su vasta scala il Perceptual Computing equivale a ridefinire il rapporto consolidato instaurato tra macchine e utenti. Siamo abituati a formule di input rigidamente definite, costretti a misurarci con linguaggi da imparare e metafore da adottare per riuscire a impiegare al meglio le capacità dei semiconduttori. Ma cosa accadrebbe se queste complicazioni sparissero, assorbite da una macchina dotata della capacità di comprendere le più sottili sfumature del linguaggio (parlato e fisico) degli esseri umani? La dematerializzazione dei dati è già quasi una realtà, col proliferare delle soluzioni cloud: la scomparsa delle interfacce uomo-macchina tradizionali, sostituite da un approccio "naturale", potrebbe diventare realtà entro una decina di anni.

Una vita spesa alla corte del microprocessore x86: Mooly Eden, oggi vicepresidente di Intel, ha iniziato a scalare i ranghi di Santa Clara nel 1982. Dopo aver contribuito al lancio di piattaforme molto significative nella storia del chipmaker, una su tutte Centrino che di fatto ha trasformato i laptop in un fenomeno di massa, ora la sua carica ufficiale è quella di "general manager Perceptual Computing": un segnale che Intel fa molto sul serio in questo campo, vi ha schierato uno dei suoi uomini migliori e ha investito decine di milioni di dollari nello sviluppo hardware e software. Il risultato sono tre diverse fotocamere 3D, destinate a tre diversi formati di device: i primi esempi dell'applicazione di questa tecnologia arriveranno già alla fine dell'anno, probabilmente in coincidenza con il CES 2015 a Las Vegas; ma le implicazioni per l'industria e per l'utente finale sono evidenti si da ora. Mooly Eden, ha accettato di parlarne con Punto Informatico in occasione dell'IFA di Berlino.


Punto Informatico: La sfida delle interfacce naturali è stata lanciata molti anni or sono, Bill Gates ne parla dal secolo scorso in pratica. Ci sono molte aziende impegnate nello sviluppo delle proprie soluzioni, legate al touch e alla voce. Non c'è il rischio che ciascuna di esse sviluppi il proprio "vocabolario" per le proprie applicazioni, costringendo poi l'utente a dover apprendere questi nuovi linguaggi per adottare uno o più di questi nuovi prodotti?
Mooly Eden: Quando parliamo di Perceptual Computing, mettiamo subito in chiaro tre parole chiave: natural, intuitive e immersive. Non devi leggere una guida per usarlo: devi solo usarlo, appunto. Quando noi due parliamo, non abbiamo bisogno di imparare a farlo: ci vediamo e parliamo, semplicemente. Il fulcro della domanda è l'idea di costruire un vocabolario: e perché farlo? Se lo facessimo, l'operazione perderebbe di intuitività: la nostra sfida è progettare questi strumenti in modo tale che quando ti ci accosti siano completamente intuitivi.

PI: In che modo?
ME: Il primo strumento di interazione ovvio nel percorso di interfaccia è la voce: l'inglese, come lingua veicolare, è inglese sia che lo strumento tecnologico lo sviluppi Microsoft, o Qualcomm, o Google, o Intel. Il linguaggio è sempre lo stesso, e qualcosa di simile vale anche per i gesti: cerchiamo di riprodurre i gesti che si usano nella vita di tutti i giorni. Ad esempio: per dire "stop" (mima con la mano il segno col palmo verso l'interlocutore, ndr) fai semplicemente così.

PI: Qual è il punto di non ritorno, per così dire, il requisito minimo affinché tutto questo funzioni?
ME: C'è un punto a cui miriamo: fare in modo tale che il computer impari a conoscerti e riconoscerti allo stesso modo in cui lo farebbe un essere umano. Guardando un interlocutore io sono in grado di interpretare alcuni segnali: per esempio se sto facendo domande interessanti, dando risposte intelligenti. Leggo il suo viso e capisco. Oggi siamo in grado di leggere 68 punti del viso tramite il computer: possiamo capire se sorridi, se sei felice, se sei infelice, se sei annoiato (vedi video sottostante, ndr). Il computer imparerà a comprendere chi si trova di fronte anche in base all'espressione del viso, che è qualcosa di slegato da culture differenti di popoli differenti.


