RFID, Garanti e profilazioni

Ne parla un lettore, preoccupato dalle tecnologie che consentono ad alcune società di procurare, e rivendere ai propri partner, profilazioni approfondite degli individui. Basta la legge a tutelare la privacy?

Roma - Caro Punto Informatico, per chi naviga e ricorda, le sorprese non finiscono mai. La privacy, almeno in Italia, a mio personale avviso sta diventando ogni giorno più utopica: questa è la conclusione a cui giungo, leggendo il Tuo articolo del 12 Dicembre, intitolato Garanti Privacy: occhio agli RFID. In esso, infatti, si riporta quanto espresso nella newsletter del Garante italiano, in cui sono espressi timori tutt'altro che infondati. Per esprimere correttamente le mie perplessità debbo prima illustrare un quadro applicativo pratico.

A molti di noi è capitato di entrare in alcune grandi librerie (senza fare nomi) e, pur avendo pagato regolarmente, ci siamo imbattuti nella "dimenticanza" della cassiera che, non avendo rimosso l' "antifurto" dal libro, ci ha involontariamente fatto fare "la figura dei ladri" mentre attraversavamo il varco d'uscita (quello dove siamo obbligati a passare in mezzo a due strutture, alte quasi quanto una persona, dalla forma di uno spesso rettangolo con gli spigoli arrotondati, che sopra ha montata una luce rossa). "Beep, beep...", "Signore, scusi, dobbiamo controllare!". Finiti i controlli di rito e mostrato lo scontrino, si toglie l' "antifurto" dimenticato nel libro e, come d'incanto, usciamo felici e "riabilitati", senza udire quel fastidioso beep.

Quell'antifurto può essere due cose: una semplice striscia magnetica, il cui effetto è quello di assorbire molta (ma in quantità conosciuta) della radiofrequenza che scorre tra i due rettangoli che attraversiamo, facendo scattare l'allarme; oppure, può essere una RFID. E quest'ultima, una volta fuori dall'esercizio, avrebbe esaurito la sua ragion d'essere, per cui potremmo (e dovremmo) distruggerla. Se non lo facciamo, continuando a tenerla nel nostro libro, ci portiamo appresso un perfetto "segnalatore". Trattandosi, infatti, di un dispositivo a radiofrequenza, privo di batterie perché autoalimentato dalla radiofrequenza stessa, esso può essere riattivato in qualsiasi momento. Vi è quindi la possibilità, non solo teorica, di sapere altrettanto in qualsiasi momento dove si trova quel libro.
La stessa cosa può avvenire con qualsiasi oggetto in qualsiasi esercizio commerciale, compresi supermercati. Se l'applicazione "di facciata" è quella di automatizzare le operazioni commerciali (riconoscimento del bene, aggiornamento inventario e pagamento), quella - giustamente - paventata dai Garanti è la "profilazione" nascosta della clientela. E' cosa nota, ormai, che le grandi catene commerciali si servono di strumenti avanzati, quali il Data Mining: come avrebbero potuto scoprire, altrimenti, tra migliaia di scontrini, che c'è un motivo preciso per cui esiste una rilevante fascia di clienti che acquista pannolini e aperitivi? Il motivo c'è: sono coppie giovani, che hanno appena procreato; essendo giovani hanno ancora voglia di fare vita sociale ma, non avendo tempo di uscire, la fanno in casa. Risultato: aperitivi e pannolini saranno disposti "inspiegabilmente" vicini. Se poi quella coppia, giunta alla cassa, paga con il Bancomat o, peggio, con la carta di credito, scatta un nuovo livello di profilazione.

In tutto questo non mi sento a mio agio e per capire quanto sono diffuse certe tecniche, visto che siamo su Punto Informatico, basta dare un'occhiata in rete. Vi risparmio di trascorrere qualche ora sui motori di ricerca (se volete approfondire, lanciate su Google questa ricerca e, mentre leggete i vari siti, pensate alla privacy: vi verranno i brividi). Apritevi direttamente, in una nuova finestra, il sito di una società come Consodata: leggete con attenzione di che e di chi si tratta. Si tratta di una S.p.A. (Società per Azioni) che è il risultato della fusione tra Giallo Dat@ spa e Consodata Italia srl, fusione compiuta in seguito all'acquisizione, da parte del gruppo Seat Pagine Gialle, di CONSODATA S.A. francese.

Le loro attività sono: Marketing One-to-One; Marketing Intelligence; E-mail Marketing; Database Management. Spiego come tali attività sono illustrate dall'Azienda stessa.

