Alfonso Maruccia

IBM, è l'anno di Watson

Big Blue è pronta a estendere l'utilizzo del suo supercomputer cognitivo ad aziende e organizzazioni esterne, un'estensione che porterà all'accessibilità di Watson anche sulla piattaforma cloud pubblica della corporation

Roma - Il 2014, o al più tardi il 2015, sarà l'anno di Watson: il supercomputer che comprende il linguaggio naturale e ha vinto Jeopardy sta per uscire dai ristretti limiti della sperimentazione per trasformarsi in un servizio cloud accessibile a tutti, ad aziende grandi e piccole così come agli sviluppatori tramite apposita interfaccia di programmazione (API).

In questi mesi, in realtà, si è già assistito al debutto pubblico del supercomputer di IBM con un servizio di supporto ai veterani dell'Esercito americano, una partnership per la ricerca tra i lavori scientifici pubblicati su riviste specializzate e i fogli di calcolo intelligenti di Watson Analytics. L'estensione dei servizi di Watson a cui sta lavorando Big Blue rappresenta però qualcosa di molto più ambizioso, visto che il computing cognitivo del supersistema è già stato integrato in 10 diverse start-up in via di lancio, è già utilizzato in 100 organizzazioni diverse e sta per diventare un sistema bilingue con l'apprendimento dello spagnolo.

Tra le start-up che fanno uso dei servigi di Watson ci sono WayBlazer, sistema che analizza i dati social e Web dell'utente per consigliare itinerari e cose da fare durante un viaggio, LifeLearn per facilitare il lavoro dei veterinari, SparkCognition per fornire consigli "cognitivi" sulla sicurezza di rete e altre ancora.
Watson sta poi per arrivare su BlueMix, la piattaforma cloud di IBM per lo sviluppo di applicazioni e software innovativo che permetterà ai programmatori di "assaggiare" le capacità linguistico-cognitive del super-sistema con una apposita API: l'integrazione di dette capacità in una app richiederà, prevedibilmente, l'esborso di denaro sonante.

Alfonso Maruccia
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