Legge editoria: una proposta

di P. De Andreis. Ad un mese dall'entrata in vigore della legge sull'editoria, fugati i dubbi che si trattasse di una protesta estemporanea, vale la pena fare il punto della situazione per rilanciare domande e proposte

Roma - I fatti:

- sono 43mila le firme raccolte dalla petizione online contro la legge;

- sono oltre 5000 i siti che si sono mobilitati per aderire alle diverse forme di protesta.
Tra questi, sono centinaia i siti che stanno procedendo alla registrazione come testata, usufruendo della disponibilità gratuita di giornalisti. Decine di siti, invece, hanno sospeso, o modificato, le proprie pubblicazioni online. Altre centinaia di siti hanno pubblicato formule di volta in volta diverse per ottemperare ad obblighi, per quanto anacronistici e ridicoli, così come richiesto dalla legge.
- Le questioni e le ambiguità sollevate dalla legge, e tuttora senza una riposta chiara, hanno trovato inoltre spazio su Espresso, Panorama, Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa; per non parlare de Il diario della settimana, CWW, Apogeonline, Mytech, Html.it, Clarence, Beta.it, Virgilio; su Libération, The National review. Migliaia di siti amatoriali, newsgroup, mailing list e forum hanno discusso del problema, per ultimo Il Sole24Ore, per citarne solo alcuni, e purtroppo senza elencare ad uno ad uno tutti coloro che sulla propria pelle sono in attesa da settimane di una sentenza definitiva quasi fossero colpevoli di qualcosa.

- La maggior parte è d'accordo su un punto: la Legge sull'editoria 62/2001 è mal formulata. Da questo nasce l'abbondare di interpretazioni di volta in volta contraddittorie di avvocati, tribunali, relatori ed estensori della legge, ordini professionali. E soprattutto è chiara una mancanza di conoscenza del problema da parte della classe politica italiana, mentre si evidenzia un miopia corporativistica di giornalisti e di molti editori, che nascondono così facendo il vero problema: la ridiscussione della propria ragion d'essere.

La mobilitazione, insieme alle riflessioni che sono seguite, ha messo in luce alcuni punti fondamentali:

- Semmai la legge fosse esclusivamente finalizzata al recupero di fondi pubblici a favore dell'editoria multimediale e quindi per estensione a Internet, l'intervento del legislatore interferirebbe pesantemente sulla fisionomia della Rete e sul suo sviluppo, scavalcando gli organismi di autoregolamentazione che fino ad oggi hanno garantito uno sviluppo positivo del Web,e favorendo di fatto una corsia preferenziale e non vincolabile alla qualità del prodotto editoriale, promovendo in questo modo un elemento di discriminazione su base economica fra un informazione di serie A, garantita e dipendente dai fondi pubblici, e un'informazione di serie B, indipendente. Nulla di nuovo sotto il sole: è quello che avviene offline. Speravamo invece, e speriamo tuttora, che grazie a Internet le disfunzioni conclamate di certi processi produttivi e sociali potessero cogliere dallo sviluppo di Internet motivo di riflessione e di riforma; e non, viceversa, constatare come tali difetti e storture vengano arbitrariamente importati in ciò che ha rappresentato negli ultimi anni una vera ricchezza culturale ed economica per il paese.

- Non è chiaro, ma è auspicabile, che si proceda in tempi brevissimi alla stesura di un regolamento attuativo che chiarisca quanto la formulazione della legge non permette di decifrare, a vantaggio quindi della libertà di espressione e di informazione online, senza alcun obbligo e/o carico economico per chi intenda offrire e garantire informazione nel web.

- Per fare ciò con maggiore incisività, e perché la Comunità Internet, che in questo periodo ha ritrovato voce e motivi di protestare venga tenuta in considerazione, perché le significative perplessità che la mobilitazione ha sollevato in questo periodo vengano chiarite, è forse ora di dare corpo a un'idea, ad un'iniziativa al di sopra degli interessi singoli di ogni sito o persona. Una iniziativa che da ogni sito e da ogni persona tragga forza e autorevolezza per promuovere quell'ideale di libertà che ha scosso in queste settimane la Comunità. In gioco c'è il futuro.

