Claudio Tamburrino

Google ha un trimestre corto

L'advertising cresce meno del previsto e gli analisti si strappano i capelli. I conti sono comunque in ordine, e restano saldamente in attivo. Mentre si consuma un avvicendamento al vertice

Roma - Google ha presentato i risultati finanziari validi per il terzo trimestre del 2014: nonostante numeri comunque notevoli, le aspettative degli analisti sembrano essere state in parte deluse.

Il problema potrebbe essere nell'occhio di chi guarda, però: d'altronde nella pagella di fine trimestre presentata da Mountain View si legge di un fatturato cresciuto del 20 per cento (per un totale di 16,5 miliardi di dollari), con i siti che valgono per il 68 per cento arrivando a 11,25 miliardi (crescita del 20 per cento ), e un risultato lusinghiero di utile da 6,35 dollari ad azione. Gli analisti, invece, si aspettavano vendite poco superiori (16,59) ed un profitto di 6,54 dollari ad azione.

Il problema è legato soprattutto ad un lieve calo degli introiti, pari a 3,72 miliardi di dollari e dunque inferiori ai 3,76 miliardi dello stesso periodo del 2013. Nonostante Google abbia sottolineato la crescia sia nel settore
dei business emergenti sia dell'advertising, proprio dagli introiti pubblicitari gli analisti finanziari si aspettavano presumibilmente di più: anche se i click a pagamento sono cresciuti circa del 17 per cento rispetto al terzo quarto 2013, il costo per click è sceso del 2 per cento rispetto allo stesso periodo, pur rimanendo invariato rispetto ai precedenti tre mesi.
Le valutazioni non eccessivamente positive sull'ultimo quarto di Google, poi, sottolineano la coincidenza del cambio al vertice a Mountain View: nel ruolo di business chief torna Omid Kordestani, chiudendo così la parentesi Nikesh Arora che aveva annunciato già a luglio che sarebbe passato a SoftBank.

Claudio Tamburrino
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