Claudio Tamburrino

USA, i brevetti software nel paese delle meraviglie

La sentenza del caso Alice v. CLS Bank sembra effettivamente aver cambiato tutto, scoraggiando l'impiego di brevetti su idee astratte. Anche senza l'intervento promesso dal legislatore statunitense

Roma - Dallo scorso 26 giugno vi sono state oltre dieci decisioni che hanno invalidato brevetti ritenuti riguardare idee astratte: il 26 giugno è la data di una sentenza della Corte Suprema che sembra stia determinando una svolta sostanziale nel settore dei brevetti software.

In quell'occasione la Corte Suprema degli Stati Uniti si è espressa sul caso che vedeva contrapposte Alice Corp e CLS Bank International ed ha giudicato non validi per mancanza di requisiti d brevettabilità una serie di titoli che rivendicavano una forma di gestione finanziaria del rischio.
Come è stato il caso Bilski per i brevetti sui metodi commerciali, la Corte Suprema ha colto l'occasione per intervenire sulla proprietà intellettuale relativa ai software affermando che i brevetti chiamati in causa altro non facessero che rivendicare il concetto di "accordo intermediato", cioè "una pratica economica fondamentale ben nota nel nostro sistema commerciale", limitandosi ad aggiungere un piuttosto generico riferimento "all'impiego di un computer".

In generale, la questione attiene alla complicata materia della valutazione dei requisiti di brevettabilità delle innovazioni software. Queste, a differenza di altri settori tecnologici, sono molto più difficili da valutare da parte dei giudici e spesso finiscono per essere semplici applicazioni via computer di concetti astratti. Per questo sono numerosi i casi di conflitti brevettuali e di aziende che sfruttano un ampio portafoglio (i cosiddetti patent troll) legato ai software. E per questo era da tempo auspicata una riforma da parte delle grandi aziende ICT, degli investitori e delle startup del settore: a conferma dell'urgenza da ultimo è arrivato uno studio condotto dai ricercatori della texana Naveen Jindal School of Management che ha calcolato i danni all'economia statunitense causati dalle Non-practising entity che non fanno ricerca né producono, ma che hanno le armi brevettuali per fare di denunce ed estorsione di royalty il loro business.
Ma se l'amministrazione Obama, pur essendosi espressa favorevolmente a questo tipo di intervento, sembra bloccata, sono stati i tribunali a stelle e strisce a cercare una nuova interpretazione in senso restrittivo per le norme già esistenti, in modo da disinnescare alcuni dei meccanismi più perversi attraverso cui gli strumenti della proprietà intellettuale vengono indebitamente sfruttati. In questo senso la decisione del caso Alice sembrava fin da subito poter gettare le basi per una giurisprudenza diversa: tra le prime a cercare di sfruttarne l'onda è stata Samsung, che ha ne ha invocato le conseguenze nella sua perdurante battaglia contro Cupertino.

In generale, tuttavia, sono già stati numerosi i casi in cui dei brevetti sono stati invalidati in quanto considerati basati su idee astratte, in forza delle medesime conclusioni raggiunte a giugno dalla Corte Suprema. Tra questi brevetti ora invalidati, spicca il numero 6,128,415, originariamente ottenuto da Polaroid ed ora finto nelle mani di Digitech Image Technologie che lo ha utilizzato per oltre 239 denunce ed il brevetto numero 6,326,978 di Rotatable Technologies, che rivendicava un sistema per la rotazione automatica degli schermi dei dispositivi elettronici e con cui aveva già denunciato Apple, Netflix, Electronic Arts, Target, Whole Foods e Rackspace.

Claudio Tamburrino
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5 Commenti alla Notizia USA, i brevetti software nel paese delle meraviglie
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  • Tim-Berners-lee non lo ha fatto, per fortuna. E ora la sua invenzione è nota in tutto il mondo, è libera, e si chiama World Wide Web, o www.
    Potrei aggiungere che ho trovato il modo di far partire Android da PC, e di renderlo persistente, cioè un sistema operativo che parte da chiavetta USB, puoi modificarlo come vuoi, e tutto viene salvato appena spegni il pc. Senza toccare windows, senza far partire il disco fisso.
    Non l'ho fatto da solo, ma grazie ad altri utenti e siti (Sourceforge e XDA). Quindi non lo brevetto, semplicemente mi farò pagare la chiavetta configurata, se e quando qualcuno me la chiederà.
    non+autenticato
  • > Tim-Berners-lee non lo ha fatto, per fortuna. E
    > ora la sua invenzione è nota in tutto il mondo, è
    > libera, e si chiama World Wide Web, o
    > www.

    Tim Berners-Lee era un dipendente del CERN quando ha inventato il world wide web nel 1989, quindi l'invenzione era intestata al centro di ricerca. Che però, il 30 aprile 1993, rilasciò tutte le specifiche in pubblico dominio:

    http://home.web.cern.ch/topics/birth-web

    In effetti fra il 1989 e il 1993 non è che ci fossero molti siti web sull'internet. Sono esplosi a partire da quell'anno.
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    Modificato dall' autore il 29 settembre 2014 09.08
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  • Ben detto legu!
    non+autenticato
  • Si vede che è ora di pranzo, neanche un commento....
    ma suppongo la diga si aprirà presto. A bocca aperta

    Personalmente non ho una competenza sufficente per poterci fare sopra un ragionamento, tranne sul fatto che nel mondo digitale è tutto veramente più complicato per quanto riguarda diritti e "prepotenze"..
    Certo che in america spesso rompono degli schemi consolidati, questo è da apprezzare, nel bene e nel male che sia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Reverendo
    > Si vede che è ora di pranzo, neanche un
    > commento....
    > ma suppongo la diga si aprirà presto. A bocca aperta
    >
    > Personalmente non ho una competenza sufficente
    > per poterci fare sopra un ragionamento, tranne
    > sul fatto che nel mondo digitale è tutto
    > veramente più complicato per quanto riguarda
    > diritti e "prepotenze"..
    >
    > Certo che in america spesso rompono degli schemi
    > i maroni
    > consolidati, questo è da apprezzare, nel bene e
    > nel male che
    > sia.
    non+autenticato