Che ne pensi?

Paolo De Andreis
TAG: censura
25 Commenti alla Notizia Legge editoria: una proposta
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  • Su di un articolo (Legge sull'editoria: una proposta) dell'home page leggo:

    Tra questi, sono centinaia i siti che stanno procedendo alla registrazione come testata, usufruendo della disponibilità gratuita di giornalisti. Decine di siti, invece, hanno sospeso, o modificato, le proprie pubblicazioni online.

    Chi sa qualcosa di questa disponibilità gratuita di giornalisti?
    E vero?

    grazie per le risposte
    non+autenticato
  • Come la vedete? Un'associazione di siti e utenti che si costituisca come "cane da guardia" contro i tentativi di censura dell'Internet. Potrebbe essere un organismo del tutto indipendente e sostenuto a parte da altri soggetti.
    Non e' questo il suggerimento del commento?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Manlio Minotti
    > Come la vedete? Un'associazione di siti e
    > utenti che si costituisca come "cane da
    > guardia" contro i tentativi di censura
    > dell'Internet. Potrebbe essere un organismo
    > del tutto indipendente e sostenuto a parte
    > da altri soggetti.
    > Non e' questo il suggerimento del commento?

    forse dovremmo cominciare a chiedere ai nostri siti preferiti se aderirebbero o no a qualcosa del genere. non e' che si puo' continuare a stare sulle spalle di pochi siti come interlex o p.i.
    non+autenticato
  • Buona anche questa proposta:
    "io frequento le vostre pages: mi picerebbe trovarvi il banner della petizione. Il codice è questo e quest'altro: se lo trovo, la prossima volta, grazie, tornerò. Altrimenti, chi sa..."

    In quanto a stare sulle spalle di PI o di INTERLEX: innanzi tutto chiedo scusa per le esclusioni di tanti altri siti, per ragioni di spazio.
    Inoltre, chi ti ha detto che devi farti portare da PI o da INTERLEX?
    Sei TU, che porti loro - o almeno, e se non è così, dovresti farlo, perché lavorano anche per TE.
    Per portarli, basta diffonderne la lettura: nessuno lo pretende da te, ma in ogni caso non ti chiederebbero altro.


    - Scritto da: matteo
    > - Scritto da: Manlio Minotti
    > > Come la vedete? Un'associazione di siti e
    > > utenti che si costituisca come "cane da
    > > guardia" contro i tentativi di censura
    > > dell'Internet. Potrebbe essere un
    > organismo
    > > del tutto indipendente e sostenuto a parte
    > > da altri soggetti.
    > > Non e' questo il suggerimento del
    > commento?
    >
    > forse dovremmo cominciare a chiedere ai
    > nostri siti preferiti se aderirebbero o no a
    > qualcosa del genere. non e' che si puo'
    > continuare a stare sulle spalle di pochi
    > siti come interlex o p.i.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Manlio Minotti
    > Come la vedete? Un'associazione di siti e
    > utenti che si costituisca come "cane da
    > guardia" contro i tentativi di censura
    > dell'Internet. Potrebbe essere un organismo
    > del tutto indipendente e sostenuto a parte
    > da altri soggetti.
    > Non e' questo il suggerimento del commento?

    una associazione parla parla, non combina nulla e saltano fuori i soliti squali....;)

    credo sia meglio una sana SPA o SRL con un amministratore delegato, un capitale sociale, che abbia a scopo sociale la eliminazione di tutte le norme che censurano internet.

    raggiunto lo scopo si scioglie la società.

    FINITO

    Il fatto che sia una società e non una associazione spinge tutti a lavorare di più e meglio.

    se serve, quotiamola in borsa al nuovo mercato, tanto ormai ci vanno tutti. Io sarei favorevole a mettere la dei soldi per costituire questa società.

    ricordo che quando si parla di soldi, tutti siamo incentivati a fare meglio.

    datemi del venale, ma è così di solito.

    non+autenticato
  • Che ne penso?

