Claudio Tamburrino

Acquisti per gli acquisti, il portafogli di Google

Mountain View punta a consolidare la propria offerta per quanto riguarda i pagamenti mobile. E scommette ancora su NFC: le indiscrezioni parlano di trattative in corso con Softcard

Roma - Google intende investire ancora nei servizi di pagamento tramite dispositivi mobile.

Dopo l'esordio di Apple Pay, il servizio dedicato ai pagamenti mobile di Cupertino, Mountain View si è trovata a dover recuperare terreno nel settore che l'aveva vista anticipare i tempi soprattutto per quanto riguarda gli investimenti nei servizi legati alla tecnologia NFC.

Per farlo, Google sarebbe in trattative con la società per i pagamenti mobile Softcard, conosciuta - prima che il nome diventasse scomodamente associato al terrorismo - come ISIS.
Softcard, creata da AT&T, T-Mobile e Verizon, offre una piattaforma per dispositivi mobile supportata da American Express, Chase e Well Fargo, che permette di pagare attraverso un semplice tap sul proprio device: il servizio è già stato adottato in oltre 200mila locali negli Stati Uniti.
Proprio i tre carrier avevano limitato la diffusione di Google Wallet criticandone la sicurezza e non appoggiandone l'utilizzo sui propri circuiti.

Secondo le indiscrezioni l'operazione costerebbe a Google poco meno di 100 milioni di dollari: una cifra molto inferiore ai centinaia di milioni di dollari profusi finora per il progetto dai principali investitori AT&T, T-Mobile e Verizon, ma che rispecchia le difficoltà economiche dell'azienda che ha dovuto licenziare quest'ultimo mese 60 persone. Difficoltà che porterebbero Softcard, in mancanza di un acquisizione esterna, ad essere inglobata nella struttura di uno dei carrier che vi hanno dato origine.

Oltre al valore strategico, ad interessare a Mountain View potrebbero essere i circa 120 titoli contenuti nel portafoglio brevettuale di Softcard, che potrebbero rappresentare nuova linfa per il suo Google Wallet.

Claudio Tamburrino
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