Claudio Tamburrino

Internet ed i magnifici sette miliardi di Renzi

Tra risorse comunitarie, nazionali e regionali il Governo punta a rivoluzionare il piano nazionale per la banda larga. Con la speranza di portare la fibra a tutto il paese, come ci chiede l'Europa

Internet ed i magnifici sette miliardi di RenziRoma - Dopo aver portato la questione a Bruxelles, il Governo Renzi sembra pronto a mettere concretamente mano alle infrastrutture di connessione del Paese: con il piano "banda ultra larga 2014-2020", che sarà completato entro il 15 ottobre, promette - tra fondi comunitari, regionali e nazionali - di mettere sul piatto sette miliardi di euro.

Questo budget con introiti da più fonti e fondi sarà affidato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, che ha già riferito che è in corso la ricognizione sulle infrastrutture e che proprio in queste ore è stato chiuso l'accordo di partnerariato. "L'Europa ci ha chiesto di progettare diversamente. Made in italy, salute, smart communities, industria sostenibile i pilastri della nuova programmazione": una volta messi i puntini sulle i a questa partnership ed al piano governativo di spesa - ha spiegato Delrio - "convocheremo gli operatori privati per un piano comune che porti alla rivoluzione digitale".

Proprio il coordinamento con i privati sembra una delle caratteristiche dei progetti del Governo: nell'ultima settimana, per esempio, Vodafone ha avviato un investimento nella rete in fibra ottica e Fastweb ha annunciato un'estensione della propria. Due punti da cui si può partire.
Rispetto in generale ai privati, d'altra parte, che mirano da soli a coprire il 70 per cento di popolazione entro il 2020, il piano del Governo punta a colmare le zone della rete dove gli operatori non sono interessati a investire: dunque banda ultra larga e digital divide, lì cioè dove non conviene all'operatore commerciale intervenire. Il nuovo piano nazionale, inoltre, sembra voler prendere atto della predilizione degli utenti italiani per la navigazione internet in mobilità: i fondi serviranno infatti anche per potenziare, con fibra ottica, le antenne cellulari (reti 4G) e per installarci sopra hot spot WiFi (utilizzabile come mezzo alternativo di accesso a internet).

L'obiettivo, nel complesso, è di portare i 100 Megabit al 50 per cento della popolazione e i 30 Megabit al 100 per cento entro il 2020, secondo i dettami dell'Agenda digitale europea: per il momento si tratta di belle ambizioni e poco più, dal momento che i ritardi accumulati dal Paese vedono coperto solo circa il 20 per cento, contro una media europea che ha superato il 50 per cento. I sette miliardi di cui si parla non sono tuttavia casuali: gli studi hanno individuato proprio in questa cifra quella necessaria a realizzare tali obiettivi, poco meno della metà dei 15 miliardi di euro di fondi pubblici necessari secondo una precedente valutazione ora superata dall'evoluzione delle tecnologie ed dai nuovi piani di investimento dei privati.

Nel dettaglio, buona parte delle risorse sembrano destinate ad arrivare dai fondi europei destinati alle aree affette dal divital divide: 300 milioni di euro da quelle agreicole coperte dal Feasr e 1,7 miliardi provenienti da quelle di sviluppo regionale interessate dal Fesr). Starà in ultima battuta tuttavia alle Regioni decidere come spendere tali risorse e tale non sembra essere un problema da poco dal momento che sono diverse le esigenze a cui devono cercare di rispondere con le medesime risorse. A questi canali di finanziamento, poi, vanno aggiunti i co-finanziamenti statali ed gli 1,5 miliardi derivanti dai risparmi del bando per il Sistema pubblico di connettività, generato dalle gare di appalto di Consip, e infine gli investimenti generati dal credito di imposta previsto dal decreto Sblocca Italia.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
16 Commenti alla Notizia Internet ed i magnifici sette miliardi di Renzi
Ordina
  • Gran parte dei soldi finiranno in mazzette. Con il resto metteranno la fibra nelle grandi città ovvero Roma e Milano. Morale della favola il resto d'Italia al buio. Gli investimenti dovrebbero essere concessi solo alle Regioni disastrate tra cui l'Abruzzo dove a 2km dalla centrale telecom di una città hai una velocità di navigazione ridicola e quasi nulla. Ma possibile che non possono essere fatte mini centrali interrate e ispezionabili che prendono segnale dalla fibra e la distribuiscono nelle zone di campagna ?
    non+autenticato
  • Parole, parole, parole, soltanto parole, ma sembra che agli italiani piacciano e li fanno contenti. La madre della gente credulona è sempre incinta, come recita una stranota "battuta", e Renzi da buon "venditore" ne approfitta ampiamente.
    non+autenticato
  • ... 7 miliardi si perderanno nei meandri di mazzette, bustarelle, fatture gonfiate, offerte a ribasso con fallimento di aziende create ad hoc per prendere i malloppo e fuggire e, soprattutto, politici di turno.
    Alla fine, a lavoro iniziato, occorreranno altri miliardi per portarlo a termine.
    L' italia è fatta così.
    non+autenticato
  • Tanto per citare un esempio concreto nei prossimi mesi Infratel(pubblica) scaverà proprio davanti a casa mia per posare la fibra che andrà a collegare due centrali Telecom(privata) di due paesi limitrofi.
    Peccato che dove abito c'è solo il mini-dslam quindi max 700kbps per di più saturo a 3km di distanza con cavi a penzoloni. Per fortuna sono servito da un provider wireless, purtroppo non credo riuscirò mai a usare la fibra che mi passa davanti all'uscio.

