Alfonso Maruccia

Sony, i costi finanziari dell'attacco

Numeri che si accavallano restituiscono l'immagine di una corporation ferita nella sicurezza ma soprattutto nei conti, al di lÓ della breccia subita. Conti che saranno in rosso anche quest'anno, sebbene in misura ridotta

Roma - Dopo le stime da 100 milioni di dollari previste dagli analisti sugli effetti della breccia che ha inguaiato il business di Sony Pictures, ora è Sony stessa a comunicare l'entità dei danni subiti dalla corporation a livello economico. Numeri che arrivano in ritardo e che si accavallano, anche questa una conseguenza dell'attacco subito dallo studio hollywoodiano.

Sony avrebbe dovuto rilasciare i risultati effettivi del terzo trimestre dell'anno fiscale, e invece si è limitata a comunicare le proiezioni sul suddetto terzo trimestre e sulla fine dell'anno prevista a marzo. Lato Sony Pictures, il prezzo per le indagini e le riparazioni all'azione distruttiva dei cracker dovrebbe essere di 15 milioni di dollari. Al netto dunque delle spese legali che con ogni probabilità si dovranno mettere in conto per affrontare le rimostranze dei dipendenti.

I profitti dello studio sono crollati a 20 milioni di dollari, soprattutto a causa della ridotta produzione di lungometraggi e serie televisive. Per il danno all'immagine di Sony Pictures e dell'intera corporation nipponica, invece, non ci sono stime che tengano.
Nel complesso, l'anno fiscale dovrebbe chiudersi in rosso ma con risultati meno disastrosi dell'anno passato: Sony prevede di registrare perdite nette per 1,4 miliardi di dollari, un -26 per cento rispetto alle perdite dell'anno scorso.

Uno dei business in cui Sony non fa che peggiorare, come previsto, è quello del mobile, con i terminali Xperia che vendono una frazione delle quantità che riescono a fare Apple o Samsung e più di mille posti di lavoro aggiuntivi in attesa di essere tagliati. Le note positive includono invece il business PlayStation e quello dei sensori per i gadget mobile delle aziende terze.

E il peggio per Sony potrebbe anche non essere arrivato: alcuni ricercatori di sicurezza sostengono che certi hacker russi - che ritengono essere i veri responsabili dell'attacco a Sony Pictures - si sarebbero attivati per vendere le informazioni rubate nella breccia al miglior offerente.

Alfonso Maruccia
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