PI: Quindi è questo l'approccio generale seguito da Intel.
ME: Stiamo cercando di farlo nella maniera più naturale possibile. Se lo stiamo facendo bene o male sarà l'utente a stabilirlo, ma l'obiettivo è rendere il computer in grado di capirti, comprenderti, comunicare allo stesso modo in cui lo fanno gli esseri umani.

PI: Cosa succede con le forme di comunicazione più sottili, per esempio il sarcasmo? Ci sono circostanze in cui la comunicazione è fatta di sfumature.
ME: Certamente è una sfida, e per questo ci piace: in termini tecnici qui stiamo parlando di "multi-modalità" della comunicazione; mentre parliamo tu mi ascolti, ma mi guardi anche, osservi il mio linguaggio del corpo. Sviluppando la nostra tecnologia stiamo puntando proprio a questo, alla multi-modalità: lo sviluppo naturalmente non sarà immediato e richiederà anni, ma l'approccio sarà sempre più naturale e spontaneo e lo scopo finale, il nirvana, sarà permettere di comunicare col computer allo stesso modo in cui si comunica con un essere umano. Così come quando si parla con qualcuno non c'è bisogno di "aver fatto i compiti a casa", allo stesso modo non sarà necessario imparare nulla per iniziare a usare una macchina.
152 Commenti alla Notizia IFA2014/ Intel vuole cambiare per sempre i PC
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  • ...credo che tutte le ipotesi sul "come esarebbe se...", pur utili se vogliamo continuare a usare l'indispensabile immaginazione, vadano approfondite solo fino a un certo punto. Il fatto che certi sistemi saranno sviluppati, secondo me, è certo e inevitabile, a noi di trovarne un utilizzo ottimale, esattamente come si fa ora col computer o anche con la guida di un'automobile.

    A preoccuparmi è un'altra cosa. Poniamo che per fermare un'operazione debba fare il gesto di 'stop' come da esempio dell'articolo: ebbene, io non sono in grado di usare le mani, perciò non riuscirei a usare dispositivi del genere di quelli immaginati.
    Così dovrei comprarmi una tastiera, con la speranza che i futuri computer ne mantengano la compatibilità e che non costi uno sproposito come gli attuali ausili per disabili.

    Considerazione filosofica: avvicinando il comportamento dei computer a quello degli esseri umani, quale idea di umani usiamo? Umani con braccia efficienti, occhi buoni, favella efficace, gambe robuste? Per me sarebbe un regresso.
  • Complimenti PI, un articolo veramente interessante, e ben scritto.
  • Ho visto codice scritto da ignegneri della intel e quello che ho pensato è stato che era molti anni luce avanti a quello che avrei potuto scrivere.
    Una padronanza degli strumenti ed una pulizia che non ho visto, e usavano qt, una libreria e framework al quale forse hanno contribuito, ma non hanno scritto. Ok, bravi, sicuramente, ma qui si parla di software e si buttano tutto nel software. Perché? finché il software lo si sviluppa all'esterno c'è concorrenza. Di fatto non ho mai sentito che le metodologie di integrazione dei chip siano di pubblico dominio, se lo sono sono coperte da brevetti.
    L'articolo è molto lungo, io non ho visto per certo se si parla di questo, però non mi piace molto.
  • non sviluppano software
    lavorano all'integrazione del loro hardware nelle piattaforme di sviluppo
    questo significa driver, middleware, sdk ecc
    in taluni casi può anche significare fare software: ma solo come pilota di un modello specifico

    sta di fatto, per esempio, che nel caso delle cam in oggetto non avrebbe senso costringere uno sviluppatore a rifarsi tutto il lavoro di interpretazione dei dati rilevati dai sensori infrarossi, del visibile, dai laser ecc: intel ti fornisce un sdk con funzioni specifiche, tu ci lavori sopra
    di certo non lanceranno la loro versione di kinect, per intenderci
  • boh, ho un idea differente, secondo me la percezione bidimensionale comunque, l'integrazione di 2 percezioni bidimensionali da l'idea di profondità, ma questo non è un processo legato all'hardware o ai sensori, piuttosto è legato al software.

    D'altra parte non sviluppo driver, ma il discorso è lo stesso che si è fatto (e si fa ancora) nei confronti di nvidia. Solitamente la intel non è chiusa, comunque ... ma visto che c'è già leap motion, kinect e molti altri perché ora itel si butta in quest'area non esattamente da chipmaker?