    D'accordo sulla raccolta di firme come protesta per quella legge.

    Ma per quanto riguarda il finale dell'articolo, c'è qualcosa che non mi convince. Prima di tutto potevi essere più chiaro. Quando parli di ?una iniziativa al di sopra degli interessi singoli? cosa intendi dire? Parli di raccogliere le firme per abrogare una legge? O di dare voce (e corpo) ad un movimento di utenti Internet?

    Comunque sia tu, caro Paolino De Andreis, non hai l?autorità morale per lanciare iniziative di nessun genere.

    Tu punti ai soldi del finanziamento pubblico e della libertà del popolo della rete non te ne frega niente. Sei disposto a dire pubblicamente che non è così? Attento perché io potrei smentirti?.


    non+autenticato
  • ...carino...

    se continuiamo con la tecnica di tirarci vicendevolmente merda in faccia,

    NON MI STA BENE - NON MI STA BENE PER NIENTE

    Stiamo facendo qualcosa di costruttivo e serio, al momento non desidero catalogare gli scheletri che sono chiusi negli armadi di questo o di quello: ne parleremo dopo, a cose fatte, con calma e fermezza.
    Ora, no: abbiamo altro da fare.

    Il referndum è bellissimo, ma di difficile attuazione.
    L'interrogazione parlamentare, reiterata, sostenuta da 40.000 firme - che possono e debbono aumentare - può sortire l'impegno di un certo numero di Onorevoli Parlamentari, disposti a cavalcare la tigre per motivi abbietti, forse, ma sufficienti ad indurre il Governo a rivedere tutta la faccenda, sotto i riflettori che gli punteremo addosso.

    E ancora: una proposta di legge necessita di molte meno firme, e funziona egregiamente, se faremo sentire continuamente la nostra presenza, per esempio scrivendo tutti i giorni ai nostri (?) rappresentanti in Parlamento, tenendoci aggiornati, e dimostrandolo, che so, in un Forum, sull'iter della proposta, mantenendo il nostro fiato sul collo a chi dovrà pur occuparsi di dare una risposta a 40.000 scocciatori, disposti ad insistere nel chiedere il rispetto dei propri diritti di liberi cittadini.

    Ma manteniamo la nostra azione entro i limiti necessari a raggiungere i risultati desiderati, senza guerre di bottega, e rispettandoci per quello che stiamo facendo qui, ed ora.
    C'è sempre chi attende anche il più piccolo segnale di cedimento di un fronte compatto, per poterlo infrangere con meno fatica!

    - Scritto da: indovinalo
    > Che ne penso?
    >
    > D'accordo sulla raccolta di firme come
    > protesta per quella legge.
    >
    > Ma per quanto riguarda il finale
    > dell'articolo, c'è qualcosa che non mi
    > convince. Prima di tutto potevi essere più
    > chiaro. Quando parli di ?una iniziativa al
    > di sopra degli interessi singoli? cosa
    > intendi dire? Parli di raccogliere le firme
    > per abrogare una legge? O di dare voce (e
    > corpo) ad un movimento di utenti Internet?
    >
    > Comunque sia tu, caro Paolino De Andreis,
    > non hai l?autorità morale per lanciare
    > iniziative di nessun genere.
    >
    > Tu punti ai soldi del finanziamento pubblico
    > e della libertà del popolo della rete non te
    > ne frega niente. Sei disposto a dire
    > pubblicamente che non è così? Attento perché
    > io potrei smentirti?.
    >
    >
    non+autenticato


  • - Scritto da: alfridus@multimediaclub.org

    >
    > Il referndum è bellissimo, ma di difficile
    > attuazione.

