Gaia Bottà

Flickr, chi capisce Creative Commons?

Il servizio di condivisione fotografica rinuncia a vendere le immagini messe a disposizione con licenze libere. Per non scontentare gli utenti che non hanno compreso appieno il funzionamento di CC

Roma - Il servizio di condivisione fotografica ha fatto marcia indietro: cesserà di mettere in vendita le immagini che gli utenti hanno condiviso sotto licenza Creative Commons, anche se gli utenti stessi hanno tecnicamente concesso libertà riguardo agli usi commerciali delle loro opere.

Flickr avrebbe avuto tutto il diritto di stampare, incorniciare e vendere certe immagini pubblicate sulla piattaforma dagli utenti sotto licenza CC che garantiscano ogni libertà riguardo agli usi commerciali: il servizio di sharing, fra i primi ad abbracciare le licenze libere, con il servizio Wall Art intendeva sfruttare proprio le libertà che gli autori scelgono di non arrogarsi. Con immagini rilasciate ad esempio sotto licenza CC-BY, che impone la semplice attribuzione, o CC-BY-SA che in più ha natura virale, Flickr avrebbe potuto offrire un servizio perfettamente in linea con le regole e lo spirito che animano Creative Commons.

Ma i fotografi, a pochi giorni dall'avvio del programma Wall Art, si erano ribellati: rimozioni di immagini, revoche di licenze praticamente irrevocabili, proteste mediatiche avevano sollevato una polemica che ha gettato luce sulla scarsa comprensione che gli autori ancora hanno rispetto al funzionamento delle licenze libere.
Flickr, che avrebbe avuto tutto il diritto di continuare a sfruttare le opere con le licenze CC più permissive per il servizio Wall Art, ha invece scelto di rinunciarvi: smetterà di attingere alle immagini rilasciate in CC, assecondando quegli utenti e quegli osservatori che hanno lamentato il fatto che "includere le opere rilasciate sotto Creative Commons in questo servizio non sia coerente con lo spirito dei Commons e con la nostra comunità dedicata alla condivisione".
Flickr rimborserà poi gli autori le cui foto in CC sono state vendute attraverso il servizio, promettendo nel contempo di lavorare a fianco di Creative Commons per "tornare a proporre programmi che meglio si allineino con i valori della nostra community".

Creative Commons ha accolto la decisione di Flickr sottolineando l'importanza della chiarezza riguardo al funzionamento delle licenze, per prevenire incomprensioni: la non profit auspica venga a crearsi un contesto in cui "contenuti di ogni tipo siano liberamente disponibili per essere usati a condizioni semplici, sulla cui base i permessi siano chiari a tutti". E il problema di comprensione non riguarda solo le licenze Creative Commons in sé: la responsabilità ricade anche sulle piattaforme che le implementano, e la fiducia degli utenti dipende molto da "come le piattaforme sviluppano e posizionano i loro prodotti e servizi e come gli utenti si relazionano nella community".

Gaia Bottà
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29 Commenti alla Notizia Flickr, chi capisce Creative Commons?
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  • sembra che la filosofia open incominci a mostrare qualche crepa.
    Finché io posso utilizzare ciò che fanno gli altri senza pagare va tutto bene ma quando gli altri iniziano ad usare gratis quello che faccio io, e magari a farci anche dei soldi allora mi incazzo e di brutto!
    ;)
    non+autenticato
  • Smettiamola! Per capire le Creative Commons non servono lauree, né master, né dottorati. Serve solo un po' di umiltà e pazienza; il che significa prendersi qualche minuto per leggere un po' del NUMEROSISSIMO e CHIARISSIMO materiale informativo disponibile in rete. Il problema è un altro: cioè che Internet ci ha resi impazienti e intellettualmente pigri. Vogliamo tutto facile, tutto subito, e tutto gratis. Salvo poi indispettirci se poi le cose (che NON ABBIAMO LETTO) si verificano diverse da come ce le eravamo immaginate. Troppo facile così.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Simone Aliprandi
    > CUT Il problema è un
    > altro: cioè che Internet ci ha resi impazienti e
    > intellettualmente pigri. Vogliamo tutto facile,
    > tutto subito, e tutto gratis. CUT

    E' sempre stato così, e sarà sempre così, sia
    dentro che fuori Internet. Ricordatevi sempre
    che siamo in Italia.
  • ... tutti gli altri che vedono le foto su Flickr e vedono che la licenza è una CC semplice, opssono fare quello che vogliono, anche scaricare le foto e rivenderle su un altro sito.

    O semplicemente usarle per altri lavori.

    Le licenze CC non è che siano complicate, eh. Sono state scritte apposta per essere capite anche da chi non sa niente di legge. E sono di 5-6 righe, non di 500 pagine.

    Solo che la gente non legge nemmeno quelle 5 righe.
    non+autenticato
  • Già nel mondo "reale" la gente firma senza non dico capire ma nemmeno leggere figuriamoci dove basta mettere una casella di spunta.

