Claudio Tamburrino

Italia: come trasformare Internet in un diritto?

Il Garante Privacy, Agcom ed Agcm si confrontano con la Commissione per i diritti ed i doveri relativi ad Internet: le audizioni si snodano tra tecnocontrollo e libertÓ, tra net neutrality e la necessitÓ di investimenti nell'infrastruttura

Roma - Il lavoro dei membri della Commissione per i Diritti e i Doveri relativi ad Internet, il gruppo voluto dal Presidente della Camera Laura Boldrini per impostare il lavoro sulla Bill of Rights digitale, procede nella consapevolezza di quello che sta succedendo nel mondo dopo l'attentato di Parigi: "Nel rispetto del grande equilibrio della nostra Costituzione - si legge tra gli obiettivi che si sono fissati i membri della Commissione - occorre evitare quella eccessiva oscillazione tra l'indignazione per lo scandalo della fuga di informazioni personali del datagate e le pressioni di questi giorni per la frettolosa rinuncia alle garanzie sulla privacy ai nostri dati personali su Internet, che non risolverebbe le difficoltà nel contrasto al terrorismo".

L'audizione della Commissione convocata presso l'Aula della Commissione Difesa, con il Garante per la protezione dei dati personali, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) e l'Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) è stata l'occasione per fare il punto della situazione in Italia delle normative e delle riforme concernenti Internet: argomenti che in seguito ai fatti di Parigi - e soprattutto alla reazione dei Governi europei - appaiono particolarmente scottanti.

Il Garante per la privacy Antonello Soro ha così riferito che "bisogna sempre garantire che la tecnica sia alleata e non nemica dei diritti, che la rete promuova la libertà e i diritti di ciascuno". Al contempo ha sottolineato come si debbano sempre considerare i doveri dei legislatori sia nell'accesso ai dati che nella loro gestione, richiamandosi a quanto emerso in sede europea riguardo alla data retention: "La riserva di legge e giurisdizione sancita per le intercettazioni andrebbe estesa espressamente anche all'acquisizione dei tabulati telematici, ma non solo, la cui invasività non va sottovalutata - spiega Soro - e l'infinità riproducibilità e riutilizzabilità degli open data è una delle prerogative della rete ma rischia di violare la dignità dei cittadini".
Soro parla anche di Internet come diritto: "La rete è diventata uno strumento di democrazia economica e politica ed il servizio pubblico diventa elemento irrinunciabile: serve costituzionalizzazione delle regole di base".

Dello stesso avviso è peraltro Giovanni Pitruzzella di Agcm: "L'accesso alla rete è una norma fondamentale, c'è la necessità di un intervento pubblico per colmare il divario strutturale". Nonostante questo Pitruzzella non chiude la porta alle minacce della net neutrality: se da una parte è vero che può aiutare a "garantire la concorrenza", c'è anche da considerare, ha spiegato, che "delle differenziazioni per alcuni tipi di servizi potrebbero essere oggetto di riflessione".

Pitruzzella ha anche ribadito l'importanza della concorrenza - necessaria anche nella Rete - "per garantire l'eliminazione degli abusi e la costituzione di grossi soggetti economici".

Parlando di Internet come diritto, invece, Angelo Marcello Cardani di Agcom ha spinto sulla necessità di investimenti strutturali, come già sottolineato nei mesi scorsi con i dati dell'indagine conoscitiva sullo sviluppo della banda larga e ultralarga, al fine di rispondere alla domanda e garantire l'accesso universale al Web. Anche perché, osservato Cardani, si tratta di "uno strumento fondamentale per garantire democrazia e libertà, nel nostro paese l'accesso è formalmente libero ma in realtà le capacità di traffico sono molto diverse tra grandi città e altre zone, un problema essenzialmente tecnico e di investimenti".

Claudio Tamburrino
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