    I"nfratel Italia S.p.A. (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia) è stata costituita su iniziativa del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e di Invitalia, l'Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa."
    non+autenticato
  • La prima volta che ho sentito parlare di banda larga per tutto il paese ero piccino, non credo che fossi maggiorenne. Ora alle soglie dei 40 mi ritrovo in un paese dove per avere 1-1,5MB in download e 100-120kB in upload (Byte reali, offerta a 10Mb per capirsi) devo star con Telecom, perchè da me il resto dei provider è in whosale, e devo dare loro un extra di 5-6 euro al mese perchè da me l'adsl standard sta ancora a 7Mb. 80 Euro per avere una capacità di banda ridicola.

    Ricordo ancora che all'epoca in cui sentii parlare di banda larga in tutta italia, la Francia era ancora messa malissimo. e lo era anche qualche anno dopo. Oggi ha una delle reti migliori d'europa e del mondo partendo con almeno 4-5 anni di ritardo rispetto a noi. Nel 2001 un collega era di istanza a marsilia e pagava allora una trentina di euro al mese per avere in casa una 16Mb/1Mb.

    La Regione Toscana ha bandito oramai 5 anni fa un concorso per portare la banda larga in tutta la regione. La metà delle società che hanno partecipato sono fallite e ancora ci sono posti raggiunti si e no da qualche operatore wireless.

    Le colpe sappiamo di chi sono per questa situazione (baffino e la sua privatizzazione della SIP) ma nessuno da allora ha posto rimedio ad una situazione che mi costringe a tenermi in casa una rete inferiore a quella francese del 2001 spendendo 10 euro al mese più di allora.

    Ma quanto ci è costata sta caxxo di banda larga in Italia?
    non+autenticato
  • - Scritto da: David
    > La prima volta che ho sentito parlare di banda
    > larga per tutto il paese ero piccino, non credo

    Ricorderai quando verso fine anni '90 tutte le strade delle principali città italiane furono letteralmente aperte per portare "la fibra" Telecom. Passarono anni e a metà dell'opera di posa (qualcuno mise pure Stream, la tv via cavo), erano già obsolete. Fermarono tutto, si voltarono di 180 gradi e partirono per toglierle tutte.
  • Non erano obsolete e non le hanno tolte.
    Non si sa perchè hanno fermato i lavori a metà, di certo hanno fatto male i conti, hanno posato i cavi in zone dove il reddito medio era più alto senza pensare che erano abitate in larga maggioranza da anziani e professionisti che di informatica sapevano poco o niente (notai, avvocati, etc.) i clienti sono stati pochi.
    Alla fine quelle fibre ottiche sono state cedute a fastweb (prima che swisscom la comprasse).
    non+autenticato
  • - Scritto da: David
    > La prima volta che ho sentito parlare di banda
    > larga per tutto il paese ero piccino, non credo
    > che fossi maggiorenne. Ora alle soglie dei 40 mi
    > ritrovo in un paese dove per avere 1-1,5MB in
    > download e 100-120kB in upload (Byte reali,
    > offerta a 10Mb per capirsi) devo star con
    > Telecom, perchè da me il resto dei provider è in
    > whosale, e devo dare loro un extra di 5-6 euro al
    > mese perchè da me l'adsl standard sta ancora a
    > 7Mb. 80 Euro per avere una capacità di banda
    > ridicola.
    >
    >
    > Ricordo ancora che all'epoca in cui sentii
    > parlare di banda larga in tutta italia, la
    > Francia era ancora messa malissimo. e lo era
    > anche qualche anno dopo. Oggi ha una delle reti
    > migliori d'europa e del mondo partendo con almeno
    > 4-5 anni di ritardo rispetto a noi. Nel 2001 un
    > collega era di istanza a marsilia e pagava allora
    > una trentina di euro al mese per avere in casa
    > una
    > 16Mb/1Mb.
    >
    > La Regione Toscana ha bandito oramai 5 anni fa un
    > concorso per portare la banda larga in tutta la
    > regione. La metà delle società che hanno
    > partecipato sono fallite e ancora ci sono posti
    > raggiunti si e no da qualche operatore
    > wireless.
    >
    > Le colpe sappiamo di chi sono per questa
    > situazione (baffino e la sua privatizzazione
    > della SIP) ma nessuno da allora ha posto rimedio
    > ad una situazione che mi costringe a tenermi in
    > casa una rete inferiore a quella francese del
    > 2001 spendendo 10 euro al mese più di
    > allora.
    >
    > Ma quanto ci è costata sta caxxo di banda larga
    > in
    > Italia?

    Solito trucco dell'ufficio di propaganda di Berlusconi.
    Prima si scrive una bella pappardella per attirare l'attenzione e guadagnare credibilità, poi si piazza la balla.
    Parecchi studi hanno messo in evidenza proprio questa debolezza nella mente delle persone, se ritengono credibile la prima parte di un discorso sono più disponibili ad accettare come vera la balla che viene dopo.
    Trucco usato spesso anche dai giornalisti che ad una notizia aggiunono un commento credibile e di seguito un commento molto meno credibile.

    Inoltre come al solito si fa affidamento sulla scarsa memoria di un popolo di rincoglioniti, piano piano si sta impiantanto nella mente degli italiani una storia completamente nuova, costruita a tavolino.
    non+autenticato
  • > Inoltre come al solito si fa affidamento sulla
    > scarsa memoria di un popolo di rincoglioniti,
    > piano piano si sta impiantanto nella mente degli
    > italiani una storia completamente nuova,
    > costruita a
    > tavolino.

    E cosa dice questa storia, di preciso?
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 8 discussioni)