Alfonso Maruccia

Net neutrality, l'industria contro la riclassificazione

Appello alla FCC contro la riclassificazione di Internet come un servizio di interesse pubblico: secondo una coalizione di colossi dell'IT, l'operazione porterebbe a una significativa riduzione degli investimenti nel settore

Net neutrality, l'industria contro la riclassificazioneRoma - Un'impressionante coalizione di aziende impegnate nell'IT - impressionante sia per il numero che per il "peso" dei brand presenti - ha scritto alla Federal Communications Commission (FCC) statunitense, esortando l'organizzazione a ripensare il proposito di riclassificazione dei provider Internet come utility pubbliche.

Al centro del contendere c'è la solita questione della net neutrality a stelle e strisce, con la Casa Bianca che si è espressa a favore dell'imposizione di regole e norme più stringenti per il rispetto delle opportunità di accesso degli utenti - derivanti dalla riclassificazione di cui sopra - e la presidenza della FCC allineata su posizioni simili.

Stando alla petizione inviata alla FCC, però, colossi tecnologici del calibro di Intel, IBM, Qualcomm, Alcatel-Lucent, D-Link e molti altri temono sinceramente che trattare gli ISP come provider da "Titolo II" ridurrebbe drasticamente gli investimenti economici per la crescita e lo sviluppo del settore.
L'impatto delle decisioni di FCC - attese per gennaio e non più prorogabili dopo l'intervento di Washington - a favore di una net neutrality rafforzata sarebbe "severo e immediato", dice la petizione, con i provider che sarebbero disincentivati a investire nello sviluppo infrastrutturale.

Le aziende dell'IT si lamentano di una net neutrality "troppo" neutrale, ma intanto gli ISP continuano a spendere per nuove infrastrutture come se niente fosse: AT&T, nemica giurata della neutralità della rete, ha lanciato un nuovo network in fibra nella Carolina del Nord, mentre il management di Verizon si contraddice e ammette che no, la net neutrality non ha nulla a che fare con gli investimenti nella rete. Gli utenti, per il momento, si mobilitano e protestano.

Alfonso Maruccia
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3 Commenti alla Notizia Net neutrality, l'industria contro la riclassificazione
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  • Anche perchè ad es. Google sta facendo la sua rete FasterThenLight in qualche paese USA senza rompere i maglioni a nessuno.
    Lungi da me lodare uno dei "big brother", ma le altre ditte non potrebbero fare lo stesso? Che diritto hanno i costruttori di chip e dispositivi vari (intel, qualcomm, ibm, alcatel,d-link) di dirci COME dobbiamo navigare?
    non+autenticato
  • è in grado di creare una propria struttura superultramegafantastica ed offre dei servizi a pagamento che riscuotono successo allora è bravo. Ma non deve rompere i coglioni entrare nel merito della neutralità di internet.
    Questa visione delirante è banalmente evidente facendo un piccolo e stupido esempio che anche loro dovrebbero essere in grado di capire ... mah!.
    All'inizio c'era solo la rete stradale ordinaria e non le autostrade. Poi la società Autostrade ha giustappunto fatto le Autostrade a pedaggio, se uno vuole le percorre altrimenti può farne a meno utilizzando la normale rete stradale.
    Ora domani mattina il signor Autostrade per l'Italia si sveglia ed inizia a rompere i mar*ni a delirare con simili argomentazioni:
    - Perchè la ordinaria rete stradale deve essere neutrale? Io faccio degli investimenti per le autostrade, allora io VOGLIO che chi esce di casa con il telepass deve avere la precedenza ai semafori, agli incroci, in prossimità dei caselli, etc.

    La domanda sorge spontanea: ma si può essere così c*gli*ni da pensare una cosa simile?
    non+autenticato
  • Inoltre il signor AT&T non è obbligato a fare una rete privata connessa a internet, in quanto PRIVATO ne fa una chiusa e si sciacqua dalle palle gestisce il suo orto.
    non+autenticato