Gaia Bottà

Google, un boccone di SpaceX

Mountain View crede nel progetto di Elon Musk: le indiscrezioni sono confermate dal miliardo di dollari sborsato per SpaceX insieme al fondo di investimenti Fidelity

Roma - Le indiscrezioni delle scorse ore sono state confermate da SpaceX: Google è fra i nuovi investitori del progetto di conquista dello spazio voluto dall'imprenditore Elon Musk.

Nel comunicato di SpaceX non si fa riferimento nello specifico alle sole iniziative che hanno per oggetto la comunicazione satellitare di cui Musk ha illustrato qualche dettaglio nei giorni scorsi: si rende semplicemente noto che Mountain View e Fidelity Investments si sono unite alla schiera di investitori che già hanno infuso denaro nell'azienda, per alimentare la ricerca e l'innovazione nell'ambito dei trasporti spaziali e del riuso dei sistemi approntati, nella realizzazione di satelliti.
Complessivamente i due nuovi investitori hanno sborsato un miliardo di dollari, e SpaceX spiega che si sono accaparrati meno del 10 per cento dell'azienda: la creatura di Musk, dunque, vale ora oltre 10 miliardi di dollari.

E 10 miliardi di dollari è proprio quanto SpaceX stima sia necessario investire, nel corso di un lustro e a partire dalla nuova base di Seattle, per realizzare la rete di micro-satelliti che potrebbe configurarsi come un "enorme fornitore di servizi Internet globale" per comunicazioni più rapide rispetto alle soluzioni tradizionali, un tassello della strategia con cui l'azienda sta guardando alla conquista di Marte.
Per Google, gli osservatori prospettano mire ben più terrene. Nei giorni scorsi le indiscrezioni riguardo all'investimento di Mountain View intravedevano nel progetto satellitare di Musk una potenziale sovrapposizione con gli interessi di Google, già attiva nel settore della connettività satellitare con altri investimenti: un miliardo di dollari è stato stanziato da Google anche per O3b, altra startup che si occupa di micro-satelliti e da cui è nata OneWeb, ora nota come WorldVu Satellites, che ha in precedenza collaborato con SpaceX e su cui ora si appoggiano i piani di Virgin Galactic e Qualcomm. E le prospettive non mancano: la Grande G da anni afferma di voler innervare di connettività i paesi in via di sviluppo: tra le sperimentazioni nell'ambito del wireless, i palloni aerostatici di Project Loon e i satelliti potrebbe finire per conquistarsi l'attenzione di nuovi cittadini della Rete.

Gaia Bottà
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