Grande Fratello, consegnata la petizione

Quasi 8.500 firme sostengono la battaglia contro il decreto sulla data retention. Ieri a Roma erano presenti anche i provider, che criticano il provvedimento varato sotto Natale. Ulteriori critiche anche dal Garante

Roma - Come preannunciato, ieri è stato il giorno della consegna ai presidenti di Camera e Senato della petizione elettronica di QuintoStato contro il decreto varato dal Governo nei giorni immediatamente precedenti al Natale, il decreto sulla data retention immediatamente rinominato "Grande Fratello" dai suoi detrattori.

A firmare la petizione, che si scaglia contro il decreto, sono stati in queste settimane 8.432 utenti internet che hanno così dato forza alle critiche sul provvedimento che prevede una estensione notevole dei tempi nei quali i provider dovranno conservare i dati del traffico internet o telefonico dei propri clienti.

Ieri, giornata di mobilitazione contro il decreto indetta dall'associazione Il Secolo della Rete, sono tornati sulla questione anche i due parlamentari Verdi, Fiorello Cortiana e Paolo Cento, che avevano stigmatizzato la nuova normativa fin dal suo primo apparire.
"In nome della lotta al terrorismo - hanno dichiarato i due parlamentari - si vuole introdurre una legislazione di emergenza che lede il principio di libertà e privacy dei cittadini". In particolare, hanno spiegato, si vuole "mettere sotto controllo l'uso di Internet in Italia". "Al recente WSIS indetto dall'ONU, l'Italia si era schierata contro la richiesta della Cina e di Cuba, stati notoriamente non democratici, di mettere sotto tutela Internet, pare che tornati in Italia se ne siano dimenticati".

A dichiararsi ancora una volta contrari al provvedimento sono stati ieri anche i provider dell'AIIP. Il presidente dell'associazione degli operatori internet, Paolo Nuti, ha sottolineato come le nuove misure siano inserite paradossalmente in una normativa che ha per titolo "Riorganizzazione dei tribunali delle acque" e ha insistito sul fatto che, seguendo la concertazione già in programma con tutte le parti, a partire dal Garante per la privacy, si sarebbe potuto fare di più e meglio in breve tempo.

In conferenza stampa sono stati riassunti i motivi della contestazione al decreto, che riportiamo qui di seguito:

- è incostituzionale, in quanto contravviene all'articolo 15 relativo alla inviolabilità delle comunicazione postali, estensivamente cartacee o elettroniche.
- consente un controllo capillare di ogni utilizzo e di ogni percorso visitato o trasmesso attraverso internet
- esternalizza sui provider una spesa ingente per il mantenimento dei dati, cioè locazioni fisiche quali server e dischi fissi presso cui immagazzinare i dati
- è assolutamente incoerente con tutte le posizioni su l'uso delle nuove tecnologie del Governo, non ultimo il documento sottoscritto al World Summit of the Information Technology, dove il Ministro Stanca ha molto insistito sulla autoregolazione di Internet
- è assolutamente inefficace per motivi tecnici: basti pensare che la sincronizzazione degli orologi da parte dei provider non è regolata, per cui potrebbe risultare che l'indagato era connesso quando in realtà non lo era affatto
- non ricorre minimamente il requisito di necessità e urgenza richiesto per i Decreti Legge.

Dal canto suo, il Garante per la privacy Stefano Rodotà, nel corso di una audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera, ha ribadito le sue forti perplessità per un decreto che minaccia alcune fondamentali libertà costituzionali. "Anche da un punto di vista pratico - ha osservato Rodotà - il decreto non è attuabile: gestire tutto il traffico della rete è una operazione immane, tecnicamente ed economicamente. I provider non potranno sostenerne i costi. E, come se non bastasse, la norma potrebbe essere facilmente elusa: basterà infatti collegarsi a un provider straniero per non sottostare alla legge italiana".
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8 Commenti alla Notizia Grande Fratello, consegnata la petizione
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  • Salve a tutti...
    Noi dell'Anacron Group Italy vi invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione da noi indetta per giorno 16 FEBBRAIO 2004 contro il governo italiano...per protestare contro il decreto GRANDE FRATELLO...
    Visitate il nostro sito www.anacron.altervista.org ed andate nella sezione /protest ; li troverete le nostre motivazioni e l'occorrente per seguirci nella manifestazione...
    Vi aspettiamo numerosi...
    Che il nostro grido di protesta possa alzarsi maestoso...

