Claudio Tamburrino

Facebook ci mette la faccia

Zuckerberg organizza il primo AMA del social network: risponde a domande sull'instant messaging e sull'abbigliamento, ma anche sull'impegno sociale con cui vuole connettere il Mondo. Non manca nemmeno una campagna per la ricerca per combattere l'ebola

Roma - Mark Zuckerberg ha presenziato alla prima sessione di Domande e Risposte organizzata da Facebook nel suo quartier generale. Svoltasi sul modello proposto da Reddit con l'AMA (Ask Me Anything), gli utenti hanno potuto porre le domande che ritenevano interessanti per il CEO di Facebook durante tutta questa settimana: un totale di 9mila quesiti sono stati postati direttamente sulla pagina di Zuckerberg, spaziando dalla politica a Messenger, alla prospettiva del programma Internet.org, passando al motivo per cui il CEO indossi sempre la stessa maglietta (spoiler: deve prendere meno decisioni possibile per concentrarsi sulle cose importanti per la community di Facebook).

La diretta si è tenuta nella giornata di ieri alle due di pomeriggio (PT) ed ha visto il CEO di Facebook finire per spiegare diversi aspetti della strategia del social network.

Messenger e la competizione nel settore
Alla domanda sul perché Facebook abbia costretto gli utenti ad installare un'app dedicata per Messenger, Zuckerberg ha riso e poi risposto scusandosi per l'imposizione, ma spiegando che l'instant messaging è diventato ormai fondamentale per gli utenti, forse anche più del core business del social network. C'era bisogno di un'attenzione diversa e soprattutto di offrire un'interfaccia con meno frizioni possibile. In questo senso la concorrenza è con Snapchat e analoghi, e con WhatsApp: Messenger deve riuscire a competere - secondo le intenzioni di Zuckerberg - con questi e non potrebbe farlo all'interno dell'app di Facebook.
Alla conquista del Mondo
Alla domanda sulle intenzioni riguardo allo scenario mobile per il sito in blu, Zuckerberg ha riferito che con 4,5 miliardi di persone senza una connessione, diffondere Internet in qualsiasi modo, e non solo con la mediazione del mobile, diventa una sorta di responsabilità sociale: da questo punto di vista è particolarmente importante il progetto Internet.org che coinvolge diverse aziende per portare online regioni geografiche al momento non connesse.

Facebook e l'ebola
A proposito di impegno sociale, Facebook sta da ultimo mettendo in campo un programma per combattere l'ebola: esso si compone di tre iniziative, una per raccogliere fondi attraverso un apposito bottone per le donazioni direttamente sul social network, una che prevede la collaborazione con l'UNICEF per mostrare informazioni sui sintomi dell'Ebola e sui relativi trattamenti agli utenti delle regioni interessate dalla malattia e l'ultimo che vede la collaborazione con il provider NetHope per fornire servizi di comunicazione d'emergenza per i volontari e e l'assistenza medica in Guinea, Liberia e Sierra Leone.

Claudio Tamburrino
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2 Commenti alla Notizia Facebook ci mette la faccia
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  • Lo Zucchino si è fatto furbo, ed ora avvia campagne di riqualificazione etica per se stesso e per facebook.
    Basta sentire cosa diceva lui, e cosa ne dicevano di lui i suoi amici/conoscenti, agli albori del suo business, per capire i giochetti suggeritigli dai suoi PR.
    Quanto all'internet mondiale, il nostro infaticabile benefattore, insieme ad altri della stessa risma, tipo Bill Gates, che battono sullo stesso chiodo, sta solo vedendo altre pecore da profilare e irregimentare per il megabusiness collettivo di quei pochi che come lui (e quelli che gli stanno dietro), stanno al vertice della piramide dell'economia mondiale.
    A pensare male si fa peccato, ma.....
    non+autenticato
  • No ,no. A pensare male non si fa neanche più peccato ormai.
    Pensa il peggio e la verità e peggiore di quella che tu abbia immaginato.
    non+autenticato