Il Marketing One-to-One è la disponibilità di un ampio patrimonio di informazioni utili per indirizzare al meglio il marketing al singolo individuo, conoscendo di esso il più possibile. La Marketing Intelligence è, come dice il termine stesso - etimologicamente intelligere significa "sapere prima" - l'attività di reperimento ed accumulo di dati dei quali non si sospetta l'esistenza a partire da quelli che si conoscono (vedi esempio pannolini e aperitivi) al fine di "preindirizzare" il marketing prima ancora di svolgerlo; il tutto è realizzato con il supporto di strumenti informatici di Data Mining (e, in certi casi, anche di Text Mining, n.d.r.). L'E-mail Marketing credo non abbia bisogno di essere illustrato: campagne di marketing via e-mail. Infine, il Database Management, pur essendo tradizionale, nel caso di Consodata porta valore aggiunto sotto forma di arricchimento dati del cliente e di strumenti evoluti di accesso e di analisi contenuti.

Ovvio dunque che strutture del genere mettano a disposizione la propria intelligence per sviluppare servizi di profilazione che, in un caso come quello esaminato, è oltretutto arricchito dalla contestuale disponibilità degli elenchi telefonici e delle Pagine Gialle.

Consodata naturalmente opera nella legalità ma io, da qui, mi chiedo fino a che punto questo genere di attività siano giustificabili sul piano etico se non su quello giuridico, se davvero non rappresentino invece una minaccia per la nostra privacy e se davvero il Garante, su casi come questo, non debba intervenire per scongiurare che ad una maggiore penetrazione delle tecnologie corrisponda anche una maggiore trasparenza dei nostri dati.

Lettera Firmata
TAG: privacy
9 Commenti alla Notizia RFID, Garanti e profilazioni
Ordina
  • Scusate...
    ma non capisco perché avete così paura della 'profilazione'.
    E' uno strumento di marketing... come tanti altri.

    Possiamo scegliere di non fare le carte fidaty
    Possiamo scegliere di pagare solo in contanti.
    Possiamo scegliere di andare nel negozio sotto casa, invece che al supermarket.
    Possiamo scegliere i prodotti da comprare.
    Possiamo scegliere una vita più essenziale.
    Possiamo fare quello che vogliamo.

    Perché tanta paura, allora?
    (è una domanda seria. No flame, please)

  • - Scritto da: Hydargos
    > Scusate...
    > ma non capisco perché avete
    > così paura della 'profilazione'.
    > E' uno strumento di marketing... come tanti
    > altri.

    Potremmo anche chiederci se il marketing è davvero necessario o quantomeno utile, ma non voglio diventare troppo filosofico....

    >
    > Possiamo scegliere di non fare le carte
    > fidaty

    e pagare di più

    > Possiamo scegliere di pagare solo in
    > contanti.
    > Possiamo scegliere di andare nel negozio
    > sotto casa, invece che al supermarket.

    rinunciando alle economie di scala

    > Possiamo scegliere i prodotti da comprare.

    tra quelli che ci raggiungono e tra quelli che conosciamo

    > Possiamo scegliere una vita più
    > essenziale.
    > Possiamo fare quello che vogliamo.

    Forte come affermazione....

    >
    > Perché tanta paura, allora?
    > (è una domanda seria. No flame,
    > please)

