Luca Annunziata

SSD, Samsung rilancia con tre bit

La tecnologia TLC tridimensionale trova la sua consacrazione nella nuova linea 850 EVO. I dubbi sulle qualità di questi prodotti messi a tacere da 5 anni di garanzia. La longevità non dovrebbe essere un problema

Samsung 850 evo
Roma - Dopo le prime anticipazioni che risalgono al 2013, Samsung ha deciso di puntare decisamente sulla tecnologia tridimensionale dei transistor per i suoi dischi a stato solido: la nuova linea 850 EVO basa tutto sulle qualità dei chip V-NAND (TLC) per garantire prestazioni unite una alta densità di storage. Questo tipo di tecnologia è per ora un'esclusiva di Samsung: fatto che dovrebbe garantire a Seoul un certo vantaggio competitivo grazie a costi più contenuti e un'offerta verticale completa che comprende anche i controller di memoria.

L'essenza della tecnologia Samsung altro non è che l'idea di abbinare più informazioni sulla stessa area del chip: non solo aumentando fino a tre bit per cella (TLC) il numero delle informazioni conservate, come già era stato fatto nel 2012 con la linea 840, ma anche sovrapponendo diverse celle in verticale (da cui la definizione V-NAND: Vertical NAND) per aumentare la densità di archiviazione. Samsung non è all'avanguardia per quanto attiene la miniaturizzazione, mentre la concorrenza già veleggia verso i 20 anche nel settore enterprise, ma puntare sui chip TLC dovrebbe garantire di tenere sotto controllo i costi (di produzione e di listino finale) e tenere le prestazioni su un buon livello.


Il principale dubbio sulla tecnologia TLC è la sua longevità: i dischi a stato solido sono "consumati" dall'utilizzo, visto che ogni volta che un settore immagazzina le informazioni la carica elettrica in transito determina un impoverimento della prospettiva di vita della cella, e in molti studiano possibili soluzioni per ridurre gli effetti di questo fenomeno. Le verifiche sul campo, tuttavia, dicono che quasi tutti i prodotti in circolazione sono in grado di superare agevolmente i limiti dichiarati dalle stesse case costruttrici: i test di The Tech Report dicono che in alcuni casi il limite fisico reale dei prodotti potrebbe arrivare a 2 petabyte di dati scritti sulle celle, l'equivalente di almeno 10 anni di vita per un utilizzo comune delle unità.
I risultati sul piano prestazionale paiono interessanti: le prime recensioni dicono che i nuovi EVO, che costituiscono l'offerta economica tra gli SSD Samsung, sono decisamente migliorati rispetto ai predecessori. Oltre alle memorie dovrebbe essere stato aggiornato anche il chip di controllo, che nel caso del modello da 1 terabyte è lo stesso triple-core del modello Pro (MEX) mentre in tutti i tagli minori è un nuovo dual-core (MGX): entrambi sono prodotti direttamente da Samsung stessa, e grazie alla logica di casa si possono garantire cifratura AES da 256-bit senza difficoltà così come ogni altra funzione tipica degli SSD quale garbage collection, TRIM ecc.

Samsung non ha ancora ufficializzato i prezzi dei nuovi 850 EVO, ma ha anticipato che saranno in vendita da questo mese in Asia, Europa e Nordamerica. I tagli proposti partono da 128GB, passando da 250, 500 fino a 1 terabyte. La garanzia passa dai 3 anni della generazione precedente a 5.

Luca Annunziata
29 Commenti alla Notizia SSD, Samsung rilancia con tre bit
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  • Accidenti, bisogna dire che Samsung non scherza assolutamente.

    Non so se vi siete resi conto che qui non si parla della solita guerra trollara, tra Apple, Android, Linux, Microsoft (ma probabilmente non ve ne siete resi conto).

    Qui si parla di una tecnologia abbastanza rivoluzionaria, cioè 3 bit invece di 2 e non solo come ipotesi scientifia ma come produzione per dischi garantiti 5 anni (per altro dischi di qualità estrema e costi bassi come quelli allo stato solido EVO).

    Mentre siamo qui a dibattere del design e dei pollici di un telefono piuttosto che di un monitor, questi ti sfornano TV 3D 4K a schermo curvo come se fossero bruscolini.

    Mi aspetto che tra un po` escano con i supporti ottici tridimensionali da mille teraytes l'uno, senza che la gente se ne accorga.
    non+autenticato
  • Concordo.

    Però non credo usciranno con i dischi olografici, sono poco utili a fronte di memorie flash sempre più capienti.
    non+autenticato
  • Io invece sono scettico sul perché si debba deteriorare l'SSD con l'uso...