    Vorrei fare un discorso più a carattere generale quando si accetta (spunta o firma che sia) una licenza d'uso o un contratto beh uno poi lo onora (fatto salvo il rispetto delle leggi). Fosse per me punirei pesantemente chi magari intenta un'azione penale perchè si sente truffato da un contratto che non ha neanche letto. Lo stato e la magistratura non possono fare da balia ad un idiota a meno che non si tratti di persone non in grado di intendere e volere.

    La licenza che hai scelto dice che io me le posso rivendere, bene io me le rivendo punto. Non hai letto il contratto e ci sono delle penali salate per la chiusura anticipata bene le paghi. È ora che la gente impari che quando si firma poi si onora, anche ingoiando la ***** e prendendosi a schiaffi per quanto si è stati idioti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: davidoff
    > Già nel mondo "reale" la gente firma senza non
    > dico capire ma nemmeno leggere figuriamoci dove
    > basta mettere una casella di spunta.
    >
    > Vorrei fare un discorso più a carattere generale
    > quando si accetta (spunta o firma che sia) una
    > licenza d'uso o un contratto beh uno poi lo onora
    > (fatto salvo il rispetto delle leggi). Fosse per
    > me punirei pesantemente chi magari intenta
    > un'azione penale perchè si sente truffato da un
    > contratto che non ha neanche letto. Lo stato e la
    > magistratura non possono fare da balia ad un
    > idiota a meno che non si tratti di persone non in
    > grado di intendere e volere.

    Ma la "gente" non può studiare legge per anni per mettersi in grado di leggere contratti da 500 pagine di fitti termini legalesi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 2013
    > - Scritto da: davidoff
    > > Già nel mondo "reale" la gente firma senza
    > non
    > > dico capire ma nemmeno leggere figuriamoci
    > dove
    > > basta mettere una casella di spunta.
    > >
    > > Vorrei fare un discorso più a carattere
    > generale
    > > quando si accetta (spunta o firma che sia)
    > una
    > > licenza d'uso o un contratto beh uno poi lo
    > onora
    > > (fatto salvo il rispetto delle leggi). Fosse
    > per
    > > me punirei pesantemente chi magari intenta
    > > un'azione penale perchè si sente truffato da
    > un
    > > contratto che non ha neanche letto. Lo stato
    > e
    > la
    > > magistratura non possono fare da balia ad un
    > > idiota a meno che non si tratti di persone
    > non
    > in
    > > grado di intendere e volere.
    >
    > Ma la "gente" non può studiare legge per anni per
    > mettersi in grado di leggere contratti da 500
    > pagine di fitti termini
    > legalesi.

    In questo caso si proibiscono i contratti di 500 pagine fitti di termini legalesi.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: 2013
    > > - Scritto da: davidoff

    > > > Lo stato e la magistratura non
    > > > possono fare da balia ad un idiota
    > > > a meno che non si tratti di persone
    > > > non in grado di intendere e volere.

    > > Ma la "gente" non può studiare legge
    > > per anni per mettersi in grado di leggere
    > > contratti da 500 pagine di fitti termini
    > > legalesi.

    > In questo caso si proibiscono i contratti di 500
    > pagine fitti di termini legalesi.

    E quindi torniamo a quello che diceva davidoff: SI, stato e magistratura DOVREBBERO controllare ogni contratto PRIMA che venga diffuso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 2013
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: 2013
    > > > - Scritto da: davidoff
    >
    > > > > Lo stato e la magistratura non
    > > > > possono fare da balia ad un idiota
    > > > > a meno che non si tratti di persone
    > > > > non in grado di intendere e volere.
    >
    > > > Ma la "gente" non può studiare legge
    > > > per anni per mettersi in grado di
    > leggere
    >
    > > > contratti da 500 pagine di fitti termini
    > > > legalesi.
    >
    > > In questo caso si proibiscono i contratti di
    > 500
    > > pagine fitti di termini legalesi.
    >
    > E quindi torniamo a quello che diceva davidoff:
    > SI, stato e magistratura DOVREBBERO controllare
    > ogni contratto PRIMA che venga
    > diffuso.

    Niente affatto.
    Basterebbe limitarsi a dichiarare nullo ogni contratto di 500 pagine scritto in legalese stretto, se la controparte si rivolgesse alla magistratura.
    E comminare multe proporzionali al numero di pagine e di caratteri.

    Del resto quando vai a comprare due panini dal fornaio non c'e' mica un contratto di 500 pagine.
    C'e' un banalissimo cartellino col prezzo al kg.

    Qualunque parola in piu' e' sicuramente contro gli interessi del cliente.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: 2013
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > - Scritto da: 2013
    > > > > - Scritto da: davidoff
    > >
    > > > > > Lo stato e la magistratura
    > non
    >
    > > > > > possono fare da balia ad un
    > idiota
    >
    > > > > > a meno che non si tratti di
    > persone
    > > > > > non in grado di intendere e
    > volere.
    > >
    > > > > Ma la "gente" non può studiare
    > legge
    > > > > per anni per mettersi in grado di
    > > leggere
    > >
    > > > > contratti da 500 pagine di fitti
    > termini
    > > > > legalesi.
    > >
    > > > In questo caso si proibiscono i
    > contratti
    > di
    > > 500
    > > > pagine fitti di termini legalesi.
    > >
    > > E quindi torniamo a quello che diceva
    > davidoff:
    > > SI, stato e magistratura DOVREBBERO
    > controllare
    > > ogni contratto PRIMA che venga
    > > diffuso.
    >
    > Niente affatto.
    > Basterebbe limitarsi a dichiarare nullo ogni
    > contratto di 500 pagine scritto in legalese
    > stretto, se la controparte si rivolgesse alla
    > magistratura.