    Alcune note tecnico-legislative: del referendum non si puo' parlare fino a ottobre (circa) causa articolo 31 (vedi http://www.giurcost.org/fonti/referendum.htm). Dopo di che potrebbe essere considerata una extrema ratio se la strategia di cui sotto non funzionasse (puo' non funzionare, perche' le iniziative popolari di solito restano nei cassetti del parlamento)


    > L'interrogazione parlamentare, reiterata,
    > sostenuta da 40.000 firme - che possono e
    > debbono aumentare - può sortire l'impegno di
    > un certo numero di Onorevoli Parlamentari,
    > disposti a cavalcare la tigre per motivi
    > abbietti, forse, ma sufficienti ad indurre
    > il Governo a rivedere tutta la faccenda,
    > sotto i riflettori che gli punteremo
    > addosso.

    Si potrebbe puntare, oltre ai riflettori, anche l'extrema ratio del possibile referendum (chi sosterrebbe il mantenimanto della legge correrebbe il rischio di apparire un nemico della liberta' di parola).

    Per fare un comitato promotore bastano dieci persone. Poi occorrono o 500.000 firme *o la richiesta di cinque consigli regionali*.

    Peacelink, sulla questione dell'estensione della legge sulla stampa alla rete, quando ancora nessuno ne parlava, e' riuscita a far pronunciare *all'unanimita'* il consiglio regionale della Toscana.
    Dopo le elezioni, le ragioni a maggioranza non "governativa" potrebbero avere interesse a farsi sentire su una questione come questa. E forse i consiglieri regionali sono piu' sensibili alle pressioni della base.

    Per le 500.000 firme: *non si possono raccogliere in rete,* perche' devono essere autenticate da notaio o segretario comunale. Le segreterie comunali sono pero' tenute a raccogliere le firme. Quindi o si usano i banchetti, o si devono convincere 500.000 persone ad andare in comune a firmare. E qui si dovrebbe usare la rete in maniera intensa.

    In questo caso, occorrerebbe l'appoggio di un movimento minoritario, ma con un suo spazio sui media: i piu' indicati sarebbero i radicali, che pero' si sono bruciati l'immagine proponendo troppi referendum tutti insieme (e quindi questo referendum rischierebbe di apparrire come "il solito referendum radicale, che noia...")
    Altri movimenti interessati potrebbero essere i verdi, rifondazione comunista, la lista Di Pietro (?). Un movimento minoritario che si impegna in una grande questione ha dei vantaggi immediati, in termini di visibilita' e di voti.

    Quanto a gente abituata al dibattito che difenda la causa in pubblico... - be', sapete quanti professori universitari hanno firmato la petizione? I professori universitari ci vanno a nozze, con queste cose... Sorride

    Insomma, il referendum e' difficile, ma non impossibile, in linea di principio, se le opzioni meno complesse si rivelano inefficaci.
    non+autenticato
  • Chiedo a PI di creare un'apposita pagina che raccolga tutte le informazioni sulla nuova legge e in particolare:
    la vecchia legge
    la 'nuova legge'
    chi ha approvato la 'nuova legge': una bella pagina con foto, nomi e cognomi di chi l'ha approvata)
    le proposte per una nuova legge (tutte le proposte dei lettori tratte dal forum)
    l'ordine dei giornalisti (informazioni sull'ordine) e pubblicazione dei loro interventi
    pro (tutti gli interventi a favore della nuova legge)
    contro (tutti gli interventi contro la nuova legge)

    Sono un grafico e webdesigner e sarei disposto a dare una mano per la realizzazione del layout delle pagine.
    non+autenticato

  • > Sono un grafico e webdesigner e sarei
    > disposto a dare una mano per la
    > realizzazione del layout delle pagine.

    si potrebbe fare un weblog, io ce l'ho già pronto. Eventualmente bisognerebbe mettere su un server. Se mi date un Logo io posso attivarlo nel giro di 24/48 ore.

    Eventualmente si può comperare un account da qualche parte. io penso che con una milionata spesa bene ce la si fa.

    Personalmente ho bisogno di PHP4 e di MYSQL. Mi permetto di consigliare pair networks per l'hosting.