    Non è paura. E' autodifesa. Ogni informazione che può essere usata contro di te lo sarà.
    Se scopro che sono l'unico supermercato nella tua zona a vendere un tipo di prodotto di nicchia al quale tu non sai rinunciare, posso spellarti.
    Se scopro che dalle 10 alle 11 le code alle casse sono "troppo corte", posso spostare le cassiere a muovere prodotti sugli scaffali (e tu farai più coda).
    Se scopro che ad un certo prodotto tu associ un valore maggiore del prezzo a cui lo vendo, posso aumentare il prezzo (ricordiamoci che lo scopo del commercio non è aumentare l'efficienza, ma aumentare la differenza tra il costo e il prezzo di vendita a parità di volume, o comunque di "ottimizzare" (=massimizzare) il prodotto (prezzo-costo) x volume).
    Potrei continuare per ore.
    Le soluzioni che difendono anche te esistono, ma non si vogliono implementare.
    Troppe telecamere a spiare? Servono per individuare gli autori dei reati? Allora stabiliamo che: la registrazione è codificata con chiave pubblica della magistratura. La registrazione è disponibile solo mediante ispezione fisica della telecamera, permessa solo con mandato del giudice (niente collegamenti in rete). Solo la magistratura può vederla.
    L'RFID aiuta la supply chain? RFID permette di evitare il taccheggio? Bene. Che sia obbligatoria la disattivazione da ogni prodotto regolarmente pagato salvo diversa richiesta del cliente.
    Il data mining è utile? Le informazioni migliorano i prodotti nell'interesse del cliente? Allora sia obbligatorio rendere pubblico ad ogni cliente tutte le informazioni sul suo conto e tutte le query che lo hanno identificato. Non è costoso, basta un sito web con una buona security.
    E così via.
    Perchè non si fa? Perchè ci sono altri interessi dietro. Leggi "Lo Stato Servile" di Hilarie Belloc (LiberiLibri) e sarà evidente quali sono questi interessi nascosti.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Hydargos
    > > Scusate...
    > > ma non capisco perché avete
    > > così paura della 'profilazione'.
    > > E' uno strumento di marketing... come
    > tanti
    > > altri.
    >
    > Potremmo anche chiederci se il marketing
    > è davvero necessario o quantomeno
    > utile, ma non voglio diventare troppo
    > filosofico....
    >
    > >
    > > Possiamo scegliere di non fare le carte
    > > fidaty
    >
    > e pagare di più
    >
    > > Possiamo scegliere di pagare solo in
    > > contanti.
    > > Possiamo scegliere di andare nel negozio
    > > sotto casa, invece che al supermarket.
    >
    > rinunciando alle economie di scala
    >
    > > Possiamo scegliere i prodotti da
    > comprare.
    >
    > tra quelli che ci raggiungono e tra quelli
    > che conosciamo
    >
    > > Possiamo scegliere una vita più
    > > essenziale.
    > > Possiamo fare quello che vogliamo.
    >
    > Forte come affermazione....
    >
    > >
    > > Perché tanta paura, allora?
    > > (è una domanda seria. No flame,
    > > please)
    >
    > Non è paura. E' autodifesa. Ogni
    > informazione che può essere usata
    > contro di te lo sarà.
    > Se scopro che sono l'unico supermercato
    > nella tua zona a vendere un tipo di prodotto
    > di nicchia al quale tu non sai rinunciare,
    > posso spellarti.
    > Se scopro che dalle 10 alle 11 le code alle
    > casse sono "troppo corte", posso spostare le
    > cassiere a muovere prodotti sugli scaffali
    > (e tu farai più coda).
    > Se scopro che ad un certo prodotto tu associ
    > un valore maggiore del prezzo a cui lo
    > vendo, posso aumentare il prezzo
    > (ricordiamoci che lo scopo del commercio non
    > è aumentare l'efficienza, ma
    > aumentare la differenza tra il costo e il
    > prezzo di vendita a parità di volume,
    > o comunque di "ottimizzare" (=massimizzare)
    > il prodotto (prezzo-costo) x volume).
    > Potrei continuare per ore.
    > Le soluzioni che difendono anche te
    > esistono, ma non si vogliono implementare.
    > Troppe telecamere a spiare? Servono per
    > individuare gli autori dei reati? Allora
    > stabiliamo che: la registrazione è
    > codificata con chiave pubblica della
    > magistratura. La registrazione è
    > disponibile solo mediante ispezione fisica
    > della telecamera, permessa solo con mandato
    > del giudice (niente collegamenti in rete).
    > Solo la magistratura può vederla.
    > L'RFID aiuta la supply chain? RFID permette
    > di evitare il taccheggio? Bene. Che sia
    > obbligatoria la disattivazione da ogni
    > prodotto regolarmente pagato salvo diversa
    > richiesta del cliente.
    > Il data mining è utile? Le
    > informazioni migliorano i prodotti
    > nell'interesse del cliente? Allora sia
    > obbligatorio rendere pubblico ad ogni
    > cliente tutte le informazioni sul suo conto
    > e tutte le query che lo hanno identificato.
    > Non è costoso, basta un sito web con
    > una buona security.
    > E così via.
    > Perchè non si fa? Perchè ci
    > sono altri interessi dietro. Leggi "Lo Stato
    > Servile" di Hilarie Belloc (LiberiLibri) e
    > sarà evidente quali sono questi
    > interessi nascosti.

    http://web.venet.net/libridelponte/det-libro.asp?I...
    Intendi questo?

    Ma è tutto discorsivo con dati e teorie o racconta anche episodi reali prendendoli come riferimento?
    GrazieSorride
    pieggi
    non+autenticato
  • > Potremmo anche chiederci se il marketing
    > è davvero necessario o quantomeno
    > utile,

    Utile di sicuro... Necessario? Nè Più nemmeno di tante altre cose, nel commercio. La pubblicità è "necessaria" ?

    >
    > e pagare di più
    >

    Pagare, forse, quanto dal negozio sotto casa....

