Alfonso Maruccia

Google fa esperimenti sull'androide

Mountain View al lavoro per incrementare i ricavi delle app Android grazie a versioni di prova limitate delle stesse. Allo studio anche la possibilitÓ di implementare una interfaccia multi-task a due finestre

Roma - Google è impegnata a sviluppare il futuro di Android e per ora quel futuro si chiama Material Design: più a breve termine, però, ci sono già nuove funzionalità che potrebbero entrare a far parte della dotazione del più popolare sistema operativo per gadget mobile. Per il marketplace e per la produttività.

Stando agli ultimi rumor dispensati da The Information, infatti, una nuova caratteristica su cui Google sta sperimentando prevede la possibilità per gli utenti di provare una versione ridotta di una particolare app in maniera gratuita, prima di procedere al pagamento e al download del pacchetto completo.

Mountain View avrebbe insomma rispolverato il concetto del software shareware per PC che andava forte negli anni '90, un modo per invogliare gli utenti - soprattutto nei paesi in via di sviluppo, sempre avari di banda cellulare e di denaro da sperperare sull'ultima app alla moda - ad "assaggiare" le funzionalità del software per Android e aumentare così le possibilità di business, per gli sviluppatori e per Google stessa.
Un'altra sperimentazione "riservata" su cui sarebbe impegnata Mountain View è un paradigma di GUI multi-finestra, dove è prevista la possibilità di far girare due diverse app l'una a fianco dell'altra sui gadget mobile: sugli schermi di un tablet così come sul display verticale di uno smartphone.

Google ha testato gli schermi multi-finestra per qualche mese, tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014, valutando la possibilità di condividere informazioni e contenuti tra le due app attive al momento. I risultati non sono stati molto positivi, a quanto pare, e per il momento la doppia app su singolo schermo pare rinviata a data da destinarsi.

Alfonso Maruccia
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6 Commenti alla Notizia Google fa esperimenti sull'androide
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  • La possibilità di fare applicazioni demo limitate con una versione completa (sia a parte, sia acquistabile in-app, sia con chiave acquistabile a parte) è già presente in Android da anni.

    La mia impressione è che vogliano fare una specie di streaming, probabilmente via Chrome, di un'app dai loro server, in modo che la gente possa provarla, magari in una sandbox che simuli anche le connessioni ai server del programmatore) prima di acquistarla.
    non+autenticato
  • "Mountain View avrebbe insomma rispolverato il concetto del software shareware per PC che andava forte negli anni '90"

    Vediamo se gli utenti faranno come quelli degli anni '90, che facevano anche il download della patch per rendere pienamente operativo il programma, oppure faranno i bravi e lasceranno scadere il programma applicativo se non è di loro gradimento, e lo compreranno in caso contrario.
  • La prima che hai detto.
    non+autenticato
  • Guarda, almeno su windows gli attuali "software in prova" meglio lasciarli dove stanno, impastano il registro con chiavi nascosti chi sa dove, per paura che tu possa "imbrogliare".
  • Infatti me ne tengo alla larga; quei software non sono shareware, sono versioni demo: i veri shareware non erano limitati nelle funzionalità, e non nascondevano sorprese: semplicemente, ti mostravano la scritta "unregistered" (alle volte era un popup all'avvio, altre volte era solo visibile se si cliccava sul menu di help), e qualche volta mancava qualche funzionalità che comunque non era necessaria sulla versione gratuita: ad esempio: se avevo un linguaggio di programmazione interpretato, non potevo usarlo per creare eseguibili stand-alone... ma non mi serviva, perché potevo distribuire il mio programma insieme all'interprete (quindi, dovevo pagare solo se volevo impedire che altri potessero modificarlo): questa mentalità sopravvive ancora in alcuni tool di sviluppo rilasciati con doppia licenza (GPL, gratuita, e proprietaria, a pagamento:chi non vuole pagare accetta di usare il tool di sviluppo solo per creare programmi sotto GPL).

    Le demo, invece, erano versioni ridotte di programmi commerciali, ed erano pensate per essere completamente inutili, in modo da non fare concorrenza al prodotto a pagamento: non potevano stampare/salvare, si bloccavano subito, e così via: nel caso dei giochi, c'era solo il primo livello (anche per ridurre l'occupazione di memoria, e poter mettere decine di demo su un solo cd)

    La logica dei veri shareware (da share, condividere) era proprio che venissero fatti circolare il più possibile: chi riceveva tale programma (su dischetto) faceva le copie per gli amici, e il programma si diffondeva (e sul numero, qualcuno che mandava soldi all'autore c'era).
    Non era un concetto troppo diverso dal software libero attuale (infatti, molti confondevano le due cose)

    Con la diffusione del web, tale sistema non aveva più ragione di esistere: l'autore del programma poteva mettere su il proprio sito, e distribuirlo direttamente: quindi, gli importava di meno che chi aveva scaricato il suo programma lo passasse ad altri, bastava che facesse conoscere il link al suo sito: perciò, cominciarono a mettere delle versioni sempre più limitate, e sempre meno utili (in pratica, delle demo); in qualche anno, la differenza tra shareware e demo è diventata sempre più sfumata, fino a sparire.

    La cosa peggiore è che quasi nessuna demo aveva un uninstaller decente (volutamente: eliminare ogni traccia avrebbe infatti permesso di reinstallare la demo anche dopo che era scaduta). Quando lo shareware si è trasformato in trialware (il termine che ormai si usa per indicare, indifferentemente, demo e shareware, visto che la differenza è sparita), io (che all'epoca usavo ancora windows) ho cominciato a non fidarmi più, e a usare solo software open source, che per lo meno riduceva la probabilità di sorprese sgradite. Quando mi sono accorto che ormai usavo solo più programmi open, che c'erano anche su linux, ho abbandonato windows, non avendo più alcun motivo per restarci legato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > " Mountain View avrebbe insomma rispolverato il
    > concetto del software shareware per PC che andava
    > forte negli anni
    > '90
    "
    >
    > Vediamo se gli utenti faranno come quelli degli
    > anni '90, che facevano anche il download della
    > patch per rendere pienamente operativo il
    > programma, oppure faranno i bravi e lasceranno
    > scadere il programma applicativo se non è di loro
    > gradimento, e lo compreranno in caso
    > contrario.

    oppure continueranno come ora a scaricarsi gli .apk della versione completa.
    Personalmente mai fatto niente di tutto ciò. Tra app gratuita del giorno su Amazon, Amazon coins regalate, freeappoftheday e humble mobile bundle vari ho molta più roba origniale a gratis (o a prezzo irrisorio) di quella che mi serva o abbia tempo di giocarci.
    Funz
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