    Si accettano consigli per il nome a dominio. se volete vi metto a disposizione qualcosa che ho già io.
    non+autenticato
  • Attualmente ho un'ottantina di Mbyte liberi su ottimi servers, che vi posso offrire "aggratis", con registrazione e tutto.
    Anche se penso che PI sia il miglior veicolo per questa proposta, che mi sembra coraggiosa più che sensata.
    Vedete: abbiamo firmato in soli 40.000 internettiani interessati; ognuno di noi dovrebbe racimolarne un'altra dozzina, per arrivare a mezzo milione... e valle a convicere a firmare, dodici persone che non vogliono assumersi responsabilità, altrimenti si sarebbero già fatte vive.
    Poi occorre tutto un lavoro "dietro", perché le firme :
    1- vanno controllate (che siano vere, che non siano doppie, o triple, ecc., che siano leggibili, che corrispondano a persone iscritte negli elenchi elettorali, da andare a controllare nei rispettivi Comuni di Residenza)
    2- vanno raccolte per iscritto, con modalità abbastanza complesse, per ovvi motivi
    3- vanno consegnate - in genere, lo si fa raccogliendo le firma a cinquanta per volta su fogli a quattro facciate, ma, nel nostro caso, saranno al minimo 50.000 fogli con dieci-quindici firme ciascuno: lo sapete quanto spazio occupano 50.000 fogli di carta?
    4- vanno conservate, catalogate, descritte, a garanzia di eventuali contestazioni del Tribunale, che le deve validare una per una, e che certamente ne scarterà parecchie, per i motivi più diversi.
    E come si gestisce tutto questo lavorio, senza accentrarlo da qualche parte?
    Dove lo si vuole accentrare? in un sito? bene, io ci sto. Ma il Tribunale, no
    Si potrebbe raccogliere i "consensi" in modalità virtuale, far scaricare a ciascuno un modulo da Web, pregarlo di firmarlo e consegnarlo in punti di raccolta predisposti, e già sarebbe tanto; ma per arrivare in fondo ci vogliono persone e capitali (non soldi, proprio capitali, avete capito bene): luoghi sicuri e controllati dove conservare i documenti, mezzi multimediali per comunicare l'andamento della raccolta, mezzi di comunicazione e trasporto, energia, servizi, ecc.ecc.
    Ed anche mettere in piedi un ufficio legale, un ufficio stampa, un ufficio relazioni pubbliche, ed un ufficio contabilità, perchè di sicuro, prima o poi salterà fuori qualcuno a chiederci "chi vi ha sovvenzionato per fare tutto questo?", e cioè "per chi state lavorando?", e "quanto vi pagano?", e "avete versato i contributi A, B, C, D, E, F, G,...fino alla lettera Omega?"

    E tutto questo, amici, per NON fare il disfattista, ma solo per dirvi che occorre partire benissimo, per arrivare con le ossa rotte, figuriamoci se partiamo soltanto con un po' di fantasia ed il nostro cuore coraggioso!

    E cmq, sono dei vostri,
    -per fare uno o una serie di strike [ed anche un po' di spamming, pare che in politica si possa...]
    -per divulgare l'iniziativa, magari imbrattando i muri delle città con dei mega-graffiti
    - per usare tutti i mezzi leciti, illeciti, etici ed immorali per arrivare in fondo a questa PRIMA faccenda di soffocamento della libertà

    ... e poi dicono che Tienammen è in Cina...

    - Scritto da: mdrodi
    >
    > > Sono un grafico e webdesigner e sarei
    > > disposto a dare una mano per la
    > > realizzazione del layout delle pagine.
    >
    > si potrebbe fare un weblog, io ce l'ho già
    > pronto. Eventualmente bisognerebbe mettere
    > su un server. Se mi date un Logo io posso
    > attivarlo nel giro di 24/48 ore.
    >
    > Eventualmente si può comperare un account da
    > qualche parte. io penso che con una
    > milionata spesa bene ce la si fa.
    >
    > Personalmente ho bisogno di PHP4 e di MYSQL.
    > Mi permetto di consigliare pair networks per
    > l'hosting.
    >
    > Si accettano consigli per il nome a dominio.
    > se volete vi metto a disposizione qualcosa
    > che ho già io.
    non+autenticato
  • Quello che si potrebbe fare e' raccogliere le firme
    per un referendum.