    Quindi vedi che occorre rivolgersi alla magistratura, ero nello stato italiano possono girare contratti illegali fino al momento in cui qualcuno non ha i sospetto che non lo sia e non fa denuncia, ma ti sembra normale ?

    > E comminare multe proporzionali al numero di
    > pagine e di caratteri.

    Quindi una SRL può fare contratti capestro e nel caso in cui la becchino non paga nulla, al più fallisce e ciao.

    > Del resto quando vai a comprare due panini dal
    > fornaio non c'e' mica un contratto di 500 pagine.
    > C'e' un banalissimo cartellino col prezzo al kg.

    Chi mi vende il panino ha già dovuto firmare con lo stato (quindi con un mio rappresentante) un contratto nel quale sono presenti parecchie clausole riguardanti igene e sicurezza che tutelano me.

    > Qualunque parola in piu' e' sicuramente
    > contro gli interessi del cliente.

    Che ci cascherà in pieno poichè non è preventivamente tutetalo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 2013
    > E quindi torniamo a quello che diceva davidoff:
    > SI, stato e magistratura DOVREBBERO controllare
    > ogni contratto PRIMA che venga
    > diffuso.
    Mah, in un certo senso il Codice Civile Italiano lo aveva fatto, vedi alla voce "Contratto tipico", ma putroppo, nei contratti internazionali (come quasi sempre ormai abbiamo a che fare nel mondo dei servizi internet) il riferimento è il contratto anglosassone, in cui tutto è specificato nel contratto senza rimando al Codice di riferimento, e quindi siamo di fronte quasi sempre ad un "Contratto Atipico", che nelle intenzioni originali del Codice Civile Italiano dovevano essere marginali e dedicati ai casi di contrattazione "tra pari", non nelle EULA in corpo 8 da leggere in 30 secondi in una combo 6x4 in modalità "prendere o lasciare".

    ...ora però su le mani: quanti hanno letto (non dico compreso...) i primi tre Titoli del Libro IV del Codice Civile?
    non+autenticato
  • - Scritto da: 2013
    > - Scritto da: davidoff
    > > Già nel mondo "reale" la gente firma senza
    > non
    > > dico capire ma nemmeno leggere figuriamoci
    > dove
    > > basta mettere una casella di spunta.
    > >
    > > Vorrei fare un discorso più a carattere
    > generale
    > > quando si accetta (spunta o firma che sia)
    > una
    > > licenza d'uso o un contratto beh uno poi lo
    > onora
    > > (fatto salvo il rispetto delle leggi). Fosse
    > per
    > > me punirei pesantemente chi magari intenta
    > > un'azione penale perchè si sente truffato da
    > un
    > > contratto che non ha neanche letto. Lo stato
    > e
    > la
    > > magistratura non possono fare da balia ad un
    > > idiota a meno che non si tratti di persone
    > non
    > in
    > > grado di intendere e volere.
    >
    > Ma la "gente" non può studiare legge per anni per
    > mettersi in grado di leggere contratti da 500
    > pagine di fitti termini
    > legalesi.

    Ti svelo un segreto: per questo ci stanno gli avvocati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: evviva
    > - Scritto da: 2013

    > Ti svelo un segreto: per questo ci stanno gli
    > avvocati.

    Tra quello, guardie private in pratica lo stato non serve a niente al cittadino, potremmo eliminarlo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 2013
    > Ma la "gente" non può studiare legge per anni per
    > mettersi in grado di leggere contratti da 500
    > pagine di fitti termini
    > legalesi.

    La "gente" non ha letto un contratto da 500 pagine scritto in legalese da Flickr. La "gente" ha scelto di mettere su Flickr le proprie foto utilizzando una determinata licenza. Licenza che ha scelto la "gente" stessa quando l'ha messa su Flickr. Almeno leggere la licenza che decidi di utilizzare per divulgare la tua opera...

    Flickr ha deciso di comportarsi così per evitare danni d'immagine, ma sono d'accordo con davidoff. Sono loro che sono idioti e non meritano nulla.
    Prozac
    5083
  • - Scritto da: davidoff
    > Già nel mondo "reale" la gente firma senza non
    > dico capire ma nemmeno leggere figuriamoci dove
    > basta mettere una casella di
    > spunta.
    >
    > Vorrei fare un discorso più a carattere generale
    > quando si accetta (spunta o firma che sia) una
    > licenza d'uso o un contratto beh uno poi lo onora
    > (fatto salvo il rispetto delle leggi). Fosse per
    > me punirei pesantemente chi magari intenta
    > un'azione penale perchè si sente truffato da un
    > contratto che non ha neanche letto. Lo stato e la
    > magistratura non possono fare da balia ad un
    > idiota a meno che non si tratti di persone non in
    > grado di intendere e
    > volere.
    >
    > La licenza che hai scelto dice che io me le posso
    > rivendere, bene io me le rivendo punto. Non hai
    > letto il contratto e ci sono delle penali salate
    > per la chiusura anticipata bene le paghi. È ora
    > che la gente impari che quando si firma poi si
    > onora, anche ingoiando la ***** e prendendosi a
    > schiaffi per quanto si è stati
    > idioti.

