Claudio Tamburrino

UE, roaming zero a tappe

L'Italia vorrebbe fare da mediatrice tra gli operatori e le istituzioni. L'idea č quella di rendere graduale l'abbattimento delle tariffe sostenute dai cittadini europei in viaggio

Roma - Il semestre di presidenza italiana del Consiglio UE si sta caratterizzando sempre di più per l'attenzione posto ai temi dell'agenda digitale: oltre ai dibattiti sull'IVA relativa agli ebook e alla questione delle infrastrutture della banda larga, l'Italia ha intenzione di svolgere un ruolo di intermediario anche nel processo di azzeramento delle tariffe di roaming.

Lo scorso primo luglio l'Unione Europea ha stabilito che i massimali tariffari del roaming dovessero essere ulteriormente tagliati proseguendo su una strada intrapresa nel 2007 e che ha già permesso di ridurre i costi per l'utente dell'90-80 per cento.

Il traguardo per l'azzerarmento delle tariffe di roaming sarebbe stato individuata dalla Commissione Europea nel 15 dicembre 2015: tuttavia non si tratta di una data precisa e sembrano mancare ulteriori tappe intermedie.
Così, nella bozza di proposta dell'Italia, si prevederebbe un passaggio graduale dei prezzi fino a raggiungere il "roam like at home", e non un rinvio come i primi osservatori avevano riferito, oltre alla necessità di chiarire eventuali limiti del roaming zero.
L'Italia, insomma, sembra farsi portavoce degli interessi degli operatori e nella proposta si legge che gli utenti potrebbero trovarsi a godere di una quota di romaing allo stesso prezzo delle tariffe domestiche oltre alle quali gli operatori potranno aggiungere un costo extra per il servizio dall'estero.

Claudio Tamburrino
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