    >
    > rinunciando alle economie di scala
    >

    Perché, è obbligatorio utilizzarle ?

    > > Possiamo scegliere i prodotti da
    > comprare.
    >
    > tra quelli che ci raggiungono e tra quelli
    > che conosciamo

    Basta imparare ad essere 'essenziali'...

    >
    > > Possiamo scegliere una vita più
    > > essenziale.
    > > Possiamo fare quello che vogliamo.
    >
    > Forte come affermazione....

    Appunto.


    > Se scopro che sono l'unico supermercato
    > nella tua zona a vendere un tipo di prodotto
    > di nicchia al quale tu non sai rinunciare,
    > posso spellarti.

    Forse perché non sappiamo più cosa sia l'essenzialità. Ovviamente vale per i prodotti superflui. Per quelli necessari si chiamerebbe 'monopolio'.

    > Se scopro che dalle 10 alle 11 le code alle
    > casse sono "troppo corte", posso spostare le
    > cassiere a muovere prodotti sugli scaffali
    > (e tu farai più coda).

    Ottimizzazione delle risorse. Nel bar sotto il mio ufficio, tra le 8.00 e le 9.30 ci sono tre barristi. Il resto della mattinata uno solo, gli altri sono a fare altro. E' normale.

    > (ricordiamoci che lo scopo del commercio non
    > è aumentare l'efficienza, ma
    > aumentare la differenza tra il costo e il
    > prezzo di vendita a parità di volume,
    > o comunque di "ottimizzare" (=massimizzare)
    > il prodotto (prezzo-costo) x volume).

    Hai ragione. Ma non è una novità. E' così dalle origini del commercio.....

    Taglio il resto, ma non fraintendermi. Sono generalmente daccordo con te. Ma in questa partita le carte 'buone' (euro) le abbiamo noi. Basta giocarle bene.
    Quello che non capisco è questa paura di un 'entità' che sta sopra tutto e tutti, che decide per noi, che ci fa solo del male.
    Questa 'entità', ammesso che ci sia, la possimo guidare dove e come vogliamo. Basta stare *tutti* un pochino più accorti. Non è difficile.


    > Perchè non si fa? Perchè ci
    > sono altri interessi dietro. Leggi "Lo Stato
    > Servile" di Hilarie Belloc (LiberiLibri) e
    > sarà evidente quali sono questi
    > interessi nascosti.

    Grazie, lo faro.

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Non è paura. E' autodifesa. Ogni
    > informazione che può essere usata
    > contro di te lo sarà.

    Sei esagerato: io ho lavorato nella sezione informatica di una grossa catena di supermercati e so perfettamente come funzionano queste cose.

    > Se scopro che sono l'unico supermercato
    > nella tua zona a vendere un tipo di prodotto
    > di nicchia al quale tu non sai rinunciare,
    > posso spellarti.

    Ridicolo: i grossi supermercati lavorano solo su grandi numeri: se c'e' un prodotto che hanno solo loro in esclusiva e non ne vendono abbastanza pezzi (lo compri solo tu), non aumenta di prezzo, ma sparisce.

    > Se scopro che dalle 10 alle 11 le code alle
    > casse sono "troppo corte", posso spostare le
    > cassiere a muovere prodotti sugli scaffali
    > (e tu farai più coda).

    Ma cosi' facendo possono risparmiare sul personale e tenere i prezzi piu' bassi.
    Il lavoro dei supermercati e' quello di vendere.
    Per vendere devono battere la concorrenza.
    La concorrenza si batte in un solo modo: con prezzi piu' bassi.
    I prezzi si abbassano anche tagliando le spese...

    > Se scopro che ad un certo prodotto tu associ
    > un valore maggiore del prezzo a cui lo
    > vendo, posso aumentare il prezzo
    > (ricordiamoci che lo scopo del commercio non
    > è aumentare l'efficienza, ma
    > aumentare la differenza tra il costo e il
    > prezzo di vendita a parità di volume,
    > o comunque di "ottimizzare" (=massimizzare)
    > il prodotto (prezzo-costo) x volume).
    Non e' cosi' semplicistica la cosa.
    Forse il lattaio sotto casa puo' fare un ragionamento simile, non una catena di supermercati.
    Prima di aumentare il prezzo del prodotto a te, tagliano all'inverosimile tutto l'indotto: trasporti, pagamenti dei fornitori, costi interni ed esterni, magari riducono la quantita' per diminuire gli sprechi.

    Tutte le informazioni raccolte dalle statistiche di vendita sono utilizzate essenzialmente per sapere quello che la clientela compra. Sapendo che la clientela compra quei prodotti in quelle quantita' possono gestirne l'acquisto dai fornitori in modo piu' oculato, ottenere prezzi migliori e quindi rivendere a costi inferiori della concorrenza.

