Claudio Tamburrino

UE, via libera ai fondi strutturali per l'Italia

Oltre 2 miliardi saranno concessi dall'Europa per i progetti per la banda larga da portare avanti da qui al 2020. Ora sono le regioni a dover presentare i programmi di spesa

Roma - Č stato raggiunto l'accordo tra Roma e Bruxelles per la gestione dei fondi europei per il periodo 2014-2020: un totale di 43 miliardi di euro che, in parte, serviranno a perseguire gli obiettivi dell'agenda digitale.

Il programma di spesa era stato presentato sul documento preparato dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) lo scorso aprile e rappresenta il punto di partenza del ciclo di gestione dei fondi strutturali europei. Nel dettaglio si tratta di 32,2 miliardi provenienti dai fondi della politica di coesione, 10,4 da quelli per lo sviluppo rurale e 537,3 milioni da quelli per il settore marittimo e della pesca: per utilizzarli l'Europa chiede un'elevata organizzazione, un cofinanziamento nazionale ed il rispetto di un meccanismo ciclico di gestione e monitoraggio che lega controlli concreti all'effettivo sblocco dei fondi (meccanismi utili ad evitare gli sprechi): una situazione davanti alla quale non sempre gli amministratori italiani si sono dimostrati preparati, finendo per non riuscire a interfacciarsi con la burocrazia europea e perdere i fondi a disposizione.

A proposito del nuovo ciclo di gestione, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ha peraltro già fatto sapere che per spenderli l'Italia presenterà "più di mille progetti concreti di investimento sostenibili e realizzabili nel prossimo triennio".
Gli obiettivi riguarderanno in particolare alcuni settori strategici per l'agenda digitale, cui sono destinati 2,1 miliardi di euro: si spingerà sulla "banda ultralarga, in particolare nelle cosiddette zone bianche e quindi nel Mezzogiorno".

Problemi dal punto di vista della gestione italiana dei fondi tuttavia non mancano: già nell'incontro a Bruxelles, Roma ha fatto sapere che il cofinanziamento nazionale per i prossimi sette anni sarà dimezzato dal 50 al 25 per cento dell'importo che arriverà dall'Europa e a cui si dovranno poi aggiungere eventuali investimenti privati.

Inoltre, mentre l'accordo di partenariato è stato approvato, i programmi operativi nazionali e regionali sono ancora in fase di trattativa e dovrebbero essere approvati alla fine del 2014 e nel 2015.
Da questo punto di vista, peraltro, ancora non son stati presentati a Bruxelles i Programmi operativi (Por) di Campania, Calabria e Sicilia: una situazione che con ogni probabilità causerà uno slittamento dell'erogazione dei fondi a favore di queste regioni.

Claudio Tamburrino
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