    Puzza troppo di obsolescenza pianificata... Insomma come per i filamenti delle lampade a incandescenza quando i produttori si misero d'accordo negli anni '30.

    Oggi è tutto un pianificare l'obsolescenza alla faccia delle leggi che lo vietano.
    iRoby
    7801
  • è un limite naturale di tutte le memorie flash del mondo, ogni cella la puoi scrivere un numero finito di volte. Per le flash contenute all'interno dei microcontrollori è dell'ordine della decina di migliaia di volte, per le memorie flash esterne (NAND & Co.) siamo nell'ordine delle 100000 volte ... occhio che anche l'erase è una scrittura ...
    non+autenticato
  • ...promessi da chi se ne frega di ogni regola in ogni parte del mondo.
    Promessa da marinaio!
    ruppolo
    33147
  • E apple, allora, che offre meno garanzie di quelle previste per legge, e fa prendere le riparazioni a gente che non ne capisce nulla?

    http://cyberluke2008.blogspot.it/2012/04/come-fini...

    (nota: l'autore del blog è probabilmente un fanboy apple, di certo non un apple hater)
    non+autenticato
  • mi pare sia la apple quella, soprattutto per le garanzie
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > ...promessi da chi se ne frega di ogni regola in
    > ogni parte del
    > mondo.
    > Promessa da marinaio!

    Ah, ma parti della stessa azienda che fabbrica i processori per i tuoi iCosi?
  • - Scritto da: Elrond

    > Ah, ma parti della stessa azienda che fabbrica i
    > processori per i tuoi
    > iCosi?

    si ma ti dirà che adesso apple li fa produrre a tsmc, perchè prima era purtroppo costretta dai cattivi coreani

    ma la musica è cambiata....ta da!!A bocca aperta
    non+autenticato
  • Sono anni che sto aspettando che a cambiare sia il modo con cui vengono gestiti i bit di informazione.
    Basta con il sistema binario!
    E intel ne sa qualcosa, ma la tiene nel cassetto, come IBM d'altronde...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pippo
    > Sono anni che sto aspettando che a cambiare sia
    > il modo con cui vengono gestiti i bit di
    > informazione.
    > Basta con il sistema binario!
    > E intel ne sa qualcosa, ma la tiene nel cassetto,
    > come IBM
    > d'altronde...

    Difatti: sembra l'abbia ordinato il dottore o qualche demone superiore che i bit debbano avere solo due stati: on e off, 1 e 0. La cosa più banale che viene in mente sono tre stati: +1 0 -1, quindi logica ternaria anzichè binaria. Ma ormai la sensibilità e la precisione dei sistemi HW di lettura/scrittura attuali dovrebbero poter permettere di differenziare e riconoscere senza incertezza ben più di tre livelli di memorizzazione per singolo bit, che scherzosamente chiamerei trit, quadrit, pentit, esit, eptit..., a seconda di quanti stati di memorizzazione si adottano. Chiaramente quel che viene stravolto è la logica di trattamento, che da binaria diventa ternaria, quaternaria, quinternaria..., e su questo siamo ben poco preparati, se non con conversioni particolari da base n a base 2 per i valori memorizzati da ricomporre. Certo la cosa sarebbe vantaggiosa in modo ottimale se TUTTO il complesso HW fosse sulla stessa base logica, ternaria, quaternaria o Nnaria che sia. Ma questo comporterebbe la revisione di tutto quanto esistente a livello SW oltre che HW... insomma siamo partiti male inondando il mondo all'inverosimile su base 2, e diventa impossibile tornare ad altra base se non su piccoli sistemi isolati autonomi, sui quali è ancora umano ripartire da zero (o meglio da tre, come diceva il grande Massimo Troisi).
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    Modificato dall' autore il 11 dicembre 2014 06.42
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  • E perchè non infiniti stati?
    Esisteva già questa tecnologia e si chiamava analogico
    Appena abbandoneremo il siclicio ci scommettiamo che ritornerà in voga?
    Un po' come il client/server andato in pensione a partire dagli anni '80 e poi tornato di nuovo di moda con l'avvento di internet
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    Modificato dall' autore il 11 dicembre 2014 12.08
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    apo
    95
  • mah...voi vi drogate e anche beneA bocca aperta
    non c'entra niente analogico e digitale, il problema riguarda la possibilità di scomporre operazioni matematiche in modo discreto. Shannon nella sua tesi di laurea dimostrò che si può rappresentare qualsiasi operazione matematica con una serie di interruttori on-off, da qui nasce l'esigenza dell'algebra booleana. Se avete altre idee, proponetele...

