Claudio Tamburrino

App Store, gratis senza dirlo

Decisioni europee prese su pressione delle associazioni dei consumatori spingono al cambio di dicitura. Poteva essere ingannevole per i contenuti freemium

Roma - Come hanno notato già alcuni utenti ed osservatori, da ieri nei negozi digitali targati Apple le applicazioni gratuite non hanno più la definizione "free" o "gratis".

La modifica è sicuramente una conseguenza della decisione presa questa estate dalla Commissione Europea a proposito delle app cosiddette freemium. A chiedere l'intervento dell'autorità europea erano stati i gruppi di tutela dei consumatori di Danimarca, Regno Unito, Francia, Italia, Lituania, Belgio e del Lussemburgo a cui non piaceva il fatto che applicazioni che si definiscono gratis perché non chiedono nessun corrispettivo in denaro al momento del download, possano poi avanzare richieste di pagamento successive.

Una mancanza di chiarezza, che costituisce però il modello di business preferito dal 50 per cento degli operatori del settore, ma che solleva al contempo dubbi circa la trasparenza del mercato e la comunicazione agli utenti che potrebbero essere ingannati nella scelta della app più conveniente. Per la chiarezza dell'offerta, dunque, l'Unione Europea ha velatamente suggerito agli amministratori degli store online di non usare più la dicitura "free".
Apple, dunque, è ora corsa ai ripari rimuovendo il gratis dal pulsante di download delle app di App Store e Mac Store, sostituendolo con la dicitura "get" che in italiano è stata tradotta con "ottieni".

Claudio Tamburrino
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