Gaia Bottà

Bose e Beats rinunciano a suonarsele?

Le due aziende archiviano il conflitto brevettuale, ma le ostilità sono aperte sul fronte del mercato: Apple sarebbe decisa a far fruttare il brand Beats, acquisito di recente per 3 miliardi di dollari

Roma - La denuncia è stata deposta, Bose ha rinunciato a far valere in tribunale i brevetti sulle tecnologie di active noise reduction della cui violazione accusava Beats, recentemente acquisita da Apple. Le due aziende hanno firmato un patto dal contenuto riservato, ma le conseguenze dell'accordo sembrano già riverberarsi sul mercato.

Nel mese di luglio, a ridosso dell'annuncio dell'acquisizione miliardaria di Beats da parte di Apple, Bose si era rivolta a un tribunale del Delaware e alla International Trade Commission per fare giustizia riguardo a 5 brevetti ottenuti tra il 2004 e il 2013, tutti dedicati al miglioramento della qualità dell'audio e a tecnologie per la riduzione del rumore. Bose riteneva che questi cinque brevetti fossero illecitamente sfruttati da Beats per i propri dispositivi, e chiedeva che l'ITC disponesse un blocco delle importazioni dalla Cina dei prodotti della concorrente, in attesa di un risarcimento di cui si sarebbe in seguito stabilità l'entità.

Le due aziende hanno ora comunicato al tribunale e all'ITC la volontà di archiviare le ostilità di comune accordo: non è dato sapere se sia stato stipulato un patto che preveda un trasferimento di denaro per compensare Bose per l'uso delle tecnologie oggetto del contendere, l'azienda ha semplicemente informato i media del fatto che il contenzioso è stato risolto.
Lo scontro tra le due aziende potrebbe dunque essere tornato a consumarsi sul mercato, fuori dalle aule dei tribunali. Ad insospettire gli osservatori sono emerse delle indiscrezioni secondo le quali Apple sarebbe prossima a rimuovere tutti i prodotti Bose dai propri store: Cupertino sarebbe pronta a far fruttare la propria acquisizione da 3 miliardi di dollari incoraggiando gli utenti a scegliere Beats. D'altro canto, Bose non si è dimostrata meno determinata nella battaglia per il mercato ingaggiata con la concorrente: l'azienda, in virtù di un contratto di sponsorizzazione stipulato con la National Football League ha proibito agli atleti di mostrarsi pubblicamente, prima e dopo le partite, nel corso delle interviste, equipaggiati con altre cuffie all'infuori di quelle di Bose, nonostante alcuni giocatori abbiano stretto rapporti diretti con Beats.
Se dunque Apple stesse davvero consolidando il proprio legame con i prodotti dell'azienda acquisita estromettendo la concorrente dagli store con la Mela, Bose ha presto trovato un altro canale per riaffermare la propria popolarità, associando il proprio brand al servizio di streaming Deezer.

Gaia Bottà
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