    In ogni caso c'è un motivo se la tesi di Shannon è considerata la tesi di laurea più importante nella storia dell'umanità, ma se siete così convinti di fare meglio, accomodatevi, la scienza è aperta a tuttiA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > mah...voi vi drogate e anche beneA bocca aperta
    > non c'entra niente analogico e digitale, il
    > problema riguarda la possibilità di scomporre
    > operazioni matematiche in modo discreto.

    Io preferisco il VinileA bocca aperta
    non+autenticato
  • Io concordo.

    L'uomo nel creare il computer digitale ha creato senza saperlo un sistema che imita il funzionamento del proprio cervello e delle cariche elettriche che attraversano i neuroni.
    iRoby
    7801
  • - Scritto da: ...
    > mah...voi vi drogate e anche beneA bocca aperta
    > non c'entra niente analogico e digitale, il
    > problema riguarda la possibilità di scomporre
    > operazioni matematiche in modo discreto. Shannon
    > nella sua tesi di laurea dimostrò che si può
    > rappresentare qualsiasi operazione matematica con
    > una serie di interruttori on-off, da qui nasce
    > l'esigenza dell'algebra booleana. Se avete altre
    > idee,
    > proponetele...
    >
    > In ogni caso c'è un motivo se la tesi di Shannon
    > è considerata la tesi di laurea più importante
    > nella storia dell'umanità, ma se siete così
    > convinti di fare meglio, accomodatevi, la scienza
    > è aperta a tutti
    >A bocca aperta

    Rileggo dopo qualche tempo questo post, e vedo il tuo intervento.

    Non c'entra niente l'aspetto l'analogico introdotto da Apo: come giustamente dici in natura è analogico apparente ma a livello microscopico ovvero atomico è tutto a struttura digitale. C'entra invece molto il digitale su base maggiore di due, e qualsiasi sia la tesi di laurea di un certo Shannon, non mi puoi negare che mantenere informazioni su base maggiore di due comporti una densità di informazione esponenzialmente superiore.

    Se ad esempio ogni bit avesse 10 stati possibili, 10 livelli (da 0 a 9), che poi non è altro che il nostro sistema di numerazione in base 10, il valore decimale 255 lo esprimeresti con 3 bit (o digit se preferisci chiamarli così), anzichè con otto (111111111), ma ti basterebbero sempre tre digit fino a 999 anzichè i dieci bit necessari in base 2. Il valore decimale 8589934593 diventa in binario esattamente:
    1000000000000000000000000000000001
    e per essere espresso richiede 34 digit anzichè 10...

    Dimmi tu se non c'è risparmio, Shannon o non Shannon.

    La serie di interruttori on off cui si può ridurre un algoritmo è in definitiva un numero in base 2, che posso vantaggiosamente esprimere in base superiore a due, non fa una grinza!

    Ora, se permetti, mi accomodo, la scienza è aperta a tutti quelli che sanno usare la materia grigia, ma non basta solo cultura in materia.

    .
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    Modificato dall' autore il 11 febbraio 2015 04.14
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  • - Scritto da: apo
    > E perchè non infiniti stati?

    Perché non è deterministico.
    non+autenticato
  • Tutta la natura mi risulta funzionare in analogico, e mi sembra funzionare parecchio bene...
    Ad ogni modo mi riferivo agli studi sui computer biologici di cui ogni tanto si parla.
    apo
    95
  • la natura è quanto di meno analogico esisteA bocca aperta
    se per analogico intendiamo che presa una funzione continua e differenziabile f(x) in due punti, tra quei due punti c'è un continuo infinito di valori. Beh, non è così, le leggi che governano la natura sono quantizzate. Ad esempio carica elettrica, gap energetici, pacchetti di energia, ecc...è tutto discreto, cioè digitale, ovvero le quantià possono assumere solo valori ben precisi in numero, anche infinito, ma contabile.

    Un esempio a caso i livelli energetici in un atomo, hai il livello A, il livello B, ma tra A e B non c'è un continuo infinito di valori, perché i livelli sono discreti, cioè quantizzati.

    La percezione comune della realtà è piuttosto ingannevole, non si usano gli occhi per misurare le coseSorride
    non+autenticato
  • non condivido, ma rispetto la tua visione, del resto la cosa è dibattuta anche tra i migliori scienziati...
    https://astronomicamens.wordpress.com/2012/12/17/q.../

    Ad ogni modo nel mondo informatico con il termine digitale ci si riferisce in genere ad un insieme discreto numerabile e con un numero finito di valori (mentre numerabile può essere anche infinito purchè sia relazionabile con l'insieme dei numeri reali)
    Tant'è che digitale in senso stretto è rappresentato da solo due elementi, e se sali ai multipli, sono sempre elementi finiti (dimensione di un registro, di un banco di memoria, di un dispositivo di memorizzazione di massa, ecc.)
    apo
    95