Claudio Tamburrino

CES 2015/ Smart glass, la realtÓ Ŕ aumentata

A Las Vegas c'Ŕ stato da rifarsi gli occhiali: a brillare sono quelli del gruppo Osterhout. Ma le partnership in corso sono numerose, alla conquista di un mercato ancora di frontiera

Roma - Nel corso dello show tecnologico di Las Vegas CES 2015 sono stati mostrati al pubblico dei nuovi occhiali intelligenti per portare le potenzialità la realtà aumentata davanti agli occhi degli utenti.

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potrebbe essere Il gruppo Osterhout Design (ODG): ODG ha già portato sul campo un prodotto tangibile, frutto di sei anni e 60 milioni di dollari di investimento in ricerca, sfociata in diversi brevetti acquistati ora da Microsoft per 150 milioni di dollari.

Del dispositivo al momento sviluppato, ODG ha già venduto migliaia di unità a 5mila dollari al pezzo a diversi clienti tra cui il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. ODG, d'altra parte, è un incubatore tecnologico attivo dal 1999 che ha fatto di contratti militari la principali forma di introito. Il modello consumer che arriverà sul mercato dovrebbe invece costare meno di 1000 dollari.
Si tratta in pratica di un paio di occhiali che incorpora al suo interno sistema operativo Android e un chip Qualcomm Snapdragon 805, con un proiettore incastonato nella parte superiore della montatura in grado di riprodurre uno schermo virtuale con risoluzione da 720p nella visuale di chi li indossa. L'idea di Osterhout Design è che gli utenti non utilizzeranno gli smart glass quotidianamente e 24 ore al giorno, ma solo per svolgere operazioni specifiche. Per interagire con l'utente, gli smartglass ODG si combinano con un controller Bluetooth, che assolve pressoché alle stesse funzioni dei bottoni che si trovano sulla montatura. Gli occhiali hanno anche una camera da 5 megapixel, una serie di sensori da sfruttare attraverso applicazioni da sviluppare, WiFi e sistema satellitare. Potranno combinarsi anche con delle lenti graduate.

ODG è solo uno dei tanti attori che si sta muovendo sul mercato per contendere con Google Glass, e approfittare del momentaneo disinteresse percepito presso i media e il pubblico nei contronti della solzuione di Mountain View. Sony, che aveva anticipato a dicembre il proprio dispositivo da montare su occhiali ordinari, è tornata a mostrarlo presso il CES; Intel, che dovrebbe mettere a disposizione i chip per i prossimi Google Glass, ha annunciato l'avvento di Curie, che sarà l'anima di molti smart glass del prossimo futuro, compresi probabilmente quelli che nasceranno dall'accordo con Luxottica e dall'accordo da 24,8 milioni di dollari stretto con Vuzix, già partner di Lenovo.

Claudio Tamburrino
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