Alfonso Maruccia

HTC Nexus 9, nuove conferme

Nuove fonti anonime suggeriscono il ritorno del sodalizio Google-HTC per Nexus 9, tablet destinato a mettere in mostra le capacitÓ di Android L grazie a un hardware di primo piano. E Samsung? Ha troppo potere, direbbero al Googleplex

Roma - Il Nexus 9 di Google arriverà presto, e a produrlo sarà la taiwanese HTC: nuove indiscrezioni emergono dalle solite fonti bene informate sui fatti, dando forza ai rumors già in circolazione da mesi e aggiungendo qualche nuovo particolare sulla partita "diplomatica" giocata tra il colosso di Mountain View e i suoi partner attivi nell'ecosistema Android.

Le fonti anonime confermerebbero quindi il ritorno di fiamma tra Google e HTC, una corporation responsabile della creazione del primo dispositivi Android della linea Nexus - Nexus One - ma che non aveva nulla a che fare con il brand "purosangue" di Mountain View dal 2010. Il rapporto di HTC con il mercato dei tablet non è in condizioni migliori, visto che l'azienda non commercializza più tavolette dal 2011.

Riguardo l'esistenza di HTC Nexus 9, un indizio molto più concreto delle ultime indiscrezioni era già arrivato alcuni giorni fa dalla documentazione depositata da NVIDIA in tribunale nella sua causa contro Samsung e Qualcomm, documentazione poi "corretta" per eliminare ogni riferimento alla commercializzazione di un nuovo Nexus basato sul potente chip SoC Tegra K1.
A quanto pare, questa volta Google avrebbe preferito HTC a Samsung per la realizzazione di un dispositivo Nexus perché il gigante coreano deterrebbe "troppo potere" nel mercato degli smartphone Android: la scelta, da parte di Samsung, di installare il proprio OS Tizen al posto di Android Wear sui suoi smartwatch non avrà in tal senso aiutato a rasserenare gli animi.

L'arrivo di Nexus 9 dovrebbe coincidere con il debutto sul mercato di Android L, ultima release dell'OS mobile di Google che ha in serbo parecchie novità soprattutto sul fronte del design dell'interfaccia utente. E il lavoro degli sviluppatori androidi continua, visto che già emergono indizi - sotto forma di commenti nel codice sorgente - che puntano a una fantomatica versione "M" dell'OS.

Alfonso Maruccia
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