    Se la gente leggesse *davvero* i contratti e le privacy policy on-line, Facebook ed il resto della SocialShit non esisterebbero. Ma mi sbilancio a dire che non esisterebbero nemmeno le millmila tastiere "gratis" su Google Play. Chi è causa del suo mal, pianga sè stesso.
  • Questa storia mi puzza parecchio di marcio.
    Figuriamoci se un sito come flickr possa rinunciare a cuor leggero a milioni e milioni di immagini.

    La questione e' molto piu' semplice: saranno sicuramente quei quattro sedicenti fotografi professionisti che ancora si illudono di poter vendere foto nel terzo millennio, quando e' disponibile qualunque cosa gratuitamente, ad aver fatto pressione per far sparire le foto in CC in modo da poter avere solo quelle a pagamento.

    La solita storia: le risorse AGGRATIS non godono di promozione pubblicitaria e basta qualunque soggetto portatore di interessi che unge le giuste ruote per farle sparire.

    Parassiti che pretendono solo di ritardare una fine gia' scritta.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Questa storia mi puzza parecchio di marcio.
    > Figuriamoci se un sito come flickr possa
    > rinunciare a cuor leggero a milioni e milioni di
    > immagini.
    >
    > La questione e' molto piu' semplice: saranno
    > sicuramente quei quattro sedicenti fotografi
    > professionisti che ancora si illudono di poter
    > vendere foto nel terzo millennio, quando e'
    > disponibile qualunque cosa gratuitamente, ad aver
    > fatto pressione per far sparire le foto in CC in
    > modo da poter avere solo quelle a
    > pagamento.
    >
    > La solita storia: le risorse AGGRATIS non godono
    > di promozione pubblicitaria e basta qualunque
    > soggetto portatore di interessi che unge le
    > giuste ruote per farle
    > sparire.
    >
    > Parassiti che pretendono solo di ritardare una
    > fine gia'
    > scritta.

    Io ho capito completamente un'altra storia...

    Cito dall'articolo:
    "Il servizio di condivisione fotografica ha fatto marcia indietro: cesserà di mettere in vendita le immagini che gli utenti hanno condiviso sotto licenza Creative Commons, anche se gli utenti stessi hanno tecnicamente concesso libertà riguardo agli usi commerciali delle loro opere."

    Cioè, io ho capito che: Flickr (il servizio di condivisione fotografica) cesserà di VENDERE (Flickr NON VENDERÀ PIÙ) le immagini che gli utenti hanno messo sul portale con licenza CC BY, CC BY-SA, CC BY-ND (cioè che permette l'utilizzo a scopi commerciali: praticamente Flickr può vendere quelle foto).

    Praticamente, gli utenti di Flickr hanno inserito le loro foto sul portale inserendo come licenza una di quelle tre (CC BY, CC BY-SA, CC BY-ND) senza capire che utilizzando quelle licenze permettevano a Flickr di utilizzarle a scopo commerciale (e quindi venderle). Flick ha usufruito di tale permesso (dato dagli stessi utenti), e loro si sono offesi perché lo ha fatto...

    Flickr, per evitare guai più grossi (perdita di utenti) ha deciso di smettere di vendere tali immagini (anche se nella realtà avrebbe potuto farlo) e di "risarcire" (per cosa, visto che loro hanno dato il consenso) gli utenti dei soldi che ha guadagnato grazie a quelle foto...
    Prozac
    5083
  • > Flickr, per evitare guai più grossi (perdita di
    > utenti) ha deciso di smettere di vendere tali
    > immagini (anche se nella realtà avrebbe potuto
    > farlo) e di "risarcire" (per cosa, visto che loro
    > hanno dato il consenso) gli utenti dei soldi che
    > ha guadagnato grazie a quelle
    > foto...

    A naso, direi che in tribunale potrebbero vincere i fotografi.
    La licenza CC non è stata integrata nella legge sul diritto d'autore. Ora, è vero che pubblicando sul sito si accettano le regole del sito, e tra l'altro la CC non l'ha certo inventata Flickr, esiste dal 2002. Epperò in certe cose la legge generale prevale su un contratto particolare stipulato in quel modo (una spunta su un modulo online). Non ci sono precedenti, quindi parlo solo per ipotesi.
  • - Scritto da: Leguleio
    > A naso, direi che in tribunale potrebbero vincere
    > i
    > fotografi.
    > La licenza CC non è stata integrata nella legge
    > sul diritto d'autore. Ora, è vero che pubblicando
    > sul sito si accettano le regole del sito, e tra
    > l'altro la CC non l'ha certo inventata Flickr,
    > esiste dal 2002. Epperò in certe cose la legge
    > generale prevale su un contratto particolare
    > stipulato in quel modo (una spunta su un modulo
    > online). Non ci sono precedenti, quindi parlo
    > solo per
    > ipotesi.