    Intendo dire un chip maker è quasi obbligato a fornire codice di esempio se produce un microprocessore con operazioni vettoriali, almeno dei pezzi di assembly e collaborare con un team software o con un'azienda che vende sistemi operativi o con creatori di giochi per sapere quali istruzioni implementare. Ma non è chiaro ora con chi sta collaborando
  • con tutti

    ha messo fuori da mesi un SDK per questi sensori 3D

    ho visto il dato "puro" tirato fuori dal sensore: è bidimensionale e pieno di artefatti, per tante ragioni, mentre il dato elaborato e passato dall'SDK è decisamente più raffinato - intel si occupa di questo passaggio, di fornire direttamente informazioni 3D e ripulite, lo sviluppatore lavora su quello
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > non sviluppano software
    > lavorano all'integrazione del loro hardware nelle
    > piattaforme di
    > sviluppo
    > questo significa driver, middleware, sdk ecc

    non proprio robetta

    > in taluni casi può anche significare fare
    > software: ma solo come pilota di un modello
    > specifico

    delle due l'una: o fanno software o non lo fanno, e svipuppare driver (che se fatto male tutte il resto traballa) middleware (quel "ware" dopo il "middle" dovrebbe bettersi sull'avviso) e sdk (di soluto un paccozzo si decine/centinaia di mega) per me rientra sotto la catecoria di "sviluppo software" ma e per te non e' cosi'.... vabbeh...

    >
    > sta di fatto, per esempio, che nel caso delle cam
    > in oggetto non avrebbe senso costringere uno
    > sviluppatore a rifarsi tutto il lavoro di
    > interpretazione dei dati rilevati dai sensori
    > infrarossi, del visibile, dai laser ecc: intel ti
    > fornisce un sdk con funzioni specifiche, tu ci
    > lavori
    > sopra
    > di certo non lanceranno la loro versione di
    > kinect, per
    > intenderci
    non+autenticato
  • non sviluppano software destinato all'utente finale
    salvo alcuni proof-of-concept
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > infatti il touch non è perceptual computing o
    > naturale
    > richiede un suo vocabolario

    Qualnque interazione richiede un vocabolario.
    Anche solo ordinare la PC "leggimi l'ultima mail arrivata" richiede un vocabolario.

    Lasci o Raddoppi? non sono nemmeno le 17, hai ancora tempo per qualche altra figura barbina, una disperata arrampicata sugli specchi per finire con la solita cancellazione + blocco del 3DA bocca aperta
    non+autenticato
  • non hai chiaro il concetto di vocabolario

    ma non importa

    ti consiglio di dare un'occhiata anche solo alla pagina wikipedia del perceptual computing, vedrai che ti sarà d'aiuto
  • Finche il conputer non sara' portato alle dimesioni di una pallina da tennis con le seguenti caratteristiche:

    A. capacita' di interazione vocale con precisione 99.9999% sulla comprensione del parlato e 100% sul _significato_ del parlato
    B. capacita' di volo antigravitazionale in modo che mi segua sempre ad "altezza testa".
    C. autonomia di almeno 1 mese
    D. intelligenza artificiale minima (almeno il triplo di un applefan medio)

    beh, non venirmi a parlare di "RIVOLUZIONE", Itel
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Finche il conputer non sara' portato alle
    > dimesioni di una pallina da tennis con le
    > seguenti
    > caratteristiche:
    >
    > A. capacita' di interazione vocale con precisione
    > 99.9999% sulla comprensione del parlato e 100%
    > sul _significato_ del parlato
    >
    > B. capacita' di volo antigravitazionale in modo
    > che mi segua sempre ad "altezza
    > testa".
    > C. autonomia di almeno 1 mese
    > D. intelligenza artificiale minima (almeno il
    > triplo di un applefan
    > medio)
    >
    > beh, non venirmi a parlare di "RIVOLUZIONE", Itel

    Ok, supponiamo di avere questo computer come lo hai descritto tu, a forma di pallina da tennis che ti segue accanto alla testa.