    > Potrei continuare per ore.
    Si, ma con quale competenza?
    Io ci ho lavorato in quei posti. I dati delle vendite passavano per le mie mani. E io li mettevo a disposizione ai reparti di gestione magazzino.
    A nessuno del supermercato frega di sapere che il sig.Rossi compra pasta Barilla. Quello che frega e' di sapere che la settimana scorsa sono stati venduti 30 q.li di pasta e che quindi e' inutile ordinare 50 q.li alla Barilla.
    Ne comprano solo 30, risparmiano sul trasporto e lo stoccaggio e la settimana dopo trovi sullo scaffale la pasta ad un centesimo di meno!

    > Il data mining è utile? Le
    > informazioni migliorano i prodotti
    > nell'interesse del cliente? Allora sia
    > obbligatorio rendere pubblico ad ogni
    > cliente tutte le informazioni sul suo conto
    > e tutte le query che lo hanno identificato.
    Cioe' che cosa dovrebbero fare? Telefonarti a casa per dirti che da una query e' uscito il tuo numero della tessera del supermercato?

    > Non è costoso, basta un sito web con
    > una buona security.
    Perche' secondo te la signora Maria, cliente del supermercato, si collega al sito web per sapere se e' finita in qualche query?
    Quando hai fatto la tessera del supermercato hai firmato una clausola in cui autorizzi il trattamento dei tuoi dati ad uso interno. Non ti sta bene? Non firmare. Niente tessera, niente sconti.

    > E così via.
    > Perchè non si fa? Perchè ci
    > sono altri interessi dietro. Leggi "Lo Stato
    > Servile" di Hilarie Belloc (LiberiLibri) e
    > sarà evidente quali sono questi
    > interessi nascosti.
    Si, anche Harry Potter prende il treno che parte dal binario cinque e un quarto. E' un binario nascosto, come quegli interessi li'...

    non+autenticato
  • Bah....
    Gli RFID sarebbero solo uno strumento in più.
    Già oggi praticamente tutti i supermercati propongono le carte "fidelity": le carte con cui si possono accumulare punti sugli acquisti per ottenere omaggi e sconti.
    Visto che queste carte sono ottenute a fronte di una registrazione di tutti i dati del cliente (indirizzo, tel, nucleo familiare, etc) consentono un'analisi molto dettagliate delle preferenze del cliente perchè mettono in relazione il cliente con lo scontrino.
    Questo significa che il supermercato conosce esattamente chi compra cosa e quando. Con questi dati è banale stilare statistiche rispetto alla frequenza degli acquisti, agli orari preferiti, al nucleo familiare, all'età, al tipo di lavoro, ... come cambiano gli acquisti a Natale (tredicesima/quattrordicesima) ... quando vai in vacanza... etc. etc. etc.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Già oggi praticamente tutti i
    > supermercati propongono le carte "fidelity":

    Pazzesco, io infatti per usufruire degli sconti gli ho dato dei dati completamente inesistenti e ogni volta che le "azzero" ( usando i punti per avere degli sconti ) ne faccio una nuova con altri dati assurdi...
    Sono comunque dati utili per loro, ma forse un po' meno...
    Purtroppo e' il sistema che ti porta a fare quello che vogliono...
    Ho la tesserina perche' cosi' ho gli sconti...
    non+autenticato
  • Sono daccordo con le considerazioni.
    A fini commercili si ritiene tutto lecito.

    L'unico appunto che faccio è che se non sbaglio gli rfid hanno raggio d'azione limitato a pochi metri, dico bene?

    Ritengo che il motivo principale sia veramente, all'inizio almeno, risparmiare costi di magazzino, che dubito si tradurranno in risparmio per l'utente (perchè?).
    Però la profilazione della clientela è un aspetto "secondario" (per ora) che fa molto gola, per poi divenire probabilmente uno il motivo principale.

    La privacy sta cominciando ad essere una delle libertà da conquistare del nuovo millennio (dopo libertà alla schiavitù, di parola, di voto, di informazione ...).
    non+autenticato
  • Le possibilità di "sorveglianza" sono tali e tanti e così raffinate che nessuno, (legge, garante, authority, ecc....) sarà in grado di garantire un minima forma di privacy.
    Inutile illudersi, se la tecnologia può fare qualcosa lo farà. Orwell aveva ragione; si è solo sbagliato di una ventina d'anni e, per ora (ma solo in parte) sul tipo di politica che governa il mondo.
    non+autenticato