    Io non sono un esperto legale. Ma a naso penso che le cose stiano un po' diversamente.
    Non ho un account Flickr e, quindi, non sono sicuro di come funzioni. Ma, cercando immagini sul portale, ne ho trovate sotto diverse licenze: CC e non CC. Quindi non penso che Flick ti obblighi a adottare una licenza particolare. Se tu, utente, hai deciso di adottare una licenza CC BY poi non dovresti lamentarti se chi scarica la tua immagine ne fa quello che vuoi... Sei tu stesso a dirgli: "Ehi! Con la mia immagine puoi farci quello che vuoi! Anche per scopi commerciali!"

    Poi metti in discussione la CC stessa parlando di "diritto d'autore". Ora, ripeto, non sono un esperto legale e, quindi, mi potrai correggere se sbaglio... La CC non è altro che una GPL generica. Nel senso che la GPL è dedicata al software, mentre la CC è dedicata ai "contenuti" (immagini, testi, ecc...). So per certo che la GPL ha validità legale, non vedo perché non dovrebbe avercela anche la CC...
    Prozac
    5083
  • > > A naso, direi che in tribunale potrebbero
    > vincere
    > > i
    > > fotografi.
    > > La licenza CC non è stata integrata nella
    > legge
    > > sul diritto d'autore. Ora, è vero che
    > pubblicando
    > > sul sito si accettano le regole del sito, e
    > tra
    > > l'altro la CC non l'ha certo inventata
    > Flickr,
    > > esiste dal 2002. Epperò in certe cose la
    > legge
    > > generale prevale su un contratto particolare
    > > stipulato in quel modo (una spunta su un
    > modulo
    > > online). Non ci sono precedenti, quindi parlo
    > > solo per
    > > ipotesi.
    >
    > Io non sono un esperto legale. Ma a naso penso
    > che le cose stiano un po'
    > diversamente.
    > Non ho un account Flickr e, quindi, non sono
    > sicuro di come funzioni. Ma, cercando immagini
    > sul portale, ne ho trovate sotto diverse licenze:
    > CC e non CC. Quindi non penso che Flick ti
    > obblighi a adottare una licenza particolare. Se
    > tu, utente, hai deciso di adottare una licenza CC
    > BY poi non dovresti lamentarti se chi scarica la
    > tua immagine ne fa quello che vuoi... Sei tu
    > stesso a dirgli: "Ehi! Con la mia immagine puoi
    > farci quello che vuoi! Anche per scopi
    > commerciali!"

    Tutto vero. Mutati i dettagli, è la stessa argomentazione che fino agli anni Novanta adottavano i rivenditori al dettaglio: "Ehi, hai spedito tu il modulo preaffrancato con cui facevi durare la garanzia 6 mesi, ora non puoi pretendere che duri di più". Poi è arrivato il concetto di "clausola vessatoria", e questi stratagemmi da droghiere di provincia non servono più a nulla: la legge generale prevale, e non è aggirabile da una diversa disposizione controfirmata dal cliente/acquirente, se questa è a suo svantaggio.

    Poi non so se una cosa del genere potrebbe avvenire anche col diritto d'autore: ma non mi stupirebbe.


    > Poi metti in discussione la CC stessa parlando di
    > "diritto d'autore". Ora, ripeto, non sono un
    > esperto legale e, quindi, mi potrai correggere se
    > sbaglio... La CC non è altro che una GPL
    > generica. Nel senso che la GPL è dedicata al
    > software, mentre la CC è dedicata ai "contenuti"
    > (immagini, testi, ecc...). So per certo che la
    > GPL ha validità legale, non vedo perché non
    > dovrebbe avercela anche la
    > CC...

    Mah... non è che non abbia validità in assoluto. Sono soprattutto le modalità che lasciano perplessi.
    Immaginati uno scrittore, che ha sudato su un saggio o su un romanzo per un annetto. Alla fine lo propone ad un editore: il contratto lo metterà giù in pochi secondi e con una spunta alle varie possibilità online, oppure cercherà di discuterlo punto per punto?
    Insomma, sono cose delicate, non si improvvisano così, con sigle in inglese e simboletti dalla grafica accattivante.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Tutto vero. Mutati i dettagli, è la stessa
    > argomentazione che fino agli anni Novanta
    > adottavano i rivenditori al dettaglio: "Ehi, hai
    > spedito tu il modulo preaffrancato con cui facevi
    > durare la garanzia 6 mesi, ora non puoi
    > pretendere che duri di più". Poi è arrivato il
    > concetto di "clausola vessatoria", e questi
    > stratagemmi da droghiere di provincia non servono
    > più a nulla: la legge generale prevale, e non è
    > aggirabile da una diversa disposizione
    > controfirmata dal cliente/acquirente, se questa è
    > a suo
    > svantaggio.

    Scusa, hai letto bene quello che ho scritto?
    Ripeto... non sono iscritto a Flickr e, quindi, non so come funziona la licenza di Flickr. Ma, navigando tra le immagini del protale (Flickr) si trovano immagini con licenze di tutti i tipi. Licenze CC commerciali (quelle oggetto dell'articolo), licenze CC non-commerciali, licenze classiche (tutti i diritti riservati).
    Non vedo, quindi,. dove sia la "clausola vessatoria". Visto che ho trovato tutti questi tipi di licenza, non mi sembra che Flickr ti obblighi a scegliere la "CC commerciale". Sei tu autore che hai deciso di utilizzare quella licenza. Flickr, semplicemente, approfitta delle libertà che da quella licenza: utilizzare l'opera a scopi commerciali.