    Come si fa a vedere i porni?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ...
    > > Finche il conputer non sara' portato alle
    > > dimesioni di una pallina da tennis con le
    > > seguenti
    > > caratteristiche:
    > >
    > > A. capacita' di interazione vocale con
    > precisione
    > > 99.9999% sulla comprensione del parlato e
    > 100%
    > > sul _significato_ del parlato
    > >
    > > B. capacita' di volo antigravitazionale in
    > modo
    > > che mi segua sempre ad "altezza
    > > testa".
    > > C. autonomia di almeno 1 mese
    > > D. intelligenza artificiale minima (almeno il
    > > triplo di un applefan
    > > medio)
    > >
    > > beh, non venirmi a parlare di "RIVOLUZIONE",
    > Itel
    >
    > Ok, supponiamo di avere questo computer come lo
    > hai descritto tu, a forma di pallina da tennis
    > che ti segue accanto alla
    > testa.
    >
    >
    >
    >
    >
    > Come si fa a vedere i porni?

    Proiettore sulla prima superficie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ...
    > > Finche il conputer non sara' portato alle
    > > dimesioni di una pallina da tennis con le
    > > seguenti
    > > caratteristiche:
    > >
    > > A. capacita' di interazione vocale con
    > precisione
    > > 99.9999% sulla comprensione del parlato e
    > 100%
    > > sul _significato_ del parlato
    > >
    > > B. capacita' di volo antigravitazionale in
    > modo
    > > che mi segua sempre ad "altezza
    > > testa".
    > > C. autonomia di almeno 1 mese
    > > D. intelligenza artificiale minima (almeno il
    > > triplo di un applefan
    > > medio)
    > >
    > > beh, non venirmi a parlare di "RIVOLUZIONE",
    > Itel
    >
    > Ok, supponiamo di avere questo computer come lo
    > hai descritto tu, a forma di pallina da tennis
    > che ti segue accanto alla
    > testa.
    >
    > Come si fa a vedere i porni?

    proiezione di campi di forza tipo ponte olografico di star trek NG: nella versione avanzata si sente anche l'odore di bernarda.
    non+autenticato
  • proiezione di campi di forza tipo ponte olografico di star trek NG: nella versione avanzata si sente anche l'odore di bernarda

    E nella versione Enthusiast ti induce mentalmente l'effetto pugnetta, portandoti all'orgasmo senza nemmeno usare le mani!
    Intel ci sta lavorando ... da anni, nel suo delirio di onnipotenza!
    (AND è rimasta indietro di "anniluce", vero?)
  • - Scritto da: rockroll
    > proiezione di campi di forza tipo ponte
    > olografico di star trek NG: nella versione
    > avanzata si sente anche l'odore di
    > bernarda

    >
    > E nella versione Enthusiast ti induce mentalmente
    > l'effetto pugnetta, portandoti all'orgasmo senza
    > nemmeno usare le
    > mani!
    > Intel ci sta lavorando ... da anni, nel suo
    > delirio di
    > onnipotenza!
    > (AND è rimasta indietro di "anniluce", vero?)

    "AMD anni luce indietro" sono solo le palle sparate dai giarnalisti prezzolati. AMD e' inidetro rispetto ad intel, e' vero, ma sulla distanza c'e' da discutere: quelli ce contano sono gli effetti pratici finali: se per un utente medio un AMD fa tutto quello ch eserve ad un terzo del prezzo di Intel, si compra AMD e ciao. L'ultima cpu Intel che ho comprato era un Pentium 1 a 120Mhz, vedi un po tu Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    > "AMD anni luce indietro" sono solo le palle
    > sparate dai giarnalisti prezzolati. AMD e'
    > inidetro rispetto ad intel, e' vero, ma sulla
    > distanza c'e' da discutere: quelli ce contano
    > sono gli effetti pratici finali: se per un utente
    > medio un AMD fa tutto quello ch eserve ad un
    > terzo del prezzo di Intel, si compra AMD e ciao.

    Parole sante!
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ok, supponiamo di avere questo computer come lo
    > hai descritto tu, a forma di pallina da tennis
    > che ti segue accanto alla
    > testa.
    >
    >
    >
    >
    >
    > Come si fa a vedere i porni?

    Facilissimo: glielo comandi a voce ed aspetti che ti giri attorno e ti si infili da dietro. Te li farà vedere in cinemascope, dall'interno.A bocca aperta
  • - Scritto da: ...

    > D. intelligenza artificiale minima (almeno il
    > triplo di un applefan
    > medio)


    Vabbe' dai, su questo punto già ci siamo. Una calcolatrice tascabile con solo le 4 operazioni è già abbondantemente sufficiente.
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