    *Un referendum solo,* non venti - cosa che si 'e gia' dimostrata inflazionistica e controproducente. Deve essere comunicativamente chiaro che il referendum e' per la liberta' di parola.

    Non occorre neppure chiedere l'abolizione dell'ordine dei giornalisti (se uno ci vuole entrare, perche' impedirglielo?).

    Basterebbe chiedere l'abrograzione dell'articolo 663bis del codice penale nonche' dell'articolo 5 punto 3 e dell'articolo 16 della legge 8 febbraio 1948, numero 47.

    Questo eliminerebbe sia l'obbligo di avere un direttore responsabile *giornalista* iscritto all'albo, sia le sanzioni penali connesse alla cosiddetta stampa clandestina.

    L'ordine dei giornalisti rimarrebbe e chi crede che sia una garanzia potra' continuare ad avere un direttore responsabile giornalista; chi non ci crede non finira' in galera per questo.

    I referendum sulle grandi questioni (aborto, divorzio) hanno avuto successo. Questo sarebbe un referendum su una questione ancora piu' grande, la liberta' di parola.

    Non deve essere, cioe', un referendum *contro* l'ordine dei giornalisti, che e' questione che pochi possono capire, e che comunque puo' continuare ad esistere, anzi veder esaltato il suo ruolo, se effettivamente esso si dimostrera' capace di selezionare professionisti migliori dei "non giornalisti".

    non+autenticato


  • - Scritto da: Modesta proposta
    > Quello che si potrebbe fare e' raccogliere
    > le firme
    > per un referendum.
    >
    > *Un referendum solo,* non venti - cosa che
    > si 'e gia' dimostrata inflazionistica e
    > controproducente. Deve essere
    > comunicativamente chiaro che il referendum
    > e' per la liberta' di parola.

    Sono d'accordo
    >
    > Non occorre neppure chiedere l'abolizione
    > dell'ordine dei giornalisti (se uno ci vuole
    > entrare, perche' impedirglielo?).

    sono d'accordo
    >
    > Basterebbe chiedere l'abrograzione
    > dell'articolo 663bis del codice penale
    > nonche' dell'articolo 5 punto 3 e
    > dell'articolo 16 della legge 8 febbraio
    > 1948, numero 47.
    >
    > Questo eliminerebbe sia l'obbligo di avere
    > un direttore responsabile *giornalista*
    > iscritto all'albo, sia le sanzioni penali
    > connesse alla cosiddetta stampa clandestina.

    Mi pare che il referendum abrogativo non possa coinvolgere norme di diritto penale, ma potrei sbagliarmi.
    >
    > L'ordine dei giornalisti rimarrebbe e chi
    > crede che sia una garanzia potra' continuare
    > ad avere un direttore responsabile
    > giornalista; chi non ci crede non finira' in
    > galera per questo.
    certo

    >
    > I referendum sulle grandi questioni (aborto,
    > divorzio) hanno avuto successo. Questo
    > sarebbe un referendum su una questione
    > ancora piu' grande, la liberta' di parola.
    >
    > Non deve essere, cioe', un referendum
    > *contro* l'ordine dei giornalisti, che e'
    > questione che pochi possono capire, e che
    > comunque puo' continuare ad esistere, anzi
    > veder esaltato il suo ruolo, se
    > effettivamente esso si dimostrera' capace di
    > selezionare professionisti migliori dei "non
    > giornalisti".
    >
    Sono d'accordo con te, esprimi grande civiltà nel tuo post, come la maggior parte del popolo di Internet.