    Se poi l'hai scelta senza sapere cosa stavi scegliendo, beh... A me sembra che Flickr non c'entri nulla...

    > Poi non so se una cosa del genere potrebbe
    > avvenire anche col diritto d'autore: ma non mi
    > stupirebbe.

    Io penso che qui nemmeno siamo in quell'ambito... Non ci sono "clausule vessatorie" (a meno che, ripeto, Flickr non ti obblighi a scegliere la "CC commerciale" ma, trovando immagini sotto tutti i tipi di licenza, non penso lo facciano).

    > > Poi metti in discussione la CC stessa
    > parlando
    > di
    > > "diritto d'autore". Ora, ripeto, non sono un
    > > esperto legale e, quindi, mi potrai
    > correggere
    > se
    > > sbaglio... La CC non è altro che una GPL
    > > generica. Nel senso che la GPL è dedicata al
    > > software, mentre la CC è dedicata ai
    > "contenuti"
    > > (immagini, testi, ecc...). So per certo che
    > la
    > > GPL ha validità legale, non vedo perché non
    > > dovrebbe avercela anche la
    > > CC...
    >
    > Mah... non è che non abbia validità in assoluto.
    > Sono soprattutto le modalità che lasciano
    > perplessi.
    > Immaginati uno scrittore, che ha sudato su un
    > saggio o su un romanzo per un annetto. Alla fine
    > lo propone ad un editore: il contratto lo metterà
    > giù in pochi secondi e con una spunta alle varie
    > possibilità online, oppure cercherà di discuterlo
    > punto per
    > punto?

    Qui non stiamoi parlando di editori. Qui stiamo parlando di un portale che aggrega fotografie. Fotografie che un utente può caricare assieme alla licenza d'utilizzo che preferisce.

    PI, ad esempio, ha scelto la CC BY-NC-SA: Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike. Cioè quando condividi i contenuti di PI devi sempre specificare a chi appartengono i contenuti (PI), non puoi utilizzarli a scopo commerciali (e quindi nemmeno venderli) e i derivati del lavoro di PI dev'essere distribuito utilizzando la stessa licenza.

    Su Flickr ci sono immagini che utlizzano questa licenza. Gli autori che si lamentano potevano scegliere questa licenza invece che sceglierne una commerciale e poi prendersela con Flickr perché utilizza la libertà che LORO hanno dato...

    > Insomma, sono cose delicate, non si improvvisano
    > così, con sigle in inglese e simboletti dalla
    > grafica
    > accattivante.
    Prozac
    5083
  • > > Tutto vero. Mutati i dettagli, è la stessa
    > > argomentazione che fino agli anni Novanta
    > > adottavano i rivenditori al dettaglio: "Ehi,
    > hai
    > > spedito tu il modulo preaffrancato con cui
    > facevi
    > > durare la garanzia 6 mesi, ora non puoi
    > > pretendere che duri di più". Poi è arrivato
    > il
    > > concetto di "clausola vessatoria", e questi
    > > stratagemmi da droghiere di provincia non
    > servono
    > > più a nulla: la legge generale prevale, e
    > non
    > è
    > > aggirabile da una diversa disposizione
    > > controfirmata dal cliente/acquirente, se
    > questa
    > è
    > > a suo
    > > svantaggio.
    >
    > Scusa, hai letto bene quello che ho scritto?
    > Ripeto... non sono iscritto a Flickr e, quindi,
    > non so come funziona la licenza di Flickr. Ma,
    > navigando tra le immagini del protale (Flickr) si
    > trovano immagini con licenze di tutti i tipi.
    > Licenze CC commerciali (quelle oggetto
    > dell'articolo), licenze CC non-commerciali,
    > licenze classiche (tutti i diritti
    > riservati).
    > Non vedo, quindi,. dove sia la "clausola
    > vessatoria". Visto che ho trovato tutti questi
    > tipi di licenza, non mi sembra che Flickr ti
    > obblighi a scegliere la "CC commerciale". Sei tu
    > autore che hai deciso di utilizzare quella
    > licenza.

    Per ricollegarmi all'esempio della garanzia nell'era precedente l'invenzione della clausola vessatoria, funzionava così: il consumatore riceveva l'oggetto in regalo, o magari non conservava lo scontrino e nemmeno se lo faceva dare: in Italia non era obbligatorio un tempo. Nella confezione era presente in bella vista una cartolina da spedire per far decorrere la validità della garanzia da quella data. Si compilava, credo fosse neceassaria anche la firma, si spediva e via. Tutto a posto?
    No, non proprio tutto a posto perché quasi sempre nelle condizioni sottoscritte c'era un periodo di garanzia inferiore a quello stabilito dalla legge generale, e il produttore aveva un indubbio vantaggio a vedersi tante cartoline di garanzia spedite da ignari consumatori. Eppure anche in quel caso è impossibile dire che obbligassero a spedire quella cartolina: era un atto assolutamente volontario.
    Così come spuntare online le voci della licenza desiderata è un atto volontario, ma guardiamoci in faccia: quanti utenti del Flickr vietnamita (sì, esiste anche la versione vietnamita) oppure brasiliana capiranno che cosa significa "creative commons attributions"?


