Claudio Tamburrino

Facebook: non piacere per piacere

Zuckerberg apre alla possibilitÓ per il tasto "non mi piace": il social network presta ascolto ascolto ai propri utenti, e all'uopo ha reclutato una squadra di simulatori

Roma - Tornano a susseguirsi le indiscrezioni sulla possibilità dell'avvento del pulsante antagonista del tipico "mi piace" di Facebook: quello per esprimere il proprio disaccordo o dispiacere nei confronti di una notizia o dell'aggiornamento di stato di un proprio amico.

L'occasione per riparlare della piccola ma altamente discussa novità è stato il nuovo incontro pubblico di Mark Zuckerberg: il CEO di Facebook è stato sollecitato con diverse domande sull'argomento, domande a cui ha risposto non chiudendo del tutto la porta alla nuova, potenziale funzione.

Pur non essendo interessato esplicitamente a tale possibilità, Zuckerberg si è detto infatti pronto ad ascoltare i bisogni delle "persone" che popolano il social network, tanto che non parla più di semplici utenti: la svolta epistemologica del social network ha risvolti anche organizzativi, con lo sviluppo del "team empatico" che all'interno della struttura di Facebook ha ora il compito di relazionarsi con gli sviluppatori immedesimandosi in utenti e inserzionisti ed offrendo così la loro esperienza diretta su bisogni e problemi che si possono incontrare.
Nel dettaglio, poi, questo significa anche pensare al pulsante "Non mi piace": una questione in fondo interessante posta dalle "persone". L'unico problema - per Zuckerberg - è che questo non diventi un modo per dare sfogo all'odio tra utenti. Per cui ci sarebbe bisogno di pensare ad uno strumento alternativo per commentare una notizia triste, per cui il pollice alzato rischia di creare un effetto straniante.

Claudio Tamburrino
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