Tutti localizzati via cellulare

Ma solo se lo si vuole: dai Bell Labs uno strumento che potrebbe rendere più facile ai carrier proporre servizi di localizzazione. La soluzione sta nella personalizzazione del servizio

Roma - Il cellulare può far sapere dove si trova il suo padrone, ma non è detto che ciò rappresenti un rischio per la privacy. Questo, almeno, è quanto sostengono gli scienziati dei Bell Labs, i laboratori nei quali è stato creato un "network engine" capace di offrire inedite tutele all'utente di telefonia mobile.

Come noto, grazie alle triangolazioni tra le stazioni di telefonia mobile, i carrier possono conoscere la posizione pressoché esatta dell'utente e i ricercatori che fanno capo a Lucent Technologies sostengono di aver trovato un modo per trasformare questa caratteristica in una opportunità di servizio. Sebbene da tempo si parli di servizi basati sulla localizzazione, fino a questo momento le preoccupazioni per la privacy li hanno tenuti fuori dal mercato. Secondo i Bell Labs tutto ciò ora potrà cambiare.

I servizi tipici a cui si pensa quando si parla di localizzazione, infatti, sono tutti basati sulla possibilità per un operatore, poniamo un commerciante, di sapere che un potenziale cliente è nelle vicinanze: poter mandare un messaggino a quel cliente quando si avvicina può rappresentare una opportunità. Allo stesso modo un'azienda può essere interessata a interrogare tutti i propri agenti commerciali che si trovino in certe aree oppure a far loro ricevere informazioni utili al proprio lavoro quando si spostano fuori sede.
Per far sì che questi servizi non si traducano in una sorta di sorveglianza elettronica sui movimenti dell'utente 24 ore su 24, i Bell Labs intendono puntare sulla personalizzazione. Il motore di rete che hanno messo a punto, infatti, consente ad un utente di decidere in modo trasparente e rapido a chi rendere pubblici i propri movimenti e in quali occasioni: ai commercianti convenzionati ma solo in un certo orario o in una certa zona, ai familiari in qualsiasi momento, ai colleghi soltanto nell'orario di lavoro e altro ancora. Il tutto grazie ad un database che richiede risorse di calcolo modeste, che lavora molto rapidamente e che mette letteralmente in mano all'utente ogni decisione in materia. Compresa la scelta, evidentemente, di non essere "localizzato" da nessuno.

Nelle prossime settimane i Bell Labs sperano di poter iniziare una fase di testing della propria soluzione con uno o più operatori di telefonia mobile americani. Se tutto andrà per il meglio, le tecnologie sviluppate saranno con ogni probabilità proposte anche ai carrier europei ma, a quanto pare, non prima del prossimo anno.
13 Commenti alla Notizia Tutti localizzati via cellulare
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  • di sapere chi spia, quando spia e se e' autorizzato a spiare.

    mi soffermerei su questo punto per far capire che il fatto di spiare è di per se' una cosa non richiesta visto che si tratta di sapere chi sono ,dove sono e con chi sono se non do' la mia autorizzazione.

    ma di fatto spiare non e' una cosa richiesta ... tra l'altro lo dice la parola stessaSorride
    non+autenticato
  • Io ho fatto la tesi corredata da due programmi nell'ormai lontanissimo (informaticamente parlando) 2001.

    E che novità è questa??????????????
    non+autenticato
  • > Io ho fatto la tesi corredata da due
    > programmi nell'ormai lontanissimo
    > (informaticamente parlando) 2001.

    Googlando, cosa bisognerebbe cercare?
    non+autenticato
  • Per quanto un utento possa decidere a chi rendere disponibile la propria tracciatura sul tesrritorio, resta il fatto che , anche negando l'accesso a tutti i possibili interessati, si è sempre e comunque tracciati.
    Quella dei servizi di sicurezza tipo ritrovamento persone scomparse è ridicolo, i sistemi attuali permettono già di farlo senza dover istuzionalizzare la cosa, e anche istituzionalizzando il servizio non si aumenterebbe certo la precisione con cui trovi le persone, che dipende dall'infratruttura dellarete cellulare,e non dalla gestine della presenza o meno in una certa zona.

    Inoltre questi "servizi" costeranno a qualcuno, niente è gratis.

    Poniamo un servizio di pubblica utilità: sei in auto, ti vvicini ad un ingorgo e ti arriva un messaggio che dice "okkio prendi quest'altra strada", ammesso che ce ne sia una.

    Chi credete che metterà i soldi per implementare questo servizio? Qualche ente pubblico? Figuriamoci, nessuna istituzione spenderà mai questi soldi.

    La stessa cosa fatta da una rete commerciale ha invece un ritorno economico.

    Morale, i servizi di pubblica utilità in realta saranno solo in abbonamento e a pagamento pubblico, mentre quelli commerciali invaderanno la privacy e saranno, in proporzione, sempre maggiori.

    Vi saluto, vado ad acquistare una SIM a nome Wong, che a milano va tanto di moda.

    Ciao

    Bibo
    non+autenticato
  • E CREDI DI CAVARTELA COSI^?
    non+autenticato
  • corre il rischio di andare a farsi friggere.

    Le applicazioni utili sono molte, localizzare persone scomparse, in difficoltà (magari in seguito a incidenti), tenere d'occhio bambini in talune situazioni, servizi tipo gps ecc..

    Ma d'altra parte la tentazione di alcuni datori di lavoro, di alcune aziende, e potenzialmente di chiunque vuole controllarci possono essere molteplici.

    CI rimane però sempre un'arma.
    Spegnere il cellulare ma è un po' drastica.

    Spero che in Italia esca una regolamentazione seria.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Spero che in Italia esca una
    > regolamentazione seria.


    Tanto se ne fregano.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Ma d'altra parte la tentazione di alcuni
    > datori di lavoro, di alcune aziende, e
    > potenzialmente di chiunque vuole
    > controllarci possono essere molteplici.
    >

    Ah, è questo dunque il problema...

    Ma và a laurà, barbù !Arrabbiato
    non+autenticato
  • penso che in certe circostanze dove bambini (non ragazzi eh) sono costretti a frequentare zone poco raccomandabili, questa opportunità possa contribuire ad ampliare i mezzi di tutela a disposizione dei genitori.


    Ovviamente per quanto la scelta di appoggiarsi o meno a questo sistema debba ricadere giocoforza sui genitori, questi devono essere tenuti ad avvisare i loro figli (anche per evitare falsi allarmi, tipo il figlio che bigia per andare in salagiochi e si ritrova circondato dall'esercito)


    avvelenato che pensa che qualsiasi strumento, se usato saggiamente, possa rivelare la sua utilità
  • il discorso sulla tutela è giusto .
    In ogni caso ti ricordo che un minore ha gli stessi diritti di un'adulto in ogni caso ti dovresti far rilasciare la liberatoria per spiare Sorride
    non+autenticato
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