    > Flickr, semplicemente, approfitta delle
    > libertà che da quella licenza: utilizzare l'opera
    > a scopi
    > commerciali.
    >
    > Se poi l'hai scelta senza sapere cosa stavi
    > scegliendo, beh... A me sembra che Flickr non
    > c'entri
    > nulla...

    In effetti non ero qui a difendere gli utenti di Flickr che hanno sbagliato a cliccare. La colpa è loro.
    Epperò, quando le licenze non sono così ben spiegate e illustrate ad ogni singolo utente, è facile che un tribunale dia ragione all'utente, e non al gruppo industriale che ha applicato quella licenza.


    > > Poi non so se una cosa del genere potrebbe
    > > avvenire anche col diritto d'autore: ma non
    > mi
    > > stupirebbe.
    >
    > Io penso che qui nemmeno siamo in quell'ambito...
    > Non ci sono "clausule vessatorie" (a meno che,
    > ripeto, Flickr non ti obblighi a scegliere la "CC
    > commerciale" ma, trovando immagini sotto tutti i
    > tipi di licenza, non penso lo
    > facciano).

    Non intendevo "clausole vessatorie" in senso stretto, anche perché nel diritto d'autore non sono previste.Occhiolino
    Era per far capire il concetto generale, far credere ad un utente una cosa per un'altra è relativamente facile: dopodiché dimostrare la propria buona fede non è altrettanto facile in sede di giudizio.


    > Qui non stiamoi parlando di editori. Qui stiamo
    > parlando di un portale che aggrega fotografie.
    > Fotografie che un utente può caricare assieme
    > alla licenza d'utilizzo che
    > preferisce.

    Be', qui Flickr ha il ruolo di editore, di soggetto che rende noto al pubblico qualcosa prodotto da altri.
    Ripeto, la leggerezza di molti fotografi su Flickr non ha scusanti, tuttavia questioni che attengono ad un lavoro artistico riconosciuto non credo si possano trattare come se fossero l'EULA di un programma gratuito.
    Credo che in futuro Flickr faccia prendere visione per benino delle differenze di ogni licenza applicabile.
  • Secondo me non ci riusciamo a capire...

    Il tuo esempio non vale in questo caso per il semplice fatto che Flickr non ti obbliga a scegliere quella particolare licenza...

    Tu puoi scelgiere di mettere le tue immagini su Flickr con la licenza che TU preferisci. Flickr non ti obbliga a scegliere nulla...

    Quello di cui si parla qui è che Flickr, fino ad ora, utilizzava le foto (che gli utenti mettevano con licenza CC BY) per i propri scopi commerciali (le vendevano). E lo facevano grazie al fatto che la licenza SCELTA dall'utente permetteva loro di farlo.

    Ora, Flickr ha deciso di non usufruire più di questo suo SACROSANTO DIRITTO per evitare cattiva pubblicità...

    Ti avevo detto che non ero sicuro del funzionamento di Flickr.
    Mi sono fatto un account. Tanto per capire se l'utente potesse essere fuorviato in qualche modo...

    Ho iniziato l'upload di una foto. Flickr mi chiede alcuni dati.
    - Descrizione: questo campo è selezionato di default in modo che sei invitato a scriverci qualcosa.

    Poi ci sono alcuni link:
    - Aggiungi Tag
    - Aggiungi persone
    - Aggiungi agli album
    - Aggiungi ai gruppi

    Poi c'è "impostazioni del proprietario". La prima impostazione è la licenza.
    C'è già una licenza preselezionata che si chiama:
    Nessuno (tutti i diritti riservati).

    Cioè, di default la licenza che c'è è quella che dice che la foto è del proprietario e che tutti i diritti sono riservati (al proprietario).

    Se premi "modifica" potrai scegliere di cambiare la licenza tra una delle CC disponibili. Ci sono tutte. Anche quelle "non commerciali" che sono elencate per prime. Se l'utente sceglie quelle commerciali non lo fa a casaccio... Bisogna scegliere una delle ultime in elenco!!!

    La seconda impostazione (vedremo poi perché molto importante), è quella relativa alla privacy. Qui di default l'immagine è "Visibile a tutti". Ma si può scegliere anche "Solo tu" (privata che permette di includere amici e famigliari).

    Ora, secondo me, il problema fondamentale non sta sulle licenze di Flickr. Come hai potuto vedere, sono ben chiare e difficilmente si sceglie la CC commerciale per sbaglio...
    Il problema fondamentale, dicevo, sta nella creazione dell'account per Flickr.