    .::Anacron Group Italy::.
    non+autenticato
  • faremo un po' di bla bla per qualche giorno , loro faranno orecchi da mercante e hop

    probabilmente i provider non ci staranno perchè è impossibile starci

    quando succederà qualcosa il potere chiederà i dati ai provider e quello di turno verrà denunciato e chiuderà

    e così succederà finchè non cambieranno la legge, dopo che tutti i provider piccini ma professionali avranno chiuso i battenti
    non+autenticato
  • >...
    Perchè nessuno ha ancora detto nulla in difesa o solo come scusante per questo? Stanno veramente facendo orecchie da mercante?
    >...
    > quando succederà qualcosa il potere
    > chiederà i dati ai provider e quello
    > di turno verrà denunciato e
    > chiuderà

    Quindi indipendentemente da quel qualcosa il povero provider di turno verrà chiuso? Bello. Sono sempre più contento di vivere in un paese civile e soprattutto libero...Deluso:|:|In lacrimeIn lacrimeIn lacrimeIn lacrime
    non+autenticato
  • Non credo chiudera'.

    Quando qualche magistrato gli chiedera' i terabyte di log del traffico del signor X, e naturalmente lui (l'ISP) non li produrra', dopo una settimana o due si becchera' una denuncia.

    Ora, non conosco il decreto, ma suppongo che le sanzioni previste possano essere anche di carattere penale. Senno' vorrebbe dire che tal decreto e' solo fatto apposta per spianare il mercato agli ISP piu' grandi e danarosi, tanto valeva allora dichiarare illegali i piccoli providers e bona le'...

    Allora, partira' la denuncia, il processo, se va bene, si fara' dieci o dodici anni dopo, poi ci saranno gli altri due gradi di giudizio (vogliamo fare almeno cinque anni minimo ciascuno?), nel frattempo il nostro ISP sara' probabilmente gia' pensionato, o si occupera' d'altro, o sara' altrove che in Italia.

    Saran cambiati altri tre o quattro, o cinque governi, ed il decreto magari sara' stato pure modificato/cancellato/superato dai fatti o dalla tecnologia o dal comune buonsenso.

    O semplicemente, come merita, dimenticato.

    Rey_
    146
  • - Scritto da: Rey_

    > Saran cambiati altri tre o quattro, o cinque
    > governi, ed il decreto magari sara' stato
    > pure modificato/cancellato/superato dai
    > fatti o dalla tecnologia o dal comune
    > buonsenso.
    >
    > O semplicemente, come merita, dimenticato.
    >
    temo invece questoDeluso

    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=5186...

    e così succederà finchè non cambieranno la legge, dopo che tutti i provider piccini ma professionali avranno chiuso i battenti

    ==================================
    Modificato dall'autore il 22/01/2004 16.16.56
    non+autenticato
  • > quando succederà qualcosa il potere
    > chiederà i dati ai provider e quello
    > di turno verrà denunciato e
    > chiuderà

    Ecco.
    Così possiamo chiudere il monopolio di Telecom.

    h724
    non+autenticato
  • "Riorganizzazione dei tribunali delle acque"

    Certo che sono proprio RIDICOLI: e' chiaro anche a questi parlamentari disgraziati che si tratta di NORME TRUFFALDINE e per questo cercano di dissimularle all interno di altre normative....
    E' UN' indecenza, sono delle persone quallide ed indecenti.
  • in effetti anche se fossi uno che per mestiere cerco le nuove leggi in materia informatica/telematica, leggendo la GU una legge con questo titolo la salto al volo

    mi chiedo se sia costituzionale il mettere delle norme palesemente fuori dal titolo della legge. credo che un avvocato possa basare la sua difesa su questo punto

    - Scritto da: Alessandrox
    > "Riorganizzazione dei tribunali delle acque"
    >
    > Certo che sono proprio RIDICOLI: e' chiaro
    > anche a questi parlamentari disgraziati che
    > si tratta di NORME TRUFFALDINE e per questo
    > cercano di dissimularle all interno di altre
    > normative....
    > E' UN' indecenza, sono delle persone
    > quallide ed indecenti.
    non+autenticato