Claudio Tamburrino

Google, Mosca cieca

Addio di Mountain View alla Russia: l'ultima goccia è stato l'obbligo di conservare su server locali i dati dei suoi utenti russi

Roma - Google sta programmando di chiudere le sue operazioni ed i suoi uffici in Russia in seguito alle stringenti riforme alla normativa introdotte nel Paese.

A non piacere a Mountain View spingendola alla fuga sarebbe in particolare la prossima adozione di una legge che obbligherebbe le multinazionali ICT a conservare i dati dei propri utenti russi in server locali: sottoponendoli dunque alle possibilità di ispezione, accesso e controllo da parte delle autorità russe.

Con la Russia, insomma, Google ha deciso di prendere la stessa decisione che l'aveva portata fuori dalla Cina: chiudere le sue operazioni locali per non essere costretta a cedere alle pressioni censorie del Governo e non vestire i panni del collaborazionista. Nel caso cinese le relazioni con Pechino erano degenerate in seguito alle notizie che volevano hacker al soldo del Governo impegnati a infiltrare Gmail e leggi locali sempre più aggressive su contenuti ed accesso alle informazioni da parte delle autorità. Mountain View, nonostante la perdita di circa 600 milioni di dollari pronosticata dagli analisti finanziari per l'abbandono del ricco mercato, aveva semplicemente lasciato il paese appoggiandosi piuttosto ad Hong Kong per servire quegli utenti in grado di superare la Grande Muraglia digitale.
L'addio alla Russia significherebbe smantellare la sua presenza locale e gli uffici che al momento impiegano circa 50 persone.

La Russia, peraltro, negli ultimi anni è diventato terreno sempre più difficile per le aziende internazionali perché è stato investito da pesanti sanzioni economiche in seguito al conflitto in Ucraina e perché ha introdotto diverse leggi che minano la libertà di espressione online, costringendo alla schedatura i blog locali e introducendo una lista nera dei siti non accessibili nel paese.

Inoltre nell'ultimo periodo le richieste di rimozione di contenuti fatte pervenire a Google da parte delle autorità sono aumentate del 125 per cento rispetto a quello precedente, così come hanno avuto un'impennata nell'ultimo anno le richieste di accesso ai dati.

Claudio Tamburrino
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