Alfonso Maruccia

Intel, miliardi per la partnership cinese

Chipzilla investe denari per una partecipazione di minoranza in un'azienda di stato che gestisce la realizzazione "fabless" di chip, con la speranza di aumentare la penetrazione nel settore mobile del più grande mercato mondiale

Roma - Intel ha annunciato l'acquisizione di una quota di minoranza in Tsinghua Unigroup, società sussidiaria di Tsinghua Holdings Co. interamente controllata dalle autorità cinesi e impegnata in varie iniziative hi-tech. Quello che interessa al colosso statunitense è il mercato mobile, un settore in cui la presenza di Intel è a dir poco latitante, in Cina come altrove.

In conseguenza della nuova partnership, Chipzilla acquisirà il 20 per cento di una società controllata da Tsinghua Unigroup e si concentrerà sul business di Spreadtrum Communications e RDA Microelectronics, aziende specializzate nella progettazione "fabless" di chip per dispositivi mobile destinati al mercato interno cinese.

Nell'annunciare l'operazione, Intel sottolinea come la Cina oggi rappresenti "il più grande mercato di consumo per smartphone e il più grande numero di utenti Internet del mondo", un mercato in cui la corporation intende ovviamente giocare un ruolo da protagonista anche in virtù di 29 anni di investimenti e iniziative locali già in archivio.
Al momento il business di Spreadtrum si basa su SoC ARM, mentre RDA è specializzata in chip baseband per la gestione delle trasmissioni radio dei terminali mobile. Intel ha intenzione di spingere per l'adozione delle sue tecnologie (leggi architettura x86), e non è un caso che Spreadtrum abbia già annunciato l'arrivo di un SoC Atom entro la seconda metà del 2015.

Le grandi aziende del mercato IT tradizionale puntano in maniera decisa sul mercato cinese per recuperare il terreno perso (in ambito mobile e non solo) a favore della concorrenza: anche Microsoft, in tal senso, è interessata all'espansione in Asia con Satya Nadella che sceglie la Cina come destinazione del suo primo viaggio all'estero in veste CEO della corporation. Lo scontro con Pechino sulle regole antitrust? Dettagli.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate