Claudio Tamburrino

Internet Governance con l'Italia al centro

Mentre la Commissione voluta da Boldrini affina prima bozza della Carta dei Diritti, l'Europa sembra aver trovato il modo di far fronte comune per dibattere seriamente di gestione delle infrastrutture di Internet

Roma - L'Europa sembra aver trovato una posizione comune per quanto riguarda la politica digitale: il fulcro che ha permesso di raggiungere la definitiva intesa sembra essere stata l'Italia, che sta sfruttando i poteri di agenda del suo semestre di presidenza del Consiglio d'Europa per affrontare proprio le questioni legate a connettività, Internet e diritti online.

L'occasione nella quale i paesi membri sono riusciti a confrontarsi per raggiungere una posizione unica e condivisa sull'Internet Governance è stata la riunione informale dei 28 ministri UE delle Comunicazioni. Peraltro, già nei giorni scorsi l'Italia aveva avuto modo di avanzare la sua posizione su tali questioni: in occasione dell'incontro tra il presidente e CEO di ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) Fadi Chehadé ed i rappresentanti italiani del Ministero alle Comunicazioni, Roma aveva avuto modo di delineare quella che rappresentava già la posizione europea sulla questione, cioè la volontà di coinvolgere governi e altre parti in causa (dalle università alle associazioni non governative) nel dibattito apertosi sul fronte dell'Internet Governance.

Il nuovo dibattito era scaturito dall'annuncio da parte della National Telecommunications and Information Administration (NTIA) del Dipartimento del Commercio USA di voler cedere il controllo sulla gestione dei server DNS e sull'amministrazione dei cambiamenti del root zone file ad ICANN, completando la transizione che ha portato il governo degli Stati Uniti a svolgere un ruolo sempre più marginale nel controllo dell'infrastruttura centrale della moderna rete telematica mondiale. Una scelta, quella dell'NTIA, che coincide con le rivelazioni di Edward Snowden nello scandalo Datagate.
Proprio in rapporto a questa transizione, il viceministro Giacomelli ha riferito di voler aprire "una nuova fase di interlocuzione con gli USA" e con Icann, "ponendo l'Europa come un soggetto politico istituzionale, protagonista dei processi in atto e con parole importanti da dire" ed in quest'ottica sarà particolarmente importante il documento unico che sarà redatto in seno alle istituzioni europee e - come ha sottolineato ora Neelie Kroes - in "piena sintonia con la presidenza italiana". Come si legge nel documento finale dell'incontro, intanto, gli Stati membri vogliono far sì che l'UE parli con una voce sola in tale processo relativo alle funzioni IANA, in modo tale da favorire l'adozione di un meccanismo di scelta trasparente ed inclusivo.

Legata a doppio filo con la questione dell'infrastruttura di Internet, vi è poi il dibattito sui diritti online, punto su cui l'Italia vorrebbe essere altrettanto centrale.
Le due questioni, d'altra parte, sono interconnesse: alla base del funzionamento di Internet c'è un accordo continuo sui protocolli di rete e sui formati dei dati e ciò significa che la standardizzazione tecnica è fondamentale. D'altra parte la scelta di uno standard rispetto ad un altro finisce per influenzare il comportamento delle macchine ed, inevitabilmente, delle persone. A tale questione c'è da aggiungere quella relativa alla gestione e all'assegnazione di risorse come sono i nomi a dominio, gli indirizzi IP ed i protocol port numbers, tutti limitati ed esclusivi. La loro amministrazione - dunque - chiama in causa diritti e doveri.

Così mentre a Milano i ministri europei parlavano di come affrontare la questione della governance, in Italia è stata presentata anche la prima bozza della proposta di Bill of Rights di Internet, la nuova carta costituzionale che - sulla scorta del Marco Civil brasiliano - affronti a livello nazionale la questione dei diritti e dei doveri online.

Si tratta del lavoro della Commissione di studio per la redazione di principi e linee guida in tema di garanzie, istituita ad hoc dalla presidente della Camera Laura Boldrini.

"Considerare Internet uno dei vari media è riduttivo e improprio - ha commentato Boldrini - Internet è molto di più: è una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società; una dimensione diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza".
La bozza attende ora la sintesi del presidente della Commissione Stefano Rodotà.

Claudio Tamburrino
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8 Commenti alla Notizia Internet Governance con l'Italia al centro
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  • L'unica cosa che gli italiani sanno fare (e non bene certamente) è continuare a produrre norme su norme su norme...
    Addirittura anche dall'estero ci viene riconosciuta questa condizione di "normatori".
    Un paese di esserucoli e di omuncoli tutti tesi a preservare il loro orticello a scapito degli altri.
    Ci meritiamo tutto quello che sta succedendo.
    E aggiungo che se dovesse accadere il peggio, sarei contento che questo paese ormai popolato da cadaveri, venisse occupato da qualche popolo meno dissennato (non "più assennato", perché non ce n'è...).
    non+autenticato
  • MA NON I FRANCESI, PER CARITA'!!!
    non+autenticato
  • Parlano di Digitale e invece di fare una riunione in teleconferenza (con risparmio di tempo e denaro) si fanno una bella riunione fisica (e analogica) con dispendi vari (mezzi di trasporto, scorte, vitti e alloggi di lusso, ecc.).
    Annamo bene !
    non+autenticato
  • > Parlano di Digitale e invece di fare una riunione
    > in teleconferenza (con risparmio di tempo e
    > denaro) si fanno una bella riunione fisica (e
    > analogica) con dispendi vari (mezzi di trasporto,
    > scorte, vitti e alloggi di lusso, ecc.).


    È un'osservazione che fanno da diversi anni anche ad altri livelli, ad esempio per le riunioni del G-8 e del G-20, che costano una paccata di soldi (cit.) e comportano misure di sicurezza invasive. La risposta a questi rilievi è che stare a un tavolo a pochi centimetri da un capo di Stato in carne ed ossa, con cui tra l'altro si può conferire in privato finita la riunione, è cosa diversa da un'immagine sullo schermo. Il rapporto umano.
    Sicuramente in alcune riunioni la questione dell'intercettabilità delle comunicazioni ha un grande peso.
    Anche il prossimo incontro dell'ICANN si terrà in un hotel di Los Angeles:

    http://la51.icann.org/en/
  • - Scritto da: Leguleio
    > La risposta a questi rilievi
    > è che stare a un tavolo a pochi centimetri da un
    > capo di Stato in carne ed ossa, con cui tra
    > l'altro si può conferire in privato finita la
    > riunione, è cosa diversa da un'immagine sullo
    > schermo. Il rapporto umano.

    Balle. A condurre i veri negoziati sono gli sherpa diplomatici, e quando i big arrivano al tavolo è solo un gesto simbolico per le televisioni e la propria auto celebrazione, dato che tutto è già stato negoziato e deciso.
  • > > La risposta a questi rilievi
    > > è che stare a un tavolo a pochi centimetri da un
    > > capo di Stato in carne ed ossa, con cui tra
    > > l'altro si può conferire in privato finita la
    > > riunione, è cosa diversa da un'immagine sullo
    > > schermo. Il rapporto umano.

    > Balle. A condurre i veri negoziati sono gli
    > sherpa diplomatici, e quando i big arrivano al
    > tavolo è solo un gesto simbolico per le
    > televisioni e la propria auto celebrazione, dato
    > che tutto è già stato negoziato e
    > deciso.

    È così per tutto. Il fatto che ci siano accordi sottobanco, o comunque accordi privilegiati a due o a tre condomini, non significa che non si debba più tenere la riunione condominiale.
  • "Considerare Internet uno dei vari media è riduttivo e improprio - ha commentato Boldrini - Internet è molto di più: è una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società; una dimensione diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza".

    Queste immagino siano le vere parole della terza carica dello Stato, onorevole Laura Boldrini.
    Poi ogni due per tre capitano titoli che le attribuiscono frasi come questa:

    http://www.repubblica.it/politica/2013/05/03/news/.../

    I media sono rapaci, sono avidi di falsi scoop che attirano molti clic. Ma anche lei farebbe bene a evitare di parlare a ruota libera con certi giornalisti.
  • La Boldrini fa rimpiangere la Pivetti come presidente della camera.
    Ed è tutto detto.
    non+autenticato