    Flickr è di Yahoo!. Quando crei l'account per Flickr DEVI creare un account yahoo!. Se leggi le "Condizioni generali" dell'account Yahoo! è presente il paragrafo

    "9. LICENZA A YAHOO! DA PARTE DELL'UTENTE"

    Che tra le altre cose dice:
    1) L'Utente conserva i diritti d’autore e qualsiasi altro diritto di cui è già titolare sui Contenuti dell'Utente che invia o rende disponibili tramite i Servizi di Yahoo. Quando l'Utente invia o rende disponibili Contenuti dell'Utente in aree pubblicamente accessibili (descritte di seguito) dei Servizi di Yahoo, l'Utente concede a Yahoo le seguenti licenze:
    2) Per foto, file di grafica, audio o video che l'Utente invia o rende disponibili in aree pubblicamente accessibili dei Servizi di Yahoo, l'Utente concede a Yahoo licenza universalmente valida, gratuita e non esclusiva ad usare, distribuire, riprodurre, adattare, pubblicare, tradurre, creare opere derivate da, esibire e visualizzare pubblicamente i Contenuti dell’Utente all’interno dei Servizi di Yahoo:

        a) per le finalità per cui i Contenuti dell'Utente sono stati inviati; e
        b) per pubblicizzare la proprietà di Yahoo a cui i Contenuti dell'Utente sono stati inviati o i Servizi di Yahoo in qualsiasi parte della rete di Yahoo o in connessione con qualsiasi contratto di distribuzione o associazione con terze parti o loro siti.

    Ora capiamo perché l'opzione Privacy di Flickr è importante:
    5) Le aree "pubblicamente accessibili" dei Servizi di Yahoo sono le aree dei Servizi di Yahoo che Yahoo intende rendere disponibili al pubblico. Le aree pubblicamente accessibili dei Servizi di Yahoo includono, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, Yahoo Answers e le sezioni pubbliche di Gruppi e Flickr, mentre non includono le sezioni di Flickr private o limitate solo ad amici e/o familiari , né i Servizi di Yahoo destinati alla comunicazione privata quali Yahoo Mail.

    Ora c'è da capire se con la licenza "Nessuno (tutti i diritti riservati)" di Flickr, il punto 2) del contratto di Yahoo! permette di vendere tali "le opere".

    Di una cosa sono sicuro. Che quando l'utente sceglie CC BY da per certo a Flickr il potere di vendere le proprie opere. E sono altrettanto sicuro che la scelta di questa licenza non avviene MAI involontariamente.
    Prozac
    5083
  • > Tu puoi scelgiere di mettere le tue immagini su
    > Flickr con la licenza che TU preferisci. Flickr
    > non ti obbliga a scegliere
    > nulla...

    Infatti non ho mai accusato Flickr di obbligare gli utenti a fare alcunché. Ma di "dirigere" la scelta verso una particolare opzione, grazie alla generale inconsapevolezza del pubblico.



    > Ti avevo detto che non ero sicuro del
    > funzionamento di
    > Flickr.
    > Mi sono fatto un account. Tanto per capire se
    > l'utente potesse essere fuorviato in qualche
    > modo...
    >
    > Ho iniziato l'upload di una foto. Flickr mi
    > chiede alcuni
    > dati.
    > - Descrizione: questo campo è selezionato di
    > default in modo che sei invitato a scriverci
    > qualcosa.
    >
    > Poi ci sono alcuni link:
    > - Aggiungi Tag
    > - Aggiungi persone
    > - Aggiungi agli album
    > - Aggiungi ai gruppi
    >
    > Poi c'è "impostazioni del proprietario". La prima
    > impostazione è la
    > licenza.
    > C'è già una licenza preselezionata che si chiama:
    > Nessuno (tutti i diritti riservati).

    Se l'impostazione è sempre stata così, che cioè la prima scelta possibile era fin dal principio "tutti i diritti riservati", allora buona parte della mia argomentazione cade.
    Ma sei sicuro che sia così?

    Dopo questo episodio, alcuni commentatori online hanno analizzato la percezione del messaggio delle licenze concludendo che la terminologia di creative commons è poco trasparente per i non addetti ai lavori:


    http://scholarlykitchen.sspnet.org/2014/12/10/crea.../

    Di nuovo, Flickr non c'entra nulla, il testo delle licenze creative commons è dell'omonima fondazione, e così la traduzione nelle varie lingue. Ma un fotografo può sentirsi raggirato anche così.


    > Se premi "modifica" potrai scegliere di cambiare
    > la licenza tra una delle CC disponibili. Ci sono
    > tutte. Anche quelle "non commerciali" che sono
    > elencate per prime. Se l'utente sceglie quelle
    > commerciali non lo fa a casaccio... Bisogna
    > scegliere una delle ultime in
    > elenco!!!


    Purtroppo la maggior parte degli utenti queste finezze non lo capisce.A bocca storta
    Il punto che ha fatto montare la protesta online, mi par di capire, è che Yahoo! (proprietaria di Flickr) ha deciso di vendere le foto attraverso il servizio Wall art e di retribuire solo gli autori con una determinata licenza. Tutti gli altri ciccia.
    E, licenza o non licenza, non è proprio una scelta oculata.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Infatti non ho mai accusato Flickr di obbligare
    > gli utenti a fare alcunché. Ma di "dirigere" la
    > scelta verso una particolare opzione

    Esiste un veto per la direzione della scelta? E chi l'ha stabilito?
    non+autenticato