Attacchi cyber, Washington reagisce?

La speranza della Casa Bianca, dove il Governo ha incontrato l'industria di settore, è una rete di collaborazione hi-tech tra polizia federale e produttori. Per salvare gli Stati Uniti dai terroristi cyber

Washington (USA) - Entro dieci anni la sicurezza delle tecnologie dell'informazione sarà essenziale per l'economia e la politica degli Stati Uniti. Con questa considerazione il ministro del Tesoro americano Lawrence Summers ha accolto gli industriali di Silicon Valley alla Casa Bianca, affermando che "l'unica domanda che ci poniamo è se in questo periodo di tempo ci muoveremo progressivamente per la sicurezza o se ci dovranno essere quattro o cinque eventi spettacolari per convincere tutti e tirarsi su le maniche".

Il problema della sicurezza dei sistemi dell'informazione è essenziale e, secondo il ministro del Commercio William Daley, "per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, il governo federale da solo non è in grado di proteggere la nostra infrastruttura nazionale. Non possiamo assumere forze di polizia sufficienti per proteggere tutti i cardini dell'industria dell'informazione. Né voi vorreste che lo si facesse".

Per questo, è stato detto nel corso della conferenza alla Casa Bianca, è necessaria una maggiore collaborazione e integrazione delle risorse pubbliche e private in tema di sicurezza. Secondo Summers, i privati devono condividere tra loro e con le forze dell'Ordine tutti i dati sulla vulnerabilità della reti, proprio come avviene nel mondo della finanza.
Stando a rappresentanti dell'amministrazione Clinton, i problemi arrivano non solo da eventi come quelli che si sono verificati in febbraio contro alcuni dei maggiori siti dell'ecommerce ma soprattutto dal crescere di una nuova generazione di criminali cyber, dal cracker pronto a tutto a terroristi internazionali, passando per veri e propri gruppi di guerriglia informatica. E a predisporre sistemi di offesa cyber sarebbero importanti paesi come, tra gli altri, Cina e Russia.
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