    Peccato che i nostri politicanti debbano essere trattati in maniera moooooolto diversa, in quanto ignoranti e monarchi.
    non+autenticato


  • - Scritto da: coccige

    >
    > Mi pare che il referendum abrogativo non
    > possa coinvolgere norme di diritto penale,
    > ma potrei sbagliarmi.

    Dunque, il referendum e' regolato dall'articolo 75 della costituzione, con le esclusioni che seguono. Ecco l'articolo:

    Art. 75. È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
    ----------------
    Non e ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
    -----------------
    Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
    La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
    La legge determina le modalità di attuazione del referendum.



    La corte costituzionale giudica della ammissibilita' dei referendum, in relazione al secondo comma dell'articolo 75 costituzione citato sopra.

    La legge che istituisce il referenduum attuando l'articolo 75 della costituzione, si puo' vedere
    qui:
    http://www.giurcost.org/fonti/referendum.htm

    Come si vede all'articolo 31, c'e' da aspettare qualche mese Sorride
    non+autenticato


  • - Scritto da: Modesta Proposta
    >
    >
    > - Scritto da: coccige
    >
    > >
    > > Mi pare che il referendum abrogativo non
    > > possa coinvolgere norme di diritto penale,
    > > ma potrei sbagliarmi.

    mi ero sbagliato....

    bene, allora bisogna trovare questi 500 mila....
    non+autenticato
  • Ottima idea, te la appoggio in pieno. Oltretutto dimostri di conoscere bene le leggi, il che non è poco. Le persone come te possono cambiare il mondo!


    Voltaire 2001

    http://punto-informatico.it/p.asp?i=35809





    - Scritto da: Modesta proposta
    > Quello che si potrebbe fare e' raccogliere
    > le firme
    > per un referendum.
    >
    > *Un referendum solo,* non venti - cosa che
    > si 'e gia' dimostrata inflazionistica e
    > controproducente. Deve essere
    > comunicativamente chiaro che il referendum
    > e' per la liberta' di parola.
    >
    > Non occorre neppure chiedere l'abolizione
    > dell'ordine dei giornalisti (se uno ci vuole
    > entrare, perche' impedirglielo?).
    >
    > Basterebbe chiedere l'abrograzione
    > dell'articolo 663bis del codice penale
    > nonche' dell'articolo 5 punto 3 e
    > dell'articolo 16 della legge 8 febbraio
    > 1948, numero 47.
    >
    > Questo eliminerebbe sia l'obbligo di avere
    > un direttore responsabile *giornalista*
    > iscritto all'albo, sia le sanzioni penali
    > connesse alla cosiddetta stampa clandestina.
    >
    > L'ordine dei giornalisti rimarrebbe e chi
    > crede che sia una garanzia potra' continuare
    > ad avere un direttore responsabile
    > giornalista; chi non ci crede non finira' in
    > galera per questo.
    >
    > I referendum sulle grandi questioni (aborto,
    > divorzio) hanno avuto successo. Questo
    > sarebbe un referendum su una questione
    > ancora piu' grande, la liberta' di parola.
    >
    > Non deve essere, cioe', un referendum
    > *contro* l'ordine dei giornalisti, che e'
    > questione che pochi possono capire, e che
    > comunque puo' continuare ad esistere, anzi
    > veder esaltato il suo ruolo, se
    > effettivamente esso si dimostrera' capace di
    > selezionare professionisti migliori dei "non
    > giornalisti".
    >
    non+autenticato
  • - Scritto da: Modesta proposta
    > Quello che si potrebbe fare e' raccogliere
    > le firme
    > per un referendum.
    > Basterebbe chiedere l'abrograzione
    > dell'articolo 663bis del codice penale
    > nonche' dell'articolo 5 punto 3 e
    > dell'articolo 16 della legge 8 febbraio
    > 1948, numero 47.

    Premetto che di leggi ne so molto poco, però perchè non andiamo direttamente al sodo e organizziamo una raccolta di firme per un referendum proprio per abolire questa "benedetta" legge 62?

    Marco
    non+autenticato
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