Claudio Tamburrino

IdentitÓ digitale, SPID in Gazzetta

Pubblicato ill Decreto che stabilisce le regole per il rilascio, l'utilizzo e la gestione del nuovo protocollo di identificazione. Un passo in pi¨ verso l'e-government, ma il cammino non Ŕ affatto concluso

Roma - ╚ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo che definisce il SPID, il sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese. L'identità digitale è, stando a quanto stabilito nel Decreto, la "rappresentazione informatica della corrispondenza biunivoca tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l'insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale".

Dovrebbe nel concreto essere la base - più delle firme digitali e degli indirizzi di posta elettronica certificata - su cui costruire il sistema di e-government del Paese: tutti i cittadini e le imprese che lo vorranno potranno dotarsi di una o più identità digitali che varranno a renderli identificabili - l'equivalente di una carta d'identità o di una patente nella vita quotidiana - agli sportelli telematici di amministrazioni e fornitori di servizi privati e potranno così usufruirne dei servizi da remoto.

Il decreto dovrebbe altresì stabilire tempi e modalità di adozione del nuovo sistema: si prevede l'esordio per aprile, tuttavia perché SPID entri in funzione mancano i regolamenti attuativi, con regole tecniche e modalità nel dettaglio. Questo compito dovrà essere svolto dall'Agenzia per l'Italia digitale che per farlo dovrà sentire il Garante per la Privacy; alla stessa Agenzia spetta inoltre il compito - entro sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta - di varare un proprio regolamento relativo alle modalità di accreditamento dei soggetti SPID e quello relativo alle procedure necessarie a consentire ai gestori dell'identità digitale, tramite l'utilizzo di altri sistemi di identificazione informatica conformi ai requisiti dello SPID, il rilascio dell'identità digitale.
Il tutto dovrà esser fatto coordinandosi con diversi soggetti accreditati, i cosiddetti identity provider, da parte dell'Agenzia stessa per il rilascio delle identità digitali. Questi ultimi saranno società private, soggette quindi alla libera concorrenza e che dovranno operare secondo i dettami della legge appena pubblicata e dei regolamenti attuativi in corso di definizione.

Sulla carta SPID pare un meccanismo più efficiente dei precedenti tentativi in materia, soprattutto perché la sua portata e la sua vocazione pare decisamente più ampia ed efficace. Resta da comprendere oerò se i dettagli che saranno definiti da qui in avanti saranno in grado di determinare l'effettivo successo: l'ottenimento di una, o più di una, identità digitale dovrà essere un procedimento semplice e alla portata di chiunque, in modo tale da spingere all'adozione di questa tecnologia. Nel caso ciò non si verifichi, SPID rischierà di essere l'ennesimo tassello di un mosaico che fino a oggi non ha regalato molte soddisfazioni all'agenda digitale italiana.

Claudio Tamburrino
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