Alfonso Maruccia

Corea e Germania, rischio cracker

Una centrale nucleare sudcoreana si č impegnata in un test anti-intrusioni dopo aver ricevuto minacce su Twitter, mentre in Germania una acciaieria ha subito ingenti danni inferti da un malware in stile Stuxnet

Roma - La Corea del Sud sperimenta l'insicurezza nucleare dopo la pubblicazione, a mezzo Twitter, di manuali e schemi progettuali di due reattori da parte di un ignoto cyber-criminale, un "leak" a cui si è accompagnata la pubblicazione di informazioni personali di 10mila impiegati di Korea Hydro and Nuclear Power (KHNP).

KHNP gestisce 23 diversi reattori sparsi per il paese asiatico (pari a un terzo del fabbisogno energetico locale), e da fonti governative si segnala l'"estrema" attenzione data all'incidente con la decisione di spegnere uno degli impianti e procedere a un test anti-intrusioni digitali della durata di due giorni.

L'aggressore ha minacciato di pubblicare ulteriori informazioni confidenziali nel caso in cui tre reattori non vengano spenti entro il 25 dicembre, un genere di minaccia che in questo periodo va per la maggiore, come il caso Sony Pictures platealmente dimostra.
Ad attaccare lo studio cinematografico sono stati i nordcoreani, questo è quanto sostengono le autorità statunitensi, nel caso di KHNP sulla fonte delle minacce (e gli eventuali furti di materiale riservato) non vengono al momento fornite indicazioni precise.

Certo è che i potenziali rischi di danni "fisici" agli impianti nucleari sudcoreano preoccupano, ma si tratta in ogni caso di pericoli teorici, diversamente da quanto successo in Germania: stando a un rapporto del Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik (BSI), ente istituito per vigilare sulla sicurezza informatica, qualcuno è riuscito a penetrare nella rete interna di un impianto di produzione dell'acciaio e a manomettere i macchinari, al punto da generare ingenti "danni fisici" agli impianti grazie a un attacco che ricorda molto da vicino il caso Stuxnet.

Alfonso Maruccia
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3 Commenti alla Notizia Corea e Germania, rischio cracker
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  • e' stato furbo pianificare attacchi informatici alle strutture industriali e impiantistiche. chi erano stati a pensarla? israeliani e americani? scelta molto lungimirante..
    non+autenticato
  • - Scritto da: charlie
    > e' stato furbo pianificare attacchi informatici
    > alle strutture industriali e impiantistiche. chi
    > erano stati a pensarla? israeliani e americani?
    > scelta molto
    > lungimirante..
    come occidentali. poi mancano all'appello gli altri (a partire dagli amici di FSB/FAPSI )
    non+autenticato
  • - Scritto da: charlie
    > e' stato furbo pianificare attacchi informatici
    > alle strutture industriali e impiantistiche. chi
    > erano stati a pensarla? israeliani e americani?
    > scelta molto
    > lungimirante..

    beh, pare che l'evento spartiacque in questo campo sia stato l'attacco ad un oleodotto che passa per la Turchia, nel 2009, poco prima della guerra tra Russia e Georgia (in cui ci fu il tentativo di bombardare lo stesso oleodotto).
    Entrarono (probabilmente erano russi) con un PC in una sottostazione di pompaggio, e installarono un malware che fece aumentare la pressione fino a scoppiare senza che i sensori segnalassero nulla.
    Funz
    12988