Luca Annunziata

Nokia chiude la fabbrica indiana

La questione in ballo col fisco locale impedisce di cedere lo stabilimento a Microsoft. Ora a Chennai non si produrranno pių cellulari

Roma - C'è il mancato accordo col fisco indiano su una presunta vicenda di tasse non pagate alla base della decisione di chiudere lo stabilimento di Sriperumbudur, vicino Chennai, che sarebbe dovuto essere parte dell'accordo di vendita delle attività mobile di Nokia a Microsoft. Il perdurare dello stallo nella vicenda ha convinto l'azienda di Redmond a ritirare ogni commessa, causando l'inevitabile chiusura della fabbrica che un anno fa dava lavoro a oltre 8mila dipendenti.

Della questione si era discusso anche a cavallo della finalizzazione della vendita, ritardata anche a causa di questi strascichi legali: l'India ha richiesto la costituzione di un fondo di garanzia di 600 milioni di dollari per fare fronte alla contestazione su presunte tasse arretrate sugli utili relative al periodo compreso tra il 2006 e il 2013. Nokia ora fa sapere che nell'incertezza Microsoft ha preferito cessare ogni ordine, e che la mancanza di commesse causerà inevitabilmente la chiusura: i liquidi immobilizzati dal fisco impediscono di provvedere a mantenere la situazione sospesa in attesa di nuovi committenti, e quindi Nokia non potrà fare altro che chiudere.

La situazione è seria, ma non del tutto priva di qualche nota positiva a parziale consolazione: a marzo, quando si era conclusa la vendita del ramo mobile a Microsoft, nei registri del personale il conto dei lavoratori impiegati a Chennai era calato sotto le 2mila unità, visto che 5.000 dipendenti circa avevano già accettato un piano di mobilità offerto da Nokia nel frattempo. In attesa di conoscere il responso del caso, da Espoo hanno comunque comunicato che dal 1 novembre lo stabilimento chiuderà i battenti. (L.A.)
5 Commenti alla Notizia Nokia chiude la fabbrica indiana
Ordina
  • sui $331 milioni di presunte tasse non pagate & relativo ordine di blocco delle attivita' e' oltre un annetto che balla... uno effettivamente si potrebbe anche scocciare (l'altro, e gli azzeccagarbugli, invece son felici)...   
    sara' mica che la magistratura indiana ha studiato da noi?Sorride
    non+autenticato
  • "La situazione è seria, ma non del tutto priva di qualche nota positiva a parziale consolazione: a marzo, quando si era conclusa la vendita del ramo mobile a Microsoft, nei registri del personale il conto dei lavoratori impiegati a Chennai era calato sotto le 2mila unità, visto che 5.000 dipendenti circa avevano già accettato un piano di mobilità...".

    Potrebbe essere discriminazione: ma in India esiste l'articolo 18? Newbie, inesperto
  • - Scritto da: Leguleio
    > " La situazione è seria, ma non del tutto priva
    > di qualche nota positiva a parziale consolazione:
    > a marzo, quando si era conclusa la vendita del
    > ramo mobile a Microsoft, nei registri del
    > personale il conto dei lavoratori impiegati a
    > Chennai era calato sotto le 2mila unità, visto
    > che 5.000 dipendenti circa avevano già accettato
    > un piano di mobilità...
    ".
    >
    > Potrebbe essere discriminazione: ma in India
    > esiste l'articolo 18?
    > Newbie, inesperto

    In india quando paghi i lavoratori è capace che il giorno dopo non vengono al lavoro, se li incontri ti dicono "ma mi hai pagato... Io non ho ancora finito i soldi..."
    non+autenticato
  • E noi continuiamo a pensare di vivere in una socità evoluta...
    non+autenticato
  • Non solo. Se la mattina lungo la strada c'è qualcuno che offre una manciata di dollari in più al giorno, il progettista non si presenta nemmeno nella "vecchia azienda" e finisce così.
    Più coglione chi li paga ...
    non+autenticato