Claudio Tamburrino

L'India ferma Uber

Bloccata l'app per il car-sharing dopo le accuse di stupro a carico di un suo conducente. A Portland, invece, l'azienda deve affrontare una nuova denuncia

Roma - Uber è stata bandita da Nuova Delhi "insieme agli altri servizi taxi non registrati" con l'accusa di essere "forviante per i suoi utenti". Il servizio di trasporto privato Uber non ha ancorta commentato la notizia, tuttavia la decisione sembra essere legata ad un episodio di cronaca che l'ha vista indirettamente coinvolta: uno dei suoi autisti è stato arrestato con l'accusa di stupro nei confronti di una passeggera del servizio.

Alla notizia, peraltro, Uber aveva già controbattuto ed il CEO Travis Kalanick era intervenuto per esprimere il più profondo rammarico: "Quello che è successo è terribile ed il nostro cuore è vicino a quello della vittima di questo crimine ignobile. Faremo qualsiasi cosa, assolutamente qualsiasi cosa per aiutare ad assicurare alla giustizia il colpevole e per aiutare la vittima e la sua famiglia".

Uber ha già promesso di collaborare con le autorità per assicurarsi che il sistema indiano si doti di un registro che permetta di verificare l'eventuale presenza di crimini nella fedina penale dei possessori di una patente commerciale: proprio questa mancanza indiana avrebbe permesso all'uomo ora accusato di stupro di ottenere il permesso di guidare sotto l'egida di Uber. Una petizione ha inoltre chiesto al servizio di car sharing di fare in India come già fa negli Stati Uniti, controllando i precedenti penali negli ultimi sette anni dei suoi autisti.
Quella di Nuova Deli nei confronti di Uber è una decisione che coglie in ogni caso di sorpresa, soprattutto guardando al contesto: l'India, infatti, si trova tristemente in prima fila nelle stastistiche sull'insicurezza delle donne, e gli studi fotografano una situazione nella quale viene stuprata una donna ogni 22 minuti.

Quello indiano è solo uno dei fronti di polemiche per l'app del car sharing che dopo le vicissitudini legali negli Stati Uniti, in Francia, in Germania ed in Italia e lo scontro con i tassisti di mezzo mondo si è tirata addosso una montagna di polemiche a causa delle dichiarazioni off-the-record del suo consulente Ian Osborne che prometteva di gettar fango sui giornalisti scomodi. Da ultimo ha incassato poi la denuncia della Municipalità di Portland che l'accusa di condurre un servizio di trasporto illegale.

Claudio Tamburrino
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11 Commenti alla Notizia L'India ferma Uber
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  • Sicuramente è tutta colpa di Uber. Prima infatti non s'era mai sentito di uno stupro compiuto in India.
    non+autenticato
  • > Sicuramente è tutta colpa di Uber. Prima infatti
    > non s'era mai sentito di uno stupro compiuto in
    > India.

    Be', uno stupro compiuto da qualcuno in qualità di lavoratore, non è che l'ha incontrata per strada per caso. Se accadesse con un tassista le cose non filerebbero lisce, anche se, avendo i tassisti un riconoscimento ufficiale e un'associazione di categoria, non potrebbero chiudere il servizio. Sicuramente imporrebbero verifiche più severe sui candidati.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Sicuramente è tutta colpa di Uber. Prima
    > infatti
    > > non s'era mai sentito di uno stupro compiuto
    > in
    > > India.
    >
    > Be', uno stupro compiuto da qualcuno in qualità
    > di lavoratore, non è che l'ha incontrata per
    > strada per caso. Se accadesse con un tassista le
    > cose non filerebbero lisce, anche se, avendo i
    > tassisti un riconoscimento ufficiale e
    > un'associazione di categoria, non potrebbero
    > chiudere il servizio. Sicuramente imporrebbero
    > verifiche più severe sui
    > candidati.

    Se fosse una cosa capitata varie volte forse, ma per un episodio solo ne dubito fortemente che cambierebbe molto. L'India non è San Marino, un episodio in tutto il Paese statisticamente è niente...
    non+autenticato
  • > Se fosse una cosa capitata varie volte forse, ma
    > per un episodio solo ne dubito fortemente che
    > cambierebbe molto. L'India non è San Marino, un
    > episodio in tutto il Paese statisticamente è
    > niente...

    Sì, su questo hai ragione. È anche un pretesto.
    Capisco le mosse del governo indiano, tuttavia: stando così la regolamentazione, cioè a zero, un secondo stupro avrebbe provocato la caduta del governo.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Be', uno stupro compiuto da qualcuno in qualità
    > di lavoratore, non è che l'ha incontrata per
    > strada per caso. Se accadesse con un tassista le
    > cose non filerebbero lisce,

    E' accaduto con un conducente di autobus, dovresti ricordarlo, quello della povera vittima deceduta dopo due settimane di agonia.

    http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_11/stupro-i...
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: Leguleio
    > > Be', uno stupro compiuto da qualcuno in qualità
    > > di lavoratore, non è che l'ha incontrata per
    > > strada per caso. Se accadesse con un tassista le
    > > cose non filerebbero lisce,
    >
    > E' accaduto con un conducente di autobus,
    > dovresti ricordarlo, quello della povera vittima
    > deceduta dopo due settimane di
    > agonia.
    >
    > http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_11/stupro-i

    Il fatto di cronaca è un po' più articolato: l'autista dell'autobus in realtà era il guidatore di un mezzo rubato: non era un dipendente di linee urbane o extraurbane. E si è trattato di uno stupro di gruppo di tutti gli occupanti maschi del mezzo, a parte uno, amico della giovane, anche lui vittima del pestaggio, quindi non solo da parte del guidatore.

    Ho qualche dubbio che se una ditta indiana corrispondente all'ATAC o all'ATM si trovasse coinvolta in un caso del genere potrebbe evitare il commissariamento. Ma come detto, il mezzo era rubato.
  • In verità è accaduto: la ragazza morta in seguito a stupro un paio d'anni fa in India, quella dal cui caso partì una serie di proteste e una enorme campagna di sensibilizzazione, fu stuprata dall'autista dell'autobus su cui viaggiava.
    Non mi pare cambiarono le regole per diventare autisti d'autobus. Né certamente bloccarono il servizio pubblico.
  • > In verità è accaduto: la ragazza morta in seguito
    > a stupro un paio d'anni fa in India, quella dal
    > cui caso partì una serie di proteste e una enorme
    > campagna di sensibilizzazione, fu stuprata
    > dall'autista dell'autobus su cui
    > viaggiava.

    Non proprio: fu stuprata da diverse persone, fra cui anche il conducente dell'autobus... che però era stato rubato. Non era in servizio.



    > Non mi pare cambiarono le regole per diventare
    > autisti d'autobus.

    E certo che no, la linea proprietaria di quel mezzo non c'entrava nulla.
  • Sì, grazie ho letto le tue precisazioni dopo aver scritto il commento